- Ogni contribuente ha il diritto di correggere una dichiarazione dei redditi già presentata che contenga errori, omissioni o inesattezze, ai sensi della Legge n. 9920 del 19 maggio 2008 “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche.
- Ai sensi dell'articolo 8 della legge n. 79/2025, il termine per la rettifica è di 24 mesi dalla scadenza prevista per la presentazione della dichiarazione iniziale, anziché i precedenti 36 mesi.
- La dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche può essere modificata entro sei mesi dalla presentazione e non più di due volte.
- Se la dichiarazione che si desidera modificare è già stata verificata dall'amministrazione fiscale, si perde il diritto di ridurre l'importo dovuto mediante modifica. È possibile modificarla solo per dichiarare un importo dovuto superiore a quello risultante dalla verifica.
Ogni contribuente in Albania ha il diritto di correggere autonomamente una dichiarazione dei redditi già presentata che contenga errori, mediante una dichiarazione rettificativa, entro il termine stabilito dalla legge. Tale termine è stato recentemente modificato e dimezzato, ma molte imprese continuano ad attenersi alla vecchia normativa.
Nel nostro lavoro quotidiano ci capita spesso di riscontrare lo stesso errore. Gli amministratori aziendali credono di avere ancora tre anni di tempo per correggere una dichiarazione errata, mentre il termine effettivo è già di 24 mesi, e alcuni se ne rendono conto solo quando è troppo tardi per rimediare da soli.
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Chi ha il diritto di correggere una dichiarazione dei redditi?
La base giuridica del diritto alla rettifica
Il diritto di rettificare una dichiarazione dei redditi è sancito dalla Legge n. 9920 del 19 maggio 2008 “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche. Qualsiasi contribuente, persona fisica o giuridica, può esercitare tale diritto ogniqualvolta rilevi autonomamente un errore in una dichiarazione precedentemente presentata.
Quali tipi di errori vengono corretti?
La rettifica riguarda le dichiarazioni presentate con errori, omissioni o inesattezze nei calcoli, indipendentemente dal fatto che l’errore comporti un aumento o una diminuzione dell’imposta dovuta. Potrebbe trattarsi di una cifra errata, di un reddito dichiarato in ritardo rispetto a quanto previsto o di una detrazione applicata in modo errato.
Il periodo di correzione, da 36 a 24 mesi
Il nuovo regolamento ai sensi della legge n. 79/2025
Fino all’entrata in vigore della legge n. 79/2025, i contribuenti disponevano di 36 mesi (tre anni) dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione iniziale per correggerla autonomamente. L’articolo 8 di tale legge ha ridotto tale termine a 24 mesi (due anni). La precedente norma dei 36 mesi non si applica più alle dichiarazioni i cui termini di presentazione sono successivi all’entrata in vigore della legge.
Il caso particolare della dichiarazione dei redditi annuale delle persone fisiche
La dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche prevede una scadenza diversa e più breve. Può essere modificata entro sei mesi dalla presentazione, per un massimo di due volte durante tale periodo.
Come viene calcolata, in pratica, la scadenza?
Il termine decorre dal giorno in cui scade il termine per la presentazione della dichiarazione iniziale, e non dal giorno in cui la dichiarazione viene effettivamente presentata.
Esempio. Se la scadenza per la presentazione di una dichiarazione IVA periodica è fissata al 14 febbraio 2025, il periodo di rettifica di 24 mesi termina il 14 febbraio 2027. Per la dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche con scadenza il 30 aprile 2026, il periodo di sei mesi scade il 30 ottobre 2026 e può essere utilizzato non più di due volte entro tale periodo.
Il periodo di 24 mesi si applica, ad esempio, a:
- dichiarazione IVA periodica
- Dichiarazione dei redditi da attività commerciale
- Rendiconto dei contributi previdenziali e sanitari
- qualsiasi altra dichiarazione dei redditi presentata entro i consueti termini periodici
Ogni volta che si verifica un cambiamento fiscale o finanziario che riguarda la tua attività, ti avvisiamo immediatamente via e-mail fornendoti una spiegazione chiara.
Invia notifiche gratuitamenteIl termine di prescrizione nel caso in cui la dichiarazione sia stata verificata dall'amministrazione fiscale.
Perdita del diritto di ridurre l'obbligo
Il contribuente perde il diritto di apportare una rettifica in ribasso al proprio debito d'imposta qualora la dichiarazione sia già stata verificata dall'amministrazione fiscale. Ciò limita il termine sopra indicato ogniqualvolta la verifica avvenga prima del suo completamento.
Leggi anche: Come si svolge una verifica fiscale e come presentare ricorso.
Quando la correzione è ancora consentita, solo per aumentare l'obbligo.
Anche a seguito di una verifica fiscale, il contribuente può modificare una dichiarazione già sottoposta a verifica qualora tale modifica comporti un debito d'imposta superiore a quello risultante dalla verifica stessa. Tale diritto è limitato alla riduzione del debito d'imposta e non ne consente l'aumento.
Come avviene, in pratica, la rettifica di una dichiarazione?
Come apportare correzioni tramite il sistema di deposito elettronico
La rettifica viene effettuata presentando una nuova dichiarazione relativa allo stesso periodo d'imposta tramite lo stesso modulo utilizzato per presentare la dichiarazione iniziale sul portale e-Filing della Direzione Generale delle Imposte. La nuova dichiarazione sostituisce quella precedente ai fini del calcolo dell’imposta dovuta e, pertanto, deve contenere informazioni accurate e complete, non limitandosi alla sola differenza corretta.
Quali documenti è necessario conservare?
Qualsiasi rettifica deve essere corredata di documentazione che ne giustifichi la modifica, che si tratti di una fattura dimenticata, di un contratto modificato o di un errore di calcolo individuato. Tale documentazione viene conservata insieme alla dichiarazione rettificativa, poiché l’autorità fiscale potrebbe richiederla nel corso di una successiva verifica fiscale.
Perché è importante?
Il termine per la rettifica non è solo una formalità procedurale, ma può determinare se un errore venga corretto con una semplice dichiarazione o solo tramite una verifica fiscale.
Le conseguenze di una correzione ritardata o dimenticata
Se il termine per la rettifica scade senza che l’errore sia stato rilevato, il contribuente rimane soggetto all’obbligo secondo quanto originariamente dichiarato, anche se è a conoscenza dell’inesattezza dell’importo. L’unica opzione rimasta è una verifica fiscale, che di solito comporta un dispendio di tempo e denaro maggiore rispetto a una rettifica volontaria entro il termine previsto.
Come gestiamo il seguito con i nostri clienti
Parte del nostro lavoro continuativo con i clienti consiste nella verifica periodica delle dichiarazioni presentate, in modo che eventuali errori vengano individuati entro i termini di legge e prima che la questione giunga in udienza.
Domande frequenti
Quanto tempo ho a disposizione per correggere una dichiarazione dei redditi?
In linea di massima, 24 mesi dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione iniziale, ai sensi dell’articolo 8 della legge n. 79/2025. Fa eccezione la dichiarazione annuale dei redditi delle persone fisiche, per la quale è previsto un termine di sei mesi e un massimo di due rettifiche.
Cosa succede se invio la rettifica dopo la scadenza dei 24 mesi?
Una volta scaduto il termine, il contribuente non ha più la possibilità di apportare autocorrezioni tramite il sistema. Un’inesattezza riscontrata successivamente viene solitamente trattata solo nell’ambito di una verifica fiscale. In casi specifici, il termine e le conseguenze vengono verificati in anticipo.
La scadenza cambia se la dichiarazione è già stata verificata?
Sì. Se la dichiarazione dei redditi è stata verificata dall’amministrazione fiscale, il contribuente perde il diritto di modificarla per ridurre l’importo dovuto. Può modificarla solo se il risultato comporta un importo dovuto superiore a quello determinato dalla verifica.
Lo stesso periodo di 24 mesi si applica a ogni tipo di rendiconto?
No. La dichiarazione dei redditi annuale prevede un termine più breve: sei mesi dalla presentazione, per un massimo di due volte. Le altre dichiarazioni periodiche seguono la regola generale dei 24 mesi.
Cosa devo fare se non sono sicuro di come si presenti il mio caso?
Il termine esatto dipende dalla data di presentazione della dichiarazione iniziale e dallo stato della stessa presso le autorità fiscali; pertanto, ogni caso viene esaminato singolarmente prima di intraprendere qualsiasi azione.
Il comunicato completo sul sito web ufficiale del DPT. https://www.tatime.gov.al/d/8/45/45/946/mbi-te-drejten-e-tatimpaguesve-per-te-korrigjuar-deklaratat-tatimore. Si prega di notare che il presente avviso riflette le norme in vigore al momento della sua pubblicazione. L'attuale periodo di 24 mesi deriva dall'articolo 8 della Legge n. 79/2025.

