Trasferimento dell'obbligo fiscale a un terzo

Punti chiave
  • Qualora il ricavato della vendita dei beni pignorati non sia sufficiente a coprire il debito fiscale, l’Amministrazione fiscale può trasferirlo a terzi che abbiano tratto vantaggio dal contribuente debitore.
  • L'Amministrazione fiscale può inoltre richiedere a terzi che vantano crediti nei confronti del contribuente moroso di versare tali somme direttamente alla stessa.
  • Nelle società commerciali, qualora il patrimonio della società risulti insufficiente, il debito fiscale non pagato può essere trasferito ai soci, agli azionisti e agli amministratori, in proporzione alla quota di capitale di ciascuno.
  • Tale responsabilità sussiste anche durante e dopo la liquidazione o il fallimento della società per coloro che, in quel momento, ricoprivano la carica di socio, azionista o amministratore.
Aggiornato il 18 ottobre 2026. Pubblicato il 15 febbraio 2019. Il principio del trasferimento dell’obbligo e della responsabilità solidale rimane parte integrante della Legge n. 9920/2008, che è stata oggetto di continue modifiche sin dalla sua pubblicazione. I numeri esatti degli articoli devono essere verificati nel testo attuale della legge o presso il DPT, poiché la legge ha subito diverse modifiche dal 2019.

Qualora l’Amministrazione fiscale non riesca a riscuotere un debito fiscale insoluto mediante la vendita dei beni pignorati del contribuente, la Legge n. 9920 del 19.5.2008 “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche, le conferisce il diritto di rivalersi su altre persone che abbiano legami finanziari o organizzativi con il contribuente debitore.

Nel nostro lavoro quotidiano ci capita spesso di incontrare soci e amministratori convinti che la responsabilità per gli obblighi fiscali della società ricada esclusivamente sulla società stessa, ignari del fatto che la legge preveda espressamente casi in cui tale responsabilità ricada su di loro a titolo personale, in particolare in caso di liquidazione o insolvenza.

Leggi anche: Sulle principali modifiche alla legge sulle procedure fiscali.

Cessione dell'obbligo a terzi

Chi viene considerato una terza parte?

Si considerano terzi coloro che, durante il periodo di esecuzione forzata dei crediti vantati nei confronti del contribuente, hanno beneficiato di vari beni di sua proprietà. Qualora la vendita dei beni pignorati del contribuente non sia sufficiente a coprire il debito, l’Amministrazione fiscale può richiedere a tali soggetti di versare l’importo residuo, fino al valore dei beni da essi ricevuti.

Notifica e calcolo dell'obbligazione

L’Amministrazione fiscale invia al terzo una comunicazione contenente il nome o la ragione sociale, il codice NIPT (se disponibile), la sede legale o l’indirizzo di residenza, l’importo del debito trasferito e le informazioni relative al contribuente inadempiente. Il debito a carico del terzo viene calcolato sulla base del valore di mercato del bene a lui trasferito, non sull’intero importo dovuto dal debitore.

Diritto di opposizione

Il soggetto a cui viene trasferita la responsabilità ha il diritto di contestarla e di dimostrare all’Amministrazione fiscale che la responsabilità non può essere trasferita. Se il cessionario non presenta opposizione entro i termini previsti dalla legge, l’Amministrazione fiscale avvierà nei suoi confronti un procedimento di riscossione coattiva, allo stesso modo di quanto avviene nei confronti del contribuente debitore.

Recupero dei crediti nei confronti di debitori terzi a favore del contribuente.

Quando il soggetto terzo è debitore direttamente nei confronti del contribuente

Parallelamente ad altre procedure esecutive, qualora l’Amministrazione fiscale venga a conoscenza del fatto che terzi siano debitori nei confronti del contribuente debitore, essa può richiedere a tali soggetti di adempiere ai propri obblighi pecuniari direttamente nei confronti dell’Amministrazione stessa, anziché nei confronti del debitore.

Termine di pagamento di 30 giorni

L’Amministrazione fiscale ne dà comunicazione scritta in anticipo al terzo, il cui obbligo di pagamento sorge entro 30 giorni dalla data di ricezione della comunicazione. Se il terzo non provvede al pagamento dell’importo entro tale termine, gli vengono applicate le stesse procedure esecutive previste per qualsiasi debitore fiscale.

La responsabilità del socio, dell'azionista e dell'amministratore

Quando il patrimonio della società è insufficiente

Qualora, a seguito della vendita dei beni di un soggetto passivo, l’Amministrazione fiscale non riesca a riscuotere il debito fiscale residuo, essa lo trasferisce ai soci, agli azionisti e agli amministratori del soggetto passivo. Vengono presi in considerazione solo coloro che, alla data di notifica del debito fiscale, risultano iscritti nel registro delle imprese in tali vesti. La responsabilità individuale di ciascuno è pari alla quota detenuta nel capitale sociale della società.

Il caso di un amministratore che sia anche socio o azionista

Quando il debitore è l’amministratore della società stessa, l’Amministrazione fiscale verifica se questi rivesta anche la qualifica di socio o azionista. In tal caso, la sua responsabilità viene calcolata allo stesso modo di quella di qualsiasi altro socio o azionista, in proporzione al capitale da lui detenuto. Se l’amministratore non ha la qualifica di socio, viene considerato debitore in solido insieme agli altri soci o amministratori della società.

Responsabilità in caso di liquidazione o fallimento

Se la persona giuridica soggetta a imposta non adempie ai propri obblighi fiscali anche dopo la conclusione della procedura di liquidazione o di fallimento, il debito non pagato viene trasferito in solido alle persone che, al momento dello svolgimento di tale procedura, ricoprivano la qualifica di socio, azionista o amministratore. Ciò significa che l’uscita dalla società prima della sua chiusura non estingue automaticamente tale responsabilità se la persona fisica ricopriva ancora tale qualifica al momento dell’avvio della procedura di liquidazione o di fallimento.

Ogni volta che si verifica un cambiamento fiscale o finanziario che riguarda la tua attività, ti avvisiamo immediatamente via e-mail fornendoti una spiegazione chiara.

Invia notifiche gratuitamente

Perché è importante?

Il fatto di isolarsi dalla società non elimina automaticamente il rischio.

Molti soci e amministratori abbandonano un’azienda in difficoltà finanziarie, convinti che ciò li esoneri completamente dagli obblighi fiscali della stessa. In realtà, se al momento della liquidazione o del fallimento ricoprivano la carica di socio, azionista o amministratore, può essere loro attribuita una responsabilità solidale anche dopo la loro uscita dalla società, fino a concorrenza dell’importo del capitale da loro detenuto.

Come gestiamo la questione con i nostri clienti

Quando le società che assistiamo si trovano in difficoltà finanziarie o intendono cessare l’attività, verifichiamo innanzitutto i loro obblighi fiscali e spieghiamo chiaramente ai soci e agli amministratori quali di questi potrebbero ricadere su di loro a titolo personale, prima che prendano decisioni che potrebbero esporli a rischi senza che se ne rendano conto.

Domande frequenti

Posso essere ritenuto responsabile se non sono più socio?

La legge fa dipendere la responsabilità dalla posizione ricoperta dal soggetto al momento della notifica dell’obbligo o al momento della liquidazione o del fallimento. Se hai lasciato l’azienda prima di tale data, ti consigliamo di verificare la tua situazione specifica presso l’Amministrazione fiscale o con la nostra assistenza.

Qual è l'entità della mia responsabilità in qualità di socio?

La responsabilità individuale di ciascun socio o azionista è limitata alla quota da questi detenuta nel capitale sociale della società, e non all'intero debito non pagato della stessa.

Posso oppormi al trasferimento dell'obbligo?

Sì. La legge le riconosce il diritto di contestare l’avviso e di dimostrare all’Amministrazione fiscale che l’obbligo non può essere trasferito a lei. Se non lo fa entro il termine previsto, l’Amministrazione avvierà nei suoi confronti un procedimento di riscossione coattiva.

Dove posso trovare i numeri dei capitoli attuali?

La legge n. 9920/2008 è stata modificata più volte dalla sua pubblicazione iniziale, pertanto i numeri esatti degli articoli relativi al suo caso specifico dovrebbero essere verificati nel testo unico della legge o direttamente presso il DPT.

I principi qui descritti fanno parte della Legge n. 9920 del 19 maggio 2008 “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche. Poiché tale legge ha subito diverse modifiche a partire dal 2019, si raccomanda di verificare il numero dell’articolo attualmente in vigore prima di fare riferimento a specifici dettagli procedurali.

Se la vostra azienda ha debiti fiscali non pagati o sta pianificando la liquidazione, vi aiuteremo a capire esattamente quale sia la vostra responsabilità personale. La prima consulenza è gratuita e non comporta alcun impegno.

Visualizza i prezzi

Informazioni sull'autore

Andi Haxhillari è un economista e fondatore di AlProfit Consult, uno studio di consulenza contabile, fiscale e di gestione finanziaria con sede a Tirana, fondato nel 2015. È titolare del titolo professionale di Dottore Commercialista, certificato n. 359, rilasciato dall’Autorità di Certificazione del Ministero delle Finanze il 4 luglio 2012. Ha conseguito la laurea magistrale in Contabilità e il titolo di Economista Generale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Tirana. Da oltre dieci anni lavora come consulente economico esterno per le piccole e medie imprese in Albania.

GDPR