Il termine del 31 marzo 2020, che imponeva alle strutture ricettive di richiedere il certificato di classificazione per poter beneficiare dell’aliquota IVA ridotta 6%, è in vigore da quasi sei anni. Il decreto su cui si basava, il n. 267/2019 del Ministero del Turismo e dell’Ambiente, è stato abrogato e sostituito dal decreto n. 213/2025 del 19 novembre 2025, che ha completamente modificato le modalità di rilascio della certificazione.
Dal nostro lavoro quotidiano emerge che alcuni proprietari di pensioni, alberghi o appartamenti per le vacanze ritengono erroneamente che la certificazione fosse un requisito una tantum, legato esclusivamente alla scadenza del 2020, oppure non sanno che oggi la richiesta va presentata online entro un termine correlato alla loro registrazione presso il QKB, e non a una data fissa del calendario.
Leggi anche: Stazione balneare e certificazione come struttura ricettiva, licenza, IVA e imposte nel 2026, La nostra guida completa al settore, che illustra le fasi di certificazione, la fatturazione e gli incentivi fiscali attualmente in vigore.
Il decreto n. 267/2019 aveva fissato una data unica, inizialmente il 31 dicembre 2019 e successivamente prorogata al 31 marzo 2020, entro la quale ogni struttura ricettiva esistente doveva presentare contemporaneamente la domanda per il certificato di classificazione. Si trattava di una disposizione transitoria volta a concedere al settore il tempo necessario per regolarizzarsi dopo l’entrata in vigore dell’aliquota IVA ridotta. Oggi, per una nuova impresa che avvia un’attività di ricettività, tale termine unico non esiste più e non deve essere richiesto.
In base al nuovo Decreto n. 213/2025, la certificazione è ora un processo continuo, legato alla durata dell’attività stessa piuttosto che a una data specifica. La struttura viene inizialmente registrata presso il QKB (ad eccezione dei singoli proprietari di camere, appartamenti o ville), quindi presenta domanda online tramite il portale e-Albania entro 30 giorni dalla registrazione. La documentazione comprende l’atto di proprietà o il contratto di locazione, la planimetria e fotografie recenti dei locali. La Commissione di Standardizzazione esamina la domanda entro 10 giorni, termine che può essere prorogato a 30 giorni qualora sia necessaria un’ispezione in loco, dopodiché il certificato viene generato online e registrato nel Registro Centrale del Turismo.
Ogni volta che si verifica un cambiamento fiscale o finanziario che riguarda la tua attività, ti avvisiamo immediatamente via e-mail fornendoti una spiegazione chiara.
Invia notifiche gratuitamenteL'aliquota IVA ridotta del 6%, ai sensi dell'articolo 49, comma 4, della legge n. 92/2014, rimane in vigore ma si applica esclusivamente al servizio di alloggio in sé, non alla colazione fatturata separatamente, al bar-ristorante, al centro benessere o a qualsiasi altro servizio aggiuntivo, che vengono fatturati all’aliquota standard del 20%. La stessa Direzione Generale delle Imposte ha sottolineato, nel proprio piano settoriale per il turismo del 2025, che sta intensificando i controlli sulle imprese che applicano l’IVA al 61% senza essere certificate come strutture ricettive secondo i criteri di legge.
Quando acquisiamo un nuovo cliente nel settore ricettivo, verifichiamo innanzitutto che sia in possesso di un certificato di classificazione valido prima di applicare l’IVA 6% alle sue fatture, proprio perché abbiamo riscontrato casi di aziende che hanno trascurato questo dettaglio quando le norme sono cambiate. Per conoscere tutte le fasi relative alla certificazione e alla fatturazione, invitiamo i clienti a consultare la nostra guida completa dedicata al settore.
No. A partire dal decreto n. 213/2025, la certificazione viene effettuata entro 30 giorni dalla registrazione dell’impresa presso la QKB, anziché in una data fissa ogni anno come in precedenza.
Si rischia un accertamento IVA all'aliquota standard del 20%, oltre agli interessi di mora e alle sanzioni, poiché l'aliquota ridotta è consentita solo in presenza di un certificato valido. Considerato il maggiore controllo esercitato dal DPT sul settore, è opportuno verificare la propria situazione il prima possibile.
Nel nostro articolo Stazione balneare e certificazione come struttura ricettiva, licenza, IVA e imposte nel 2026, dove è possibile trovare la procedura completa, le modalità di fatturazione e gli incentivi fiscali attualmente in vigore nel settore.
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