L'attuale sistema di dispositivi fiscali presso la Direzione Generale delle Imposte consente di ottenere i dati finanziari tramite l'invio quotidiano dei rendiconti fiscali “Z”. Attualmente, i dispositivi fiscali trasmettono i dati al sistema centrale tramite GPRS al termine della giornata lavorativa, anziché in tempo reale. Il sistema installato nel 2009 si basava sulla tecnologia dell’epoca, ma non soddisfa gli standard attualmente applicati dalla maggior parte dei paesi dell’Unione europea, in particolare in termini di rapporto costi-benefici sia per i contribuenti che per lo Stato.
Questo nuovo sistema istituirà un meccanismo di monitoraggio in tempo reale sia per i dispositivi fiscali che funzionano con contanti sia per quelli che non utilizzano contanti. Consente ai cittadini di verificare in tempo reale se la fattura che hanno ricevuto è stata comunicata al sistema fiscale e permette all’amministrazione fiscale di effettuare controlli efficaci e analisi accurate e approfondite dei dati fiscali.
Il nuovo sistema consente a ogni cittadino di verificare, subito dopo l’emissione di una fattura, se questa sia stata comunicata al sistema fiscale centrale. Questa procedura si effettua scansionando il codice a barre univoco della fattura con un telefono e inviandolo istantaneamente all’ufficio fiscale competente. Nel momento in cui l’Amministrazione fiscale riceve il codice, risponde confermando se il codice corrispondente è presente nel database insieme ai dettagli della fattura in questione. Questa verifica consente ai cittadini di sapere se la fattura che hanno pagato è stata registrata nel sistema fiscale. L’intero processo aumenta la trasparenza nelle transazioni commerciali e aiuta il governo a combattere l’evasione fiscale, poiché le frodi fiscali o la mancata dichiarazione delle fatture possono essere facilmente verificate.
Per l’Amministrazione fiscale, il nuovo sistema offre la possibilità di effettuare analisi centralizzate ed efficaci per definire l’approccio del modulo di valutazione del rischio. Ciò significa che i comportamenti sospetti saranno facilmente individuati e consentiranno di identificare con precisione i trasgressori, evitando così ispezioni e controlli generalizzati che penalizzano le imprese legittime.
Il cambiamento tecnologico è necessario, poiché gli attuali dispositivi si basano sulla tecnologia 2G/3G e vengono progressivamente sostituiti in tutta Europa. Per evitare la dipendenza da un modello tecnologico specifico, il nuovo sistema non si basa su alcun modello particolare (ad esempio dispositivi hardware o software), ma su standard aperti che garantiscono l’accesso a Internet. Questo approccio tecnologico implica che la fiscalizzazione sia basata su software e possa essere facilmente implementata su tutti i dispositivi esistenti (senza la necessità di un dispositivo hardware secondario destinato esclusivamente al funzionamento all’interno del sistema di fiscalizzazione). A lungo termine, ciò riduce significativamente i costi tecnologici per i contribuenti.
Perché è stato scelto questo modello di fiscalizzazione?
Il nuovo modello di fiscalizzazione albanese è stato scelto sulla base di un’analisi dei vari modelli attualmente in uso in tutto il mondo. Esperti del Ministero delle Finanze, della Direzione Generale delle Imposte, dell’AKSHi e di altre istituzioni hanno valutato diverse opzioni tecniche e finanziarie.
Il modello basato su questo sistema di fiscalizzazione è stato scelto perché garantisce l’applicazione delle tecnologie più avanzate, in linea con gli standard dell’Unione Europea, e offre una maggiore adattabilità alla struttura dell’economia albanese. Lo stesso modello è stato applicato negli ultimi anni in molti paesi dell’UE, quali la Croazia, la Slovacchia, la Repubblica Ceca, la Slovenia, ecc.
Questo modello è considerato dagli esperti il più avanzato e il più facile da implementare.

