Come evitare l'incertezza fiscale: una guida pratica alle ultime modifiche in materia di imposta sul reddito

Una persona con un cartello recante la scritta 'Tassare i ricchi' durante una manifestazione contro le politiche fiscali.

Introduzione: Confusione o chiarezza in materia fiscale?

Immaginate Arben, un commercialista autonomo (freelance) con una piccola attività di consulenza. Nel corso del 2024, ha sentito notizie contrastanti: alcuni dicevano che avrebbe dovuto iniziare a pagare l’imposta sul reddito a partire da gennaio 2024, altri sostenevano che le piccole imprese fossero ancora esenti. Come molti imprenditori e privati, Arben si sentiva insicuro e confuso.

Alla fine dell'anno, dopo un lungo dibattito giuridico, è arrivata la buona notizia: per le piccole imprese e i lavoratori autonomi non è cambiato nulla in peggio – almeno fino alla fine del 2029. In questo blog spiegheremo esattamente cosa sta succedendo:

  • Qual è la verità sull'imposta 0% per le libere professioni e le piccole imprese?.
  • Cosa prevedono la Direttiva n. 24 del 6 novembre 2025 e il Decreto del Governo n. 753 del 20 dicembre 2023, e in che modo ti riguardano?.
  • In che modo queste modifiche influiscono sul calcolo e sulla dichiarazione delle imposte, soprattutto ora che l'esercizio finanziario volge al termine?.
  • Una tabella comparativa "prima e dopo" relativa a diversi scenari (lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, coppie con doppio reddito, inquilini, ecc.) per aiutarti a comprendere gli effetti concreti.
  • Uno sguardo al futuro: i cambiamenti previsti per il 2026 e come prepararsi.

Vi aiuteremo a fare chiarezza su eventuali dubbi e a garantire che possiate iniziare il nuovo anno con chiarezza e fiducia riguardo ai vostri obblighi fiscali.

Regime 0% Imposte Per liberi professionisti e piccole imprese – Che cos’è e quanto dura?

Il governo albanese aveva promesso da tempo misure di sostegno per le piccole imprese. In base all’attuale quadro normativo, i titolari di imprese individuali, i lavoratori autonomi e le entità con un reddito lordo annuo fino a 14 milioni di lek continuano ad essere esenti dall’imposta sul reddito (aliquota 0%) fino al 31 dicembre 2029. Ciò significa che, ad esempio, un piccolo artigiano o un consulente con un fatturato inferiore a tale soglia non pagherà l’imposta sul reddito delle società fino alla fine del 2029. Questo regime fiscale 0% era stato concepito per dare respiro alle piccole imprese e incoraggiarne la formalizzazione.

La questione delle “libere professioni”

È qui che è sorta la confusione. La nuova legge n. 29/2023 sull’imposta sul reddito (adottata nel 2023) ha infatti introdotto una distinzione: prevedeva che per coloro che prestano servizi professionali (ovvero liberi professionisti quali avvocati, medici, commercialisti, specialisti informatici, ecc.), l’aliquota 0% non si sarebbe applicata, anche se avessero percepito un reddito inferiore a 14 milioni di lekë. In altre parole, a partire dal 2023 questi professionisti avrebbero dovuto pagare l’imposta sulle società allo stesso modo delle grandi imprese. Ciò è stato specificato anche nella Decisione n. 753 del Consiglio dei Ministri, del 20.12.2023 – un atto legislativo che elencava in modo specifico quali attività di servizi fossero considerate “professioni libere” e le includeva nel nuovo regime fiscale. Tale elenco comprendeva quasi tutti i servizi – dalla consulenza informatica e finanziaria all’assistenza sanitaria privata e all’istruzione – con la sola eccezione di settori quali il commercio, l’industria manifatturiera, l’edilizia, i trasporti e il turismo.

Leggi anche Modifiche legislative (tassazione delle libere professioni): a partire da gennaio 2024. (non più in vigore)

Ma qui la storia prende una piega diversa: questa modifica legislativa ha suscitato forte opposizione ed è stata portata dinanzi alla Corte costituzionale. Nel giugno 2024, la Corte costituzionale ha parzialmente annullato questa disposizione di legge, ritenendo ingiusto sottoporre i liberi professionisti a una tassazione immediata con aliquote più elevate rispetto alle piccole imprese. Di conseguenza, è stata ripristinata la promessa originaria: anche i liberi professionisti saranno considerati alla stregua delle piccole imprese fino al 2029, il che significa che fino ad allora non pagheranno l’imposta sugli utili, a condizione che il loro fatturato annuo sia inferiore a 14 milioni di lekë. Qualsiasi interpretazione precedente o trattamento diverso è stato temporaneo o errato ed è già stato corretto dall’attuale quadro giuridico.

In sintesi, per chi è un libero professionista o gestisce una piccola impresa: il regime fiscale 0% rimane in vigore fino al 31 dicembre 2029. Ciò è confermato sia dalla legge che dalle relative decisioni e linee guida. Se qualcuno vi ha detto che “dovete iniziare a pagare le tasse fin da subito”, sappiate che ciò non è vero secondo la normativa vigente. Goditi ancora qualche anno di agevolazioni fiscali, ma tieni presente che dopo il 2029 anche le piccole imprese dovranno iniziare a versare le imposte a una determinata aliquota. Torneremo su questo argomento più avanti, quando parleremo delle previsioni per il 2026 e oltre.

Linee guida n. 24 (06.11.2025) e Decreto del Governo n. 753 (20.12.2023): cosa prevedono e perché sono importanti?

Come si è risolta tutta questa situazione di stallo? È qui che entra in gioco la normativa secondaria – in particolare Decreto governativo n. 753, in data 20.12.2023 e Istruzione n. 24, data 6.11.2025.

Decreto governativo n. 753, del 20 dicembre 2023

Tale decisione governativa includeva le disposizioni di attuazione della nuova legge “sull’imposta sul reddito”. Essa specificava l“”elenco analitico delle attività“ considerate libere professioni o servizi professionali, sulla base dei codici della Nomenclatura delle Attività Economiche (NVE). In parole semplici, il Decreto del Governo n. 753 ha chiarito le categorie: chi sarebbe stato considerato una tipica piccola impresa e chi una libera professione ai fini fiscali. Ad esempio, un avvocato o un medico rientrerebbe nella categoria delle ”libere professioni“, mentre un artigiano o un negozio di alimentari verrebbe classificato come piccola impresa generica. Perché è importante? Perché, secondo la versione originale della legge, chi figurava nell’elenco delle professioni liberali sarebbe stato tassato immediatamente con un’aliquota del 15% sull’utile netto, invece di beneficiare dello 0% fino al 2029. La decisione n. 753 ha reso effettiva questa misura, stabilendo addirittura che i pagamenti anticipati delle imposte di questi professionisti fossero effettuati già a ottobre e dicembre 2023. Questo è stato ”lo Stato contro Arbeni» nella nostra storia: un improvviso cambiamento delle regole del gioco per migliaia di liberi professionisti.

Istruzione n. 24, del 6 novembre 2025

A seguito della sentenza della Corte Costituzionale e con l’avvicinarsi del 2025, il Ministero delle Finanze ha emanato una nuova direttiva per chiarire l’applicazione pratica della legge sull’imposta sul reddito, tenendo conto delle modifiche e delle misure di sgravio. Tale direttiva (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e resa nota anche dall’Ordine dei Dottori Commercialisti) apporta due novità fondamentali per i professionisti e i lavoratori autonomi:

Formalizzazione dei rapporti di lavoro per i professionisti “quasi occupati” 

Se sei un lavoratore autonomo e ricevi l“80% del tuo reddito da un unico cliente, oppure oltre il 90% da due o tre clienti, le autorità fiscali ti considereranno ”come se fossi un dipendente“ di quel cliente principale. Questa misura entrerà in vigore il 1° gennaio 2025. Cosa significa in pratica? Significa che l’imposta sul tuo reddito sarà calcolata in base alle norme relative alle retribuzioni (da lavoro dipendente), e non come imposta sugli utili d’impresa. Si tratta di un meccanismo volto a contrastare l’abuso del ”lavoro autonomo fittizio», ovvero quei casi in cui una persona lavora di fatto esclusivamente per un’unica azienda, ma si registra come lavoratore autonomo per eludere il pagamento di imposte e contributi.

Esempio: Erioni è un programmatore freelance, ma in realtà ha un solo contratto principale da cui ricava il 90% del proprio reddito – con un’azienda di software. Finora ha beneficiato dello status di microimprenditore con aliquota fiscale 0%. A partire dal 2025, ai fini fiscali, Erioni sarà trattato come se fosse un dipendente di quella società. La sua imposta sarà calcolata annualmente, con aliquote progressive del 13% e del 23%, al netto delle spese deducibili, proprio come per i redditi da lavoro dipendente. Dichiarerà il proprio reddito una volta all’anno e pagherà l’imposta alla fine dell’anno – non mensilmente come per gli stipendi, ma tramite la dichiarazione annuale entro marzo dell’anno successivo. Ciò garantisce che anche i “lavoratori autonomi con un unico cliente” paghino un’imposta equa e che i contributi sociali siano correttamente collegati. Infatti, il governo si aspetta che molte persone in questa situazione passino a un impiego regolare (o almeno dichiarino per sé stessi uno stipendio mensile minimo se operano tramite una società). In definitiva, ciò è per il loro stesso bene: avranno un’assicurazione, una pensione, ferie annuali, ecc., oltre al fatto che lo Stato riscuoterà le proprie imposte.

Chiarimenti sul regime fiscale progressivo per i redditi delle piccole imprese (dopo il 2029)

La direttiva del novembre 2025 ci offre un “assaggio” di come sarà la tassazione delle piccole imprese al termine del periodo di esenzione. Sebbene fino al 2029 queste piccole imprese e libere professioni non abbiano alcun obbligo, la nuova legge prevede che, dopo tale data, la loro tassazione avverrà con aliquote progressive del 15% e del 23% sull’utile netto. Come funziona?

  • 15%: imposta sull'utile netto (cioè al netto delle spese) fino a 14.000.000 di lek all'anno.
  • Imposta 23% sulla parte dell'utile netto eccedente i 14.000.000 di lek.

Questo sistema è simile all’attuale imposta sulle società (in cui si applica un’aliquota del 15% a qualsiasi utile superiore a una determinata soglia). La differenza sta nel fatto che per le persone fisiche verrà applicata una scala progressiva: ad esempio, se un lavoratore autonomo dichiara un utile netto di 20 milioni di lek in un anno, l’imposta si calcola come segue: 14 milioni × 15% + 6 milioni × 23% = 3,48 milioni di lek. Analogamente, i privati beneficeranno di alcune detrazioni dalla base imponibile di cui le imprese non disponevano in precedenza: ad esempio, Il 30% dell’utile può essere escluso in anticipo come spesa figurativa (per chi ha un fatturato fino a 10 milioni di lekë, come opzione prevista dal regime speciale); allo stesso modo, per chi ha redditi più bassi, sono previsti assegni familiari. Nello specifico, se il reddito annuo complessivo è inferiore a 600.000 lekë, deduciamo lo stesso importo (in modo che non sia dovuta alcuna imposta); Se il reddito è compreso tra 600.000 e 720.000 lek, si deducono 420.000 lek; oltre i 720.000 lek, si deduce un importo fisso di 360.000 lek. Inoltre, per ogni figlio minore di 18 anni a loro carico, viene aggiunto un credito d’imposta di 48.000 lekë all’anno. Queste riduzioni fiscali significano che, anche quando entrerà in vigore l’imposta sulle piccole imprese, l’onere effettivo sarà contenuto. Lo stesso Ministero delle Finanze ha calcolato che, per la maggior parte delle piccole imprese, la nuova imposta sarà pari solo al 2–4 per cento circa del fatturato (poiché i loro margini di profitto non superano solitamente il 15–20 per cento). – questo dato va confrontato con lo 0% circa attuale, ma è quasi pari all’onere a carico di una grande impresa che paga il 15% di imposta sulle società (dove il 15% di imposta sulle società spesso equivale al 2-5% del suo fatturato). In altre parole, viene eliminato il privilegio di non pagare nulla, ma non viene imposta alcuna tassa onerosa.

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In generale, la Direttiva 24/2025 è stata introdotta per porre fine alle ambiguità: Ha confermato che fino al 2024 le piccole imprese continueranno a operare secondo le vecchie regole (nessuna imposta sugli utili, dichiarazioni fiscali locali semplificate) e che solo a partire dal 2025 le dichiarazioni saranno presentate secondo il nuovo regime. Ha inoltre fornito esempi pratici su come verranno calcolate le imposte quando sarà il momento, in modo che i professionisti e le piccole imprese non vengano colti di sorpresa. Se il Decreto n. 753/2023 rappresentava la cattiva notizia per “Arbeni”, la Linea guida 24/2025 è stata la tabella di marcia che spiega come Arben dovrà procedere d’ora in poi, portando anche la buona notizia che il “conto” non arriverà prima del 2029 (ad eccezione di coloro che operano effettivamente come dipendenti con un unico cliente).

A questo punto, il nostro Arben è più tranquillo: ora sa che, in qualità di libero professionista con un fatturato inferiore a 14 milioni, non avrà obblighi fiscali fino al 2029. Tuttavia, si rende anche conto che dovrà tenere una contabilità adeguata, poiché a partire dal 2025 dovrà presentare la dichiarazione dei redditi annuale (nel suo caso, compilando la sezione relativa ai redditi d’impresa). Sceglierà se sia più vantaggioso il regime speciale (in cui le autorità fiscali accettano una detrazione a priori del 30% sul fatturato, senza richiedere la prova di ogni singola fattura) o il regime standard (in cui deve dichiarare ogni spesa deducibile con relativa fattura). Inoltre, se Arben lavora principalmente con un unico grande cliente, si assicurerà di diversificare un po’ la propria attività – o almeno discuterà con il proprio commercialista della dichiarazione del proprio status (un nuovo documento in cui dichiara, ai fini fiscali, se è economicamente dipendente da un unico cliente o meno).

In che modo questi cambiamenti incidono sulle tue tasche? (Calcolo e dichiarazione delle imposte)

Ora parliamo di te. Come vivrai concretamente questo regime e le nuove linee guida? Cosa significa in pratica quando fai la contabilità e presenti la dichiarazione dei redditi, soprattutto ora che siamo alla fine dell'anno?

Se sei solo un lavoratore dipendente (un impiegato)

Per i lavoratori dipendenti, le modifiche sono minime e positive. A partire dal 1° gennaio 2023, lo stipendio mensile fino a 50.000 lekë è esente da imposta. Si tratta di un aumento rispetto alla soglia precedente di 30.000 lekë. Per gli stipendi superiori a 50.000 ma fino a 60.000 lekë, i primi 35.000 lekë rimangono esenti da imposta; pertanto, ad esempio, su uno stipendio di 55.000 lekë, solo 20.000 lekë sarebbero tassati al 13%. Per gli stipendi superiori a 60.000 lekë al mese, la detrazione fissa è di 30.000 lekë (come in precedenza). L’aliquota del 23% si applica solo alla parte dello stipendio che supera i 200.000 lekë al mese (questa soglia potrebbe essere indicizzata all’inflazione in futuro, ma per ora rimane invariata). Pertanto, se percepite uno stipendio medio o piuttosto elevato, noterete una leggera riduzione dell’imposta rispetto agli anni precedenti al 2023. Nel frattempo, le modalità di tassazione dello stipendio non cambiano: l’imposta continua a essere trattenuta automaticamente dal datore di lavoro ogni mese e non è necessario presentare una dichiarazione dei redditi (tranne nei casi in cui si disponga anche di altri redditi aggiuntivi, vedi sotto).

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Se hai più di una fonte di reddito (ad esempio, due stipendi, oppure uno stipendio più un affitto o degli investimenti)

In questo caso i cambiamenti sono più evidenti. In precedenza, il sistema fiscale albanese trattava le fonti di reddito separatamente: lo stipendio veniva tassato tramite il libro paga dell’azienda; i canoni di locazione venivano tassati separatamente al 15%; i redditi da dividendi separatamente all’8%, e così via. Ciò creava spesso situazioni di disparità. Ad esempio, una persona con due lavori che pagavano 30.000 lekë ciascuno poteva evitare del tutto di pagare le imposte (poiché ciascun datore di lavoro applicava la soglia di esenzione ai primi 30.000 lekë). – mentre una persona con un unico lavoro che guadagnava 60.000 lekë pagava le imposte sui secondi 30.000 lekë. La nuova legge e le linee guida mirano a correggere queste distorsioni richiedendo una dichiarazione annuale ai soggetti con più fonti di reddito. Ciò significa che, alla fine dell’anno, è necessario effettuare i calcoli finali: sommare tutti i propri redditi (stipendi da tutti i datori di lavoro, onorari, affitti, dividendi, utili da piccole imprese, ecc.), applicare le detrazioni consentite (ad esempio gli importi non imponibili sopra menzionati, le spese aziendali se presenti, i contributi previdenziali versati autonomamente, ecc.) e quindi calcolare l’imposta su ciascuna categoria di reddito.

Non allarmatevi: l’amministrazione fiscale sta lavorando per rendere questa procedura il più possibile online e automatizzata. Ad esempio, a partire dal 2025 è prevista una dichiarazione dei redditi personale consolidata, in cui la maggior parte dei dati sarà precompilata (ad esempio, gli stipendi mensili vengono riportati nel sistema dalle aziende stesse; le banche segnalano gli interessi attivi, ecc.). Dovrete solo controllare e confermare, magari aggiungendo eventuali redditi che non sono stati riportati automaticamente o eventuali detrazioni di cui il sistema non è a conoscenza (ad esempio, se avete figli minori di 18 anni, dovrete dichiararli voi stessi per poter richiedere la detrazione).

Il risultato per te: se hai due lavori contemporaneamente, è possibile che nel corso dell’anno tu sia stato tassato meno di quanto avresti dovuto (poiché ciascun datore di lavoro ha lasciato una parte della tua retribuzione esente da imposta). Nella dichiarazione annuale risulterà una differenza da versare (ad es. Arbeni, con due lavori da 50.000 lekë ciascuno, potrebbe scoprire dopo aver presentato la dichiarazione dei redditi annuale di dover pagare circa il 13% di imposta su circa 50.000 lekë – poiché solo i primi 50.000 lekë in totale sono esenti, non il doppio). D’altra parte, se ti è stato addebitato un importo eccessivo, avrai diritto a un rimborso fiscale. Il nuovo sistema mira a garantire che nessuno paghi più o meno della propria giusta quota. Questa formalizzazione della dichiarazione personale può sembrare una seccatura all’inizio, ma a lungo termine protegge sia te (dalle multe per mancato pagamento delle imposte) sia lo Stato (dalla perdita di gettito).

Se sei un lavoratore autonomo (piccola impresa, libera professione)

Vi proponiamo due scenari:

Se non superi la soglia dei 14 milioni di lek e non rientri in quei casi di “80% da un unico cliente”.”

Congratulazioni, rimarrai nel paradiso fiscale fino al 2029! 

Ciò non significa che non abbiate alcun obbligo amministrativo: dovrete continuare a tenere la contabilità (soprattutto se siete soggetti IVA o avete dipendenti) e presentare le dichiarazioni periodiche previste (ad esempio, le dichiarazioni mensili di previdenza sociale per voi stessi in qualità di lavoratori autonomi, le dichiarazioni IVA se siete soggetti IVA, ecc. Tuttavia, non pagherete l’imposta sulle società, né presenterete una dichiarazione dei redditi annuale a livello centrale per gli anni fino al 2024. Attenzione: A partire dal 2025, anche le piccole imprese inizieranno a presentare una dichiarazione annuale a livello centrale (all’Agenzia delle Entrate), utilizzando il nuovo modulo “Dichiarazione e pagamento del reddito personale derivante dall’attività imprenditoriale”. La dichiarazione relativa al 2025 dovrà essere presentata entro marzo 2026. Sebbene l’imposta dovuta sia pari a zero (purché si rimanga al di sotto della soglia e non si sia un libero professionista soggetto a tassazione), è comunque necessario presentare la dichiarazione: si tratta più che altro di una formalità e di una questione statistica. Le autorità fiscali vogliono sapere quanto profitto avete realizzato, anche se non siete soggetti a tassazione su tale importo. Pertanto, preparatevi a collaborare con il vostro commercialista l’anno prossimo per compilare questo modulo. È la stessa logica della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche: si dichiara quanto reddito si è ricavato dall’attività e quante spese si sono sostenute (oppure si accettano quelle spese presunte 30%). Alla fine, poiché la vostra aliquota fiscale è pari a 0%, il risultato sarà zero – ma la dichiarazione elettronica dovrà comunque essere compilata. Non preoccupatevi, si prevede che questa procedura sia semplice e l’amministrazione fiscale fornirà indicazioni e assistenza nel corso del 2025–2026, poiché per molti si tratta della prima volta che viene applicata.

Se rientri nella categoria dei liberi professionisti che si concentrano su un numero ristretto di clienti.“

Sei soggetto alle disposizioni della Direttiva 24/2025 di cui si è parlato in precedenza (80%/90%). In pratica, nel corso del 2025 pagherai per la prima volta le imposte sul tuo reddito (se non le hai già pagate in precedenza). Ma non lasciarti scoraggiare dalle aliquote 15% e 23%: in realtà, grazie alle detrazioni, la tua imposta effettiva sarà molto più bassa. E, cosa più importante, non dovrai pagarla fino a marzo 2026. Questo ti dà il tempo, nel corso del 2025, di prepararti: mettere da parte una parte del tuo reddito per l’imposta di fine anno e mettere in ordine la tua contabilità. È consigliabile consultare un esperto fiscale (se non ne avete uno, AlProfit Consult è a vostra disposizione. Cliccate qui e fissare una consulenza gratuita) per stabilire fin da ora a quanto potrebbe ammontare il vostro debito fiscale e come poterlo ridurre al minimo nel rispetto della normativa vigente – ad esempio assicurandovi di documentare ogni spesa deducibile sostenuta nell’ambito delle vostre attività, oppure strutturando i vostri contratti con i clienti (magari aumentando il numero di clienti per non rientrare nel criterio 80/90%, se possibile).

Se percepisci redditi da locazione o da investimenti

In questo caso non vi sono modifiche alle aliquote fiscali, ma cambia la modalità di dichiarazione. I redditi derivanti dalla locazione di beni immobili continuano ad essere tassati al 15% (così come gli interessi bancari al 15%, le plusvalenze al 15% e i dividendi all“8%). La novità consiste nel fatto che tali redditi devono essere dichiarati annualmente nella dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, per essere consolidati con gli altri redditi. Fortunatamente, il nuovo modulo di ritenuta alla fonte (introdotto nel 2025) semplificherà la gestione durante tutto l’anno: Ad esempio, se si percepisce un canone mensile, il proprietario o l’inquilino continuerà a versare ogni mese l’imposta del 15% (a titolo di acconto), ma alla fine dell’anno si dovrà indicare nella dichiarazione il totale e quanto versato nel corso dell’anno. Se avete pagato più del dovuto, potrete richiedere un rimborso o riportarlo come credito per l’anno successivo; se avete pagato meno, dovrete versare la differenza. Importante: ogni contratto di locazione deve essere dichiarato alle autorità fiscali (tramite il portale Selfcare). La lotta all’informalità nel settore degli affitti è una priorità per le autorità, quindi assicurati di essere in regola con le dichiarazioni mensili per evitare spiacevoli sorprese nella dichiarazione annuale.

A conclusione di questa sezione, la notizia principale è questa: la stragrande maggioranza dei titolari di piccole imprese e dei privati non subirà, al momento, alcun aumento delle imposte. Le modifiche mirano a una maggiore formalizzazione e a una migliore pianificazione per il futuro. Il governo sta distribuendo l’imposta sul reddito in modo più equo: tutti dichiareranno il proprio reddito e ciascuno pagherà in base alle proprie possibilità. Per le piccole imprese, il pagamento delle imposte viene posticipato di qualche altro anno. Per i privati con più fonti di reddito, gli importi da versare vengono accorpati in modo che ciascuno paghi esattamente quanto dovuto, né più né meno.

Arbeni, dopo tutte queste precisazioni, si sente sereno e ben informato. Sa che al momento nessuno lo sta “attaccando” per questioni fiscali e, d’altra parte, è pronto a dichiarare tutto ciò che deve essere dichiarato quando sarà il momento. La conoscenza dà sicurezza – e vogliamo che anche voi, come Arbeni, vi sentiate sicuri nel rispettare le regole senza timori.

Tabella comparativa degli effetti: prima e dopo le modifiche

A titolo di sintesi visiva, presentiamo una breve tabella comparativa relativa ad alcuni scenari tipici, in modo da poter comprendere la differenza tra “come era” e “come sarà”. (I dati sono annuali e semplificati a scopo illustrativo; non tengono conto dei contributi sociali, dell’IVA o di altri elementi.)

ScenarioRegime in vigore prima del 2023/2024 (in base alla vecchia legge)Il regime attuale e quello futuro (in base al VKM 753 e all’Istruzione n. 24)
Assunto con uno stipendio mensile di 50.000 lekë.Imposta annuale: 0 lek (0% fino a 30.000 lek, 13% sull’importo eccedente)
– Dichiarazione dei redditi annuale? No, solo ritenuta alla fonte.
Imposta annuale: 0 lek. (0% fino a 50.000 lek al mese, nessuna quota imponibile).
– Dichiarazione annuale? No (una fonte di reddito).
Assunto con uno stipendio mensile di 100.000 lekë.Imposta annuale: ~109.200 lek. Vecchio calcolo: (100k – 30k) = 70k × (13% + 3%) = 9.100 lek al mese → × 12
– Una dichiarazione? No.
Imposta annuale: ~78.000 lek. Nuovo calcolo: (100k-50k)=50k × 13% = 6.500 lek al mese → × 12.
– Dichiarazione? No (1 stipendio).
Dipendente con due lavori, 30k + 40kImposta annuale: 0 lek. Non è stata trattenuta alcuna imposta sugli stipendi inferiori alla soglia imponibile (30k) – non è stato dichiarato nulla. (Anomalia)Nuova imposta annuale: circa 16.900 lek. ((70k totali – 50k di detrazione) = 20k × 13%).
– Dichiarazione? Sì – è necessaria una dichiarazione personale poiché vi sono due fonti di reddito. L'imposta viene versata tramite la dichiarazione dei redditi annuale (non è stata pagata nel corso dell'anno).
Lavoratore autonomo (non docente freelance), fatturato di 8 milioni di lek, utile di 4 milioni di lek.Imposta annuale: 0 lek. Le piccole imprese con un fatturato inferiore a 8/14 milioni (a seconda dell'anno) sono esenti dall'imposta sulle società.
– Dichiarazione? Solo una dichiarazione locale semplificata (tassa semplificata o niente).
Attualmente (fino al 2029): imposta pari a 0 lek (esenzione fino al 2029)
Dopo il 2029: circa 600.000 lek. (Esempio: 4 milioni di utile netto → imposta del 15%).
– Dichiarazione? SÌ – a partire dal 2025 sarà necessario presentare una dichiarazione annuale (anche se al momento non si hanno imposte da pagare).
Professione freelance: fatturato 10 milioni, utile 5 milioni.Imposta annuale: 0 lek. Se considerata come piccola impresa (<14 milioni), imposta pari a zero.
Nota: la nuova legge prevedeva inizialmente un'imposta del 15% su tale plusvalenza (750.000 lek), ma tale disposizione è stata annullata dal GJK.
Attualmente (fino al 2029): imposta pari a 0 lekë (grazie alla proroga dell'esenzione, anche per i docenti a basso reddito).
Se 80%+ proviene da un unico cliente? – In tal caso, l'imposta verrà calcolata come se si trattasse di uno stipendio: ad esempio, ~13% di utile ridotto → circa 650.000 lek, ma pagabili nel 2026.
– Dichiarazione? Sì – dichiarazione annuale obbligatoria.
Reddito annuo da locazione: 600.000 lekImposta annuale: 90.000 lek. Aliquota forfettaria: 15%.
– Dichiarazione? Solo una dichiarazione periodica (mensile/annuale) relativa alle ritenute alla fonte da parte del locatore/locatario; non era prevista alcuna dichiarazione dei redditi personale.
Imposta annuale: 90.000 lek (ancora 15%).
– Dichiarazione? SÌ – ora indicata anche nella dichiarazione dei redditi annuale personale. (L’imposta pagata durante l’anno viene accreditata).

Gli scenari e i dati riportati sono esempi tipici. Per quanto riguarda i salari, non si è tenuto conto degli effetti dei contributi; per le piccole imprese, non è stata riportata l’imposta locale semplificata, che dopo il 2018 era pari a 0%. L’obiettivo è semplicemente quello di evidenziare le principali tendenze: la riduzione dell’imposta sui salari per i lavoratori a basso reddito, la chiusura delle scappatoie fiscali per chi svolge due lavori, il mantenimento dell’esenzione per le imprese più piccole e la graduale estensione dell’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi a tutti i contribuenti.

Come si può vedere, nessuno si ritrova improvvisamente a dover sostenere un onere maggiore: infatti, molte persone hanno beneficiato di sgravi fiscali (quelle con redditi medio-bassi), mentre coloro che in passato hanno sfruttato le scappatoie fiscali (due lavori esenti da imposta) saranno semplicemente trattati alla stregua di tutti gli altri. Le piccole imprese continueranno a godere di un trattamento privilegiato fino al 2029 (aliquota zero), dopodiché pagheranno un’aliquota comunque bassa rispetto alle grandi imprese. I liberi professionisti dovranno dichiarare e, potenzialmente, pagare qualcosa solo se si trovano effettivamente nella posizione di un “lavoratore dipendente camuffato”.

Nella nostra storia, Arbeni, vedendo la bacheca, si rende conto di rientrare nella categoria dei “lavoratori autonomi”: per il momento la sua imposta è pari a zero. Solo se avesse un cliente principale dovrebbe pagare circa il 131 per cento del suo profitto – una percentuale comunque inferiore al 151 per cento pagato dalle grandi aziende. Si sente sollevato perché non sta accadendo nulla di catastrofico e ha tempo per pianificare le sue finanze per gli anni a venire.

Cosa ci aspetta nel 2026? (Uno sguardo dal futuro)

Le leggi e le politiche fiscali sono in continua evoluzione e il 2026 dovrebbe portare ulteriori novità. La buona notizia è che, per quanto riguarda l’imposta sul reddito delle persone fisiche, non sono previsti cambiamenti drastici rispetto a quanto descritto sopra. Ecco cosa si sa finora, in base al pacchetto fiscale proposto per il 2026:

Le tariffe attuali rimarranno invariate.

L’imposta sui dividendi rimane all’8%, quella sugli interessi bancari al 15%, quella sui canoni di locazione al 15%, quella sulle plusvalenze al 15% e così via. Non vi sono proposte di aumento di tali aliquote: la politica fiscale continua a puntare sull’attrattività e a non scoraggiare gli investimenti. Inoltre, rimangono in vigore gli attuali incentivi, come l’aliquota fiscale ridotta al 5% per il settore IT (ad esempio per gli sviluppatori di software o le aziende IT), prevista fino al 2029. Pertanto, quei pochi settori che godono di un trattamento preferenziale (IT, agriturismo, produzione agricola, ecc.) continueranno a beneficiarne.

Maggiore attenzione alla formalizzazione

Il 2026 proseguirà lungo le linee tracciate nel 2025, rafforzando la distinzione tra reddito da lavoro dipendente e reddito da attività imprenditoriale. Ad esempio, è prevista la piena attuazione della “Dichiarazione di status” per i lavoratori autonomi, in base alla quale ogni lavoratore autonomo dovrà dichiarare se dipende o meno da un singolo cliente. Ciò fornirà all’amministrazione fiscale un quadro più chiaro e renderà l’applicazione della regola dell“80/20 ancora più oggettiva. L’obiettivo strategico è quello di convertire in rapporti di lavoro regolari molte persone che, in realtà, lavorano come se fossero dipendenti (ma si nascondono dietro la forma giuridica di ”lavoratore autonomo“). Ciò comporta benefici sociali (un maggior numero di contribuenti ai regimi pensionistici, maggiori diritti per i dipendenti) ed economici (eliminazione della concorrenza sleale – ad esempio due imprese concorrenti, di cui una impiega personale stipendiato e l’altra ”collaboratori autonomi», si troveranno ora su un piano di parità).

2026–2027: l’inizio della “partita” per le piccole imprese? 

Sebbene la legge preveda un'imposta dello 0,1% fino al 2029, gli esperti stanno valutando la possibilità che lo Stato possa iniziare a coinvolgere le piccole imprese con versamenti modesti un po' prima. Un'idea è quella di abbassare la soglia di fatturato per l'esenzione (ad esempio, da 14 milioni a 10 o 8 milioni di lekë) e di imporre una modesta imposta sugli utili a chi supera la nuova soglia. Non si tratta ancora di una legge, ma la logica alla base è che la maggior parte delle piccole imprese dispone già delle infrastrutture necessarie (grazie alle imminenti dichiarazioni annuali, ai registratori di cassa, ecc.) e potrebbe iniziare a versare contributi poco a poco senza attendere il 2029. Tuttavia, al momento, qualsiasi modifica di questo tipo è ancora in fase di discussione e rimane in vigore l’impegno ufficiale di applicare un’imposta dello 0,3% fino al 2029. Noi di AlProfit Consult stiamo seguendo da vicino la questione e vi informeremo immediatamente qualora ci fossero sviluppi legislativi concreti. (Potete leggere la nostra analisi più dettagliata qui: Modifiche previste alla normativa fiscale per il 2026 dove discutiamo anche dei possibili scenari.

“Il Patto di pace fiscale” e la remissione del debito

Nel 2025 è stata proposta l’idea di un patto di stabilità fiscale per le imprese (nessuna modifica alle imposte per diversi anni) e di un condono per le vecchie sanzioni. Per il 2026, si prevede che queste iniziative prendano forma: molte imprese con debiti fiscali accumulati beneficeranno della cancellazione e dello stralcio dei debiti pregressi (remissione degli interessi di mora, delle multe e, eventualmente, anche del capitale per periodi molto lontani nel tempo) Ciò non incide direttamente sull’imposta sul reddito corrente, ma rappresenta un’occasione d’oro per chi ha avuto problemi in passato: consentire di estinguere i debiti pregressi e ricominciare da capo. Se sei un privato o un’azienda con debiti fiscali non pagati da anni, il 2026 potrebbe essere il momento giusto per regolarizzarli a un costo minimo. (Naturalmente, la valutazione va fatta caso per caso, quindi contatta il tuo consulente fiscale per farti guidare se rientri in questa categoria.)

In definitiva, i cambiamenti previsti per il 2026 non sono nulla di cui temere, ma qualcosa da accogliere con cauto ottimismo. Si tratta infatti di ulteriori miglioramenti al sistema: un regime fiscale più semplice ed equo, in grado di contrastare l’evasione in modo intelligente. Le piccole imprese non saranno “sommerse” dalle tasse: le nuove aliquote dovrebbero rimanere tra le più basse della regione. Allo stesso tempo, si prevede che alcune scappatoie abusive di cui alcune entità potrebbero aver approfittato vengano colmate, in modo da garantire condizioni di parità per tutti.

Conclusione: il tuo percorso come eroe delle piccole imprese

Torniamo alla nostra storia: Arben, il piccolo eroe della sua attività, è passato dalla confusione alla chiarezza. Ha affrontato i “nemici” dell’incertezza – nuove leggi, termini complicati come VKM e Direttiva, voci allarmistiche sulle tasse – ma ha trovato la guida giusta che gli ha fornito informazioni precise. Ora Arben sa cosa aspettarsi: nulla da temere per il momento e tutto il tempo necessario per prepararsi al futuro.

Potresti ritrovarti in diverse fasi della storia di Arben. Forse all’inizio eri come lui: incerto riguardo alle modifiche fiscali. Ma ora speriamo che tu sia ben informato e consapevole, pronto a prendere decisioni oculate riguardo alla tua attività o alle tue finanze personali. Sai bene che:

  • I liberi professionisti e le piccole imprese possono continuare ad avvalersi dello scudo 0% fino al 2029.
  • Le nuove linee guida sono state elaborate per aiutarti a rispettare la normativa, non per penalizzarti: seguile e approfitta dei chiarimenti forniti (ad esempio, scegli l’opzione corretta per la dichiarazione delle spese, applica gli assegni familiari, ecc.).
  • La tua dichiarazione dei redditi annuale è la tua nuova alleata: non trascurarla. È lo strumento con cui dimostri di essere un cittadino onesto e, in cambio, lo Stato ti lascia in pace. Se hai bisogno di aiuto, siamo qui per te.
  • Le prospettive per il 2026 e oltre sembrano favorevoli: non si profilano all’orizzonte nuove imposte impreviste, ma solo misure volte a integrarvi ulteriormente nell’economia formale (il che potrebbe anche comportare opportunità di finanziamento, credito a condizioni più vantaggiose, maggiore fiducia da parte dei partner, ecc.).

Se avete domande specifiche del tipo: “Rientro nella categoria delle libere professioni?”, “Come si compila esattamente il modulo annuale?”, “Posso suddividere l’attività in due NIPT per rimanere al di sotto della soglia?” – non esitate a contattarci. AlProfit Consult è stata nel corso degli anni una guida per molti “imprenditori” e siamo orgogliosi quando i nostri eroi (voi) raggiungono il successo non lasciandosi frenare dalle tasse, ma gestendole con saggezza.

Al posto di una conclusione, un breve promemoria: le tasse possono sembrare un capitolo impegnativo nel romanzo della tua attività, ma con le giuste informazioni diventano semplicemente una sfida superabile. Sei ancora tu al volante: il governo ti chiede semplicemente di superare alcuni “punti di controllo” lungo il percorso. Con questo blog, speriamo che tu abbia in mano la mappa per navigare verso la tranquillità fiscale e il successo finanziario.

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