- L'annuncio del 16 marzo 2020 rientrava nelle prime misure di limitazione degli spostamenti adottate durante la pandemia e non costituiva una norma fiscale o contabile.
- Le aziende erano tenute a richiedere preventivamente alla Polizia di Stato l'autorizzazione per il trasporto dei dipendenti tramite e-mail, fornendo dettagli specifici per ciascun veicolo.
- Tale meccanismo era legato esclusivamente allo stato di emergenza di quel periodo e oggi non è più in vigore.
- L'autorità competente per tali misure è rappresentata dalla polizia e dalla sanità pubblica, non dalla Direzione Generale delle Imposte, anche se l'avviso è stato poi diffuso anche attraverso i canali fiscali.
Il 16 marzo 2020, nei primi giorni delle restrizioni dovute alla pandemia, le aziende manifatturiere e di servizi autorizzate a proseguire l’attività erano tenute a far pre-accreditare presso la Polizia di Stato i veicoli utilizzati per il trasporto dei propri dipendenti, siano essi autobus o autovetture private.
Dal nostro lavoro quotidiano emerge che, quando sentono parlare della “licenza di circolazione” del 2020, alcuni clienti credono erroneamente che si trattasse di un obbligo fiscale, o che oggi possa essere ancora richiesto qualcosa di simile. In realtà, si trattava di una misura di ordine pubblico e di tutela della salute, non di una misura di natura fiscale.
Cosa prevedeva la comunicazione del marzo 2020
Riconoscimento delle attrezzature da parte delle forze dell'ordine
Le aziende erano tenute a inviare via e-mail alla Polizia di Stato il nome e il cognome dei dipendenti, la targa del veicolo (autobus o auto privata), il luogo di lavoro in cui si sarebbero recati e il loro programma di viaggio, mentre i dipendenti dovevano essere muniti di dispositivi di protezione. Gli indirizzi e-mail utilizzati all’epoca erano specifici per quel periodo e non dovrebbero essere utilizzati oggi, poiché l’obbligo in questione non sussiste più.
Perché si trattava di una misura di polizia e non di una misura fiscale?
Sebbene la comunicazione sia stata trasmessa anche attraverso i canali della Direzione Generale delle Imposte, essa si basava sul decreto congiunto delle autorità preposte all’ordine pubblico e alla sanità emanato durante lo stato di emergenza, e non sulla normativa fiscale. Ecco perché oggi non se ne trova più traccia nelle attuali linee guida fiscali.
Ogni volta che si verifica un cambiamento fiscale o finanziario che riguarda la tua attività, ti avvisiamo immediatamente via e-mail fornendoti una spiegazione chiara.
Invia notifiche gratuitamentePerché è importante oggi?
Oggi non esiste un obbligo simile.
Attualmente non è previsto alcun obbligo di accreditamento presso la polizia per il trasporto dei dipendenti. Qualora in futuro venisse dichiarato un altro stato di emergenza (sanitario o di altro tipo), le autorità competenti potrebbero reintrodurre misure simili, ma ciò verrebbe annunciato a tempo debito e non tramite le attuali disposizioni fiscali.
Come gestiamo la questione con i nostri clienti
Quando un cliente ci pone domande su vecchie comunicazioni come questa, lo aiutiamo a distinguere chiaramente tra ciò che costituisce un obbligo fiscale o contabile, di cui ci occupiamo noi, e ciò che costituisce una misura di ordine pubblico o sanitaria, che rientra nella competenza di altre autorità.
Domande frequenti
Devo far registrare oggi gli attrezzi dei dipendenti presso la polizia?
No. Tale obbligo era specifico del periodo delle prime restrizioni legate alla pandemia nel marzo 2020 e non è più in vigore.
Dove posso informarmi per sapere se verranno reintrodotte misure simili?
Attraverso i canali ufficiali della Polizia di Stato e del Ministero della Salute, non tramite la Direzione Generale delle Imposte, poiché non si tratta di una questione fiscale.

