- Si richiede alla direzione regionale delle imposte una revisione delle rate fiscali qualora la rata calcolata non corrisponda all'andamento effettivo dell'anno.
- Gli acconti d'imposta vengono calcolati sull'imposta relativa all'anno precedente, non sull'utile dell'anno successivo.
- Per gennaio, febbraio e marzo la base di calcolo è costituita dall'imposta di due anni fa divisa per 12, mentre per gli altri nove mesi è costituita dall'imposta dell'anno precedente divisa per 12.
- Le scadenze per il pagamento delle rate sono il 31 marzo, il 30 giugno, il 30 settembre e il 31 dicembre.
Il diritto di richiedere una revisione delle rate è permanente e non limitato a un solo anno. La seguente comunicazione della Direzione Generale delle Imposte è datata 2024 e si riferisce al passaggio alla nuova legge, ma il meccanismo in essa illustrato rimane valido ancora oggi.
La richiesta va presentata all'ufficio delle imposte regionale presso il quale sei registrato, allegando il tuo calcolo a confronto con quello del sistema. La nostra pagina spiega passo dopo passo come vengono calcolate le rate. pagamenti anticipati, mentre le aliquote e le soglie sono riportate nella pagina di aliquote dell'imposta sulle società.
La Direzione Generale delle Imposte, tramite un notifica Sul proprio sito web ufficiale, ha informato i contribuenti della possibilità di richiedere una revisione degli acconti dell'imposta sulle società. Di seguito è riportato il testo completo dell'avviso:
Chiarimento della Direzione Generale delle Imposte
DPT: Nel calcolo delle rate si tiene conto anche delle spese sostenute dai contribuenti.
“Si avvisano i contribuenti che, in caso di dichiarazione errata da parte loro, devono rivolgersi ai rispettivi direttori regionali per una revisione delle rate, al fine di garantire un'equa imposizione fiscale.”
Con l'obiettivo primario di tenere adeguatamente informati i contribuenti e l'opinione pubblica e di prevenire la diffusione di informazioni errate da parte dei media, l'Amministrazione fiscale precisa che il calcolo delle rate preliminari dell'imposta sul reddito per l'anno 2024, per le libere professioni, si basa sul % dell’utile autodichiarato per il 2023.
Poiché il 2024 è il primo anno di applicazione della nuova legge, gli acconti si basano sulla dichiarazione dei redditi del 2023, che viene presentata in conformità alle disposizioni della precedente legge sull'imposta sul reddito.
Conoscenza a priori dei costi dei servizi professionali
Sottolineiamo che il riconoscimento facoltativo a priori delle spese (modello 30%) per i contribuenti che operano come “professionisti” ai sensi della nuova legge si applica esclusivamente alla dichiarazione dei redditi relativa al 2024, che dovrà essere presentata entro il 31 marzo 2025. Ciò non significa che nel calcolo delle rate anticipate per il 2024, le spese sostenute dai contribuenti non siano state riconosciute, poiché il calcolo si basa sull’utile autodichiarato del 2023 e l’utile è calcolato come risultato delle entrate e delle spese effettivamente sostenute.
Non è tecnicamente possibile calcolare le rate anticipate del 2024 sulla base dell'utile del 2024. Pertanto, come previsto dalla legge, le rate anticipate saranno calcolate sull'utile dell'anno precedente.
Consigliamo a tutti i contribuenti che ritengano che l'acconto preliminare per il 2024 sia troppo elevato, o in caso di dichiarazione errata da parte loro, a presentare una richiesta di revisione delle rate alla Direzione regionale delle imposte competente, la quale darà priorità a tale richiesta ai fini di un equo accertamento fiscale in conformità con la legge.”
Per saperne di piùDavvero https://alprofitconsult.al/dispozita-te-mbledhjes-se-tatimit-mbi-fitimin-ndryshimet-ligjore-pas-janar-2024/ in merito alle modalità di calcolo delle rate dell'imposta, alla dichiarazione e al diritto di richiedere una revisione delle rate dell'imposta sul reddito.
Ogni volta che si verifica un cambiamento fiscale o finanziario che riguarda la tua attività, ti avvisiamo immediatamente via e-mail fornendoti una spiegazione chiara.
Invia notifiche gratuitamenteQuando vale la pena richiedere una revisione
La richiesta è giustificata quando l’anno in corso ha registrato risultati nettamente inferiori rispetto all’anno precedente, quando si è perso un cliente importante, quando si è chiusa un’unità operativa o quando il bilancio dell’anno precedente conteneva un errore che ha gonfiato l’utile. Quando una rata viene pagata in ritardo, vengono addebitati interessi pari allo 0,061% al giorno sull’importo residuo per un massimo di 365 giorni; pertanto, la revisione deve essere effettuata prima della data di scadenza della rata, non dopo.

