Il calcolo dei contributi previdenziali e assistenziali presenta alcuni casi particolari che non rientrano nella regola generale dello stipendio mensile. Tra questi figurano il certificato medico, i contributi dei lavoratori autonomi e i versamenti volontari superiori al salario minimo.
- Il calcolo dei contributi previdenziali e sanitari è suddiviso in cinque categorie, con aliquote diverse per il datore di lavoro e per il dipendente.
- In totale il 27,91% della retribuzione lorda relativa a un rapporto di lavoro, di cui il 16,71% a carico del datore di lavoro e l'11,21% a carico del dipendente.
- Il lavoratore autonomo versa il 23,1% di contributi previdenziali sul salario minimo e il 3,4% di contributi sanitari su un importo pari al doppio di quest’ultimo, su due basi imponibili distinte.
- Il certificato medico relativo ai primi 14 giorni è a carico del datore di lavoro; successivamente, è coperto dai fondi di previdenza sociale.
Casi in cui il datore di lavoro non versa lo stipendio
Può capitare che il dipendente non lavori per una parte o per l’intero periodo d’imposta. Il motivo è il diritto alle prestazioni a breve termine previste dal regime di previdenza sociale. In questo caso, le prestazioni vengono richieste agli enti previdenziali. La domanda viene presentata tramite il contribuente, in conformità con le norme di Istituto di previdenza sociale.
Le prestazioni previste dal regime di assicurazione sanitaria vengono richieste con le stesse modalità. Le regole sono… Fondo di assicurazione sanitaria obbligatoria. Nella dichiarazione “Elenco dei contributi previdenziali, assistenziali e dell’imposta sul reddito da lavoro dipendente”, il contribuente non dichiara autonomamente tali prestazioni.
Referto medico e i primi 14 giorni
La legge n. 7703 dell“11 maggio 1993 ”Sull’assicurazione sociale nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche, e il Codice del lavoro disciplinano il caso di malattia in due parti. Ciò vale anche per l’assistenza a un figlio malato, comprovata da un certificato medico. Per i primi 14 giorni di validità del certificato, la retribuzione è a carico del datore di lavoro. A partire dal 14° giorno, la retribuzione è a carico dei fondi di previdenza sociale.
La retribuzione percepita dal dipendente nei primi 14 giorni è considerata come retribuzione ordinaria. Ciò vale ai fini dei contributi previdenziali, dei contributi per l’assicurazione sanitaria e dell’imposta sul reddito da lavoro dipendente. Non è rilevante il modo in cui viene calcolata la retribuzione giornaliera. Dall’importo calcolato vengono detratti i contributi a carico del dipendente e l’imposta sul reddito. Il datore di lavoro versa separatamente i contributi dovuti.
Aliquote contributive per ramo assicurativo
Due leggi suddividono i contributi in cinque categorie. La legge n. 7703/1993 sull’assicurazione sociale e la legge n. 10383 del 24 febbraio 2011 “sull’assicurazione sanitaria obbligatoria”, e successive modifiche. Le aliquote sono espresse in percentuale della retribuzione lorda mensile.
| Il settore assicurativo | In totale, il dipendente | La quota a carico del datore di lavoro | La quota del dipendente | Il lavoratore autonomo, per conto proprio |
|---|---|---|---|---|
| Malattia, inabilità temporanea | 0.30% | 0.12% | 0.18% | |
| Compleanno | 1.40% | 0.83% | 0.57% | 1.40% |
| Pensioni | 21.60% | 12.79% | 8.81% | 21.60% |
| Infortuni e malattie professionali | 0.30% | 0.30% | 0.00% | 0.00% |
| Disoccupazione | 0.90% | 0.90% | 0.00% | 0.00% |
| Importo, previdenza sociale | 24.5% | 15% | 9.5% | 23% |
| Importo, assicurazione sanitaria | 3.4% | 1.7% | 1.7% | 3.4% |
| Totale | 27.9% | 16.7% | 11.2% | 26.4%* |
I contributi previdenziali a carico del dipendente sono calcolati sulla base della retribuzione lorda mensile. La base di calcolo rientra nei limiti salariali minimi e massimi ai fini contributivi. Entrambi i limiti sono approvati con delibera del Consiglio dei Ministri. Anche il contributo per l’assicurazione sanitaria è calcolato sulla base dello stipendio lordo mensile. La base di calcolo non può essere inferiore al salario minimo, ma non è previsto alcun limite massimo.
Ai fini dei contributi, lo stipendio lordo comprende l’importo che il datore di lavoro versa a fondi pensione volontari a titolo di contributo del dipendente. Tale importo non è incluso nello stipendio lordo ai fini dell’imposta sul reddito da lavoro dipendente.
I lavoratori autonomi e i collaboratori familiari non retribuiti
Il lavoratore autonomo calcola il contributo previdenziale sulla base del salario minimo nazionale. Tale base si applica indipendentemente dal fatto che abbia o meno dipendenti. Ciò vale anche per i collaboratori familiari non retribuiti con cui il lavoratore coabita legalmente. Il contributo per l’assicurazione sanitaria viene calcolato sulla base del doppio del salario minimo.
Una persona fisica può scegliere una retribuzione superiore al minimo. Su questa base, versa i contributi previdenziali di propria iniziativa. Il limite massimo rimane la retribuzione massima ai fini del calcolo dei contributi.
Fonte, Direzione Generale delle Imposte.
Se hai un caso specifico e non sei sicuro di come vengano calcolati i contributi, scrivici per una consulenza gratuita. Saremo lieti di aiutarti a effettuare il calcolo corretto.
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