- Qualora il ricavato della vendita dei beni pignorati non sia sufficiente a coprire il debito fiscale, l’Amministrazione fiscale può trasferirlo a terzi che abbiano tratto vantaggio dal contribuente debitore.
- L'Amministrazione fiscale può inoltre richiedere a terzi che vantano crediti nei confronti del contribuente moroso di versare tali somme direttamente alla stessa.
- Nelle società commerciali, qualora il patrimonio della società risulti insufficiente, il debito fiscale non pagato può essere trasferito ai soci, agli azionisti e agli amministratori, in proporzione alla quota di capitale di ciascuno.
- Tale responsabilità sussiste anche durante e dopo la liquidazione o il fallimento della società per coloro che, in quel momento, ricoprivano la carica di socio, azionista o amministratore.
Qualora l’Amministrazione fiscale non riesca a riscuotere un debito fiscale insoluto mediante la vendita dei beni pignorati del contribuente, la Legge n. 9920 del 19.5.2008 “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche, le conferisce il diritto di rivalersi su altre persone che abbiano legami finanziari o organizzativi con il contribuente debitore.
Nel nostro lavoro quotidiano ci capita spesso di incontrare soci e amministratori convinti che la responsabilità per gli obblighi fiscali della società ricada esclusivamente sulla società stessa, ignari del fatto che la legge preveda espressamente casi in cui tale responsabilità ricada su di loro a titolo personale, in particolare in caso di liquidazione o insolvenza.
Leggi anche: Sulle principali modifiche alla legge sulle procedure fiscali.
Cessione dell'obbligo a terzi
Chi viene considerato una terza parte?
Si considerano terzi coloro che, durante il periodo di esecuzione forzata dei crediti vantati nei confronti del contribuente, hanno beneficiato di vari beni di sua proprietà. Qualora la vendita dei beni pignorati del contribuente non sia sufficiente a coprire il debito, l’Amministrazione fiscale può richiedere a tali soggetti di versare l’importo residuo, fino al valore dei beni da essi ricevuti.
Notifica e calcolo dell'obbligazione
L’Amministrazione fiscale invia al terzo una comunicazione contenente il nome o la ragione sociale, il codice NIPT (se disponibile), la sede legale o l’indirizzo di residenza, l’importo del debito trasferito e le informazioni relative al contribuente inadempiente. Il debito a carico del terzo viene calcolato sulla base del valore di mercato del bene a lui trasferito, non sull’intero importo dovuto dal debitore.
Diritto di opposizione
Il soggetto a cui viene trasferita la responsabilità ha il diritto di contestarla e di dimostrare all’Amministrazione fiscale che la responsabilità non può essere trasferita. Se il cessionario non presenta opposizione entro i termini previsti dalla legge, l’Amministrazione fiscale avvierà nei suoi confronti un procedimento di riscossione coattiva, allo stesso modo di quanto avviene nei confronti del contribuente debitore.
Recupero dei crediti nei confronti di debitori terzi a favore del contribuente.
Quando il soggetto terzo è debitore direttamente nei confronti del contribuente
Parallelamente ad altre procedure esecutive, qualora l’Amministrazione fiscale venga a conoscenza del fatto che terzi siano debitori nei confronti del contribuente debitore, essa può richiedere a tali soggetti di adempiere ai propri obblighi pecuniari direttamente nei confronti dell’Amministrazione stessa, anziché nei confronti del debitore.
Termine di pagamento di 30 giorni
L’Amministrazione fiscale ne dà comunicazione scritta in anticipo al terzo, il cui obbligo di pagamento sorge entro 30 giorni dalla data di ricezione della comunicazione. Se il terzo non provvede al pagamento dell’importo entro tale termine, gli vengono applicate le stesse procedure esecutive previste per qualsiasi debitore fiscale.
La responsabilità del socio, dell'azionista e dell'amministratore
Quando il patrimonio della società è insufficiente
Qualora, a seguito della vendita dei beni di un soggetto passivo, l’Amministrazione fiscale non riesca a riscuotere il debito fiscale residuo, essa lo trasferisce ai soci, agli azionisti e agli amministratori del soggetto passivo. Vengono presi in considerazione solo coloro che, alla data di notifica del debito fiscale, risultano iscritti nel registro delle imprese in tali vesti. La responsabilità individuale di ciascuno è pari alla quota detenuta nel capitale sociale della società.
Il caso di un amministratore che sia anche socio o azionista
Quando il debitore è l’amministratore della società stessa, l’Amministrazione fiscale verifica se questi rivesta anche la qualifica di socio o azionista. In tal caso, la sua responsabilità viene calcolata allo stesso modo di quella di qualsiasi altro socio o azionista, in proporzione al capitale da lui detenuto. Se l’amministratore non ha la qualifica di socio, viene considerato debitore in solido insieme agli altri soci o amministratori della società.
Responsabilità in caso di liquidazione o fallimento
Se la persona giuridica soggetta a imposta non adempie ai propri obblighi fiscali anche dopo la conclusione della procedura di liquidazione o di fallimento, il debito non pagato viene trasferito in solido alle persone che, al momento dello svolgimento di tale procedura, ricoprivano la qualifica di socio, azionista o amministratore. Ciò significa che l’uscita dalla società prima della sua chiusura non estingue automaticamente tale responsabilità se la persona fisica ricopriva ancora tale qualifica al momento dell’avvio della procedura di liquidazione o di fallimento.
Ogni volta che si verifica un cambiamento fiscale o finanziario che riguarda la tua attività, ti avvisiamo immediatamente via e-mail fornendoti una spiegazione chiara.
Invia notifiche gratuitamentePerché è importante?
Il fatto di isolarsi dalla società non elimina automaticamente il rischio.
Molti soci e amministratori abbandonano un’azienda in difficoltà finanziarie, convinti che ciò li esoneri completamente dagli obblighi fiscali della stessa. In realtà, se al momento della liquidazione o del fallimento ricoprivano la carica di socio, azionista o amministratore, può essere loro attribuita una responsabilità solidale anche dopo la loro uscita dalla società, fino a concorrenza dell’importo del capitale da loro detenuto.
Come gestiamo la questione con i nostri clienti
Quando le società che assistiamo si trovano in difficoltà finanziarie o intendono cessare l’attività, verifichiamo innanzitutto i loro obblighi fiscali e spieghiamo chiaramente ai soci e agli amministratori quali di questi potrebbero ricadere su di loro a titolo personale, prima che prendano decisioni che potrebbero esporli a rischi senza che se ne rendano conto.
Domande frequenti
Posso essere ritenuto responsabile se non sono più socio?
La legge fa dipendere la responsabilità dalla posizione ricoperta dal soggetto al momento della notifica dell’obbligo o al momento della liquidazione o del fallimento. Se hai lasciato l’azienda prima di tale data, ti consigliamo di verificare la tua situazione specifica presso l’Amministrazione fiscale o con la nostra assistenza.
Qual è l'entità della mia responsabilità in qualità di socio?
La responsabilità individuale di ciascun socio o azionista è limitata alla quota da questi detenuta nel capitale sociale della società, e non all'intero debito non pagato della stessa.
Posso oppormi al trasferimento dell'obbligo?
Sì. La legge le riconosce il diritto di contestare l’avviso e di dimostrare all’Amministrazione fiscale che l’obbligo non può essere trasferito a lei. Se non lo fa entro il termine previsto, l’Amministrazione avvierà nei suoi confronti un procedimento di riscossione coattiva.
Dove posso trovare i numeri dei capitoli attuali?
La legge n. 9920/2008 è stata modificata più volte dalla sua pubblicazione iniziale, pertanto i numeri esatti degli articoli relativi al suo caso specifico dovrebbero essere verificati nel testo unico della legge o direttamente presso il DPT.
I principi qui descritti fanno parte della Legge n. 9920 del 19 maggio 2008 “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche. Poiché tale legge ha subito diverse modifiche a partire dal 2019, si raccomanda di verificare il numero dell’articolo attualmente in vigore prima di fare riferimento a specifici dettagli procedurali.
