Permessi di viaggio per i lavoratori nel 2020: perché oggi non vengono più utilizzati

Punti chiave
  • L'annuncio del 16 marzo 2020 rientrava nelle prime misure di limitazione degli spostamenti adottate durante la pandemia e non costituiva una norma fiscale o contabile.
  • Le aziende erano tenute a richiedere preventivamente alla Polizia di Stato l'autorizzazione per il trasporto dei dipendenti tramite e-mail, fornendo dettagli specifici per ciascun veicolo.
  • Tale meccanismo era legato esclusivamente allo stato di emergenza di quel periodo e oggi non è più in vigore.
  • L'autorità competente per tali misure è rappresentata dalla polizia e dalla sanità pubblica, non dalla Direzione Generale delle Imposte, anche se l'avviso è stato poi diffuso anche attraverso i canali fiscali.
Aggiornato il 18 ottobre 2026. Pubblicato il 16 marzo 2020. L'articolo originale era un avviso operativo relativo alle prime misure restrittive adottate a causa della pandemia. Il contenuto è stato riscritto per collocarlo nel contesto corretto e per chiarire che oggi non è più applicabile.

Il 16 marzo 2020, nei primi giorni delle restrizioni dovute alla pandemia, le aziende manifatturiere e di servizi autorizzate a proseguire l’attività erano tenute a far pre-accreditare presso la Polizia di Stato i veicoli utilizzati per il trasporto dei propri dipendenti, siano essi autobus o autovetture private.

Dal nostro lavoro quotidiano emerge che, quando sentono parlare della “licenza di circolazione” del 2020, alcuni clienti credono erroneamente che si trattasse di un obbligo fiscale, o che oggi possa essere ancora richiesto qualcosa di simile. In realtà, si trattava di una misura di ordine pubblico e di tutela della salute, non di una misura di natura fiscale.

Cosa prevedeva la comunicazione del marzo 2020

Riconoscimento delle attrezzature da parte delle forze dell'ordine

Le aziende erano tenute a inviare via e-mail alla Polizia di Stato il nome e il cognome dei dipendenti, la targa del veicolo (autobus o auto privata), il luogo di lavoro in cui si sarebbero recati e il loro programma di viaggio, mentre i dipendenti dovevano essere muniti di dispositivi di protezione. Gli indirizzi e-mail utilizzati all’epoca erano specifici per quel periodo e non dovrebbero essere utilizzati oggi, poiché l’obbligo in questione non sussiste più.

Perché si trattava di una misura di polizia e non di una misura fiscale?

Sebbene la comunicazione sia stata trasmessa anche attraverso i canali della Direzione Generale delle Imposte, essa si basava sul decreto congiunto delle autorità preposte all’ordine pubblico e alla sanità emanato durante lo stato di emergenza, e non sulla normativa fiscale. Ecco perché oggi non se ne trova più traccia nelle attuali linee guida fiscali.

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Perché è importante oggi?

Oggi non esiste un obbligo simile.

Attualmente non è previsto alcun obbligo di accreditamento presso la polizia per il trasporto dei dipendenti. Qualora in futuro venisse dichiarato un altro stato di emergenza (sanitario o di altro tipo), le autorità competenti potrebbero reintrodurre misure simili, ma ciò verrebbe annunciato a tempo debito e non tramite le attuali disposizioni fiscali.

Come gestiamo la questione con i nostri clienti

Quando un cliente ci pone domande su vecchie comunicazioni come questa, lo aiutiamo a distinguere chiaramente tra ciò che costituisce un obbligo fiscale o contabile, di cui ci occupiamo noi, e ciò che costituisce una misura di ordine pubblico o sanitaria, che rientra nella competenza di altre autorità.

Domande frequenti

Devo far registrare oggi gli attrezzi dei dipendenti presso la polizia?

No. Tale obbligo era specifico del periodo delle prime restrizioni legate alla pandemia nel marzo 2020 e non è più in vigore.

Dove posso informarmi per sapere se verranno reintrodotte misure simili?

Attraverso i canali ufficiali della Polizia di Stato e del Ministero della Salute, non tramite la Direzione Generale delle Imposte, poiché non si tratta di una questione fiscale.

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Informazioni sull'autore

Andi Haxhillari è un economista e fondatore di AlProfit Consult, uno studio di consulenza contabile, fiscale e di gestione finanziaria con sede a Tirana, fondato nel 2015. È titolare del titolo professionale di Dottore Commercialista, certificato n. 359, rilasciato dall’Autorità di Certificazione del Ministero delle Finanze il 4 luglio 2012. Ha conseguito la laurea magistrale in Contabilità e il titolo di Economista Generale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Tirana. Da oltre dieci anni lavora come consulente economico esterno per le piccole e medie imprese in Albania.

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