Il governo prevede che nei prossimi due anni, nell’ambito del quadro di bilancio, vengano eliminate alcune aliquote ridotte, alcune esenzioni dalle imposte dirette e quelle esenzioni che non hanno prodotto l’effetto atteso. In un documento ufficiale sulla compatibilità della legislazione albanese con le direttive dell’Unione europea, si riconosce che l’armonizzazione rappresenta una sfida continua che richiede anche una maggiore capacità operativa e l’informatizzazione dell’amministrazione fiscale, il che incide sulla sua efficienza.
In questo contesto, il documento chiarisce quali saranno le priorità e i piani dell'Albania fino al 2030 per allinearsi ai criteri dell'Unione europea in materia fiscale e soddisfarli, e sembra che uno di questi riguardi le esenzioni fiscali.
“Sulla base della Strategia di entrate a medio termine, il Ministero delle Finanze e dell’Economia ha elaborato e avviato una revisione delle aliquote ridotte e delle esenzioni previste dalla normativa fiscale, che determinano un aumento del volume delle “spese fiscali”, in questo contesto:
Nel corso del 2024 e negli anni successivi saranno approvate modifiche volte ad eliminare le aliquote ridotte e le esenzioni nell'ambito della fiscalità diretta.
”Nel corso del 2025 e negli anni successivi, le attuali esenzioni in materia di imposta sul valore aggiunto saranno riesaminate al fine di eliminare quelle che hanno esaurito la loro funzione o che si sono rivelate inefficaci nell'attuazione e non hanno prodotto l'effetto atteso", si legge nel documento governativo.
Le esenzioni dalle imposte dirette o dall'imposta sul valore aggiunto sono state di tanto in tanto oggetto di critiche da parte delle istituzioni internazionali, che le considerano un problema che rende più difficile la riscossione del gettito fiscale e facilita l'evasione fiscale.
Nel corso degli anni, i pacchetti fiscali dei governi hanno previsto esenzioni soprattutto in materia di IVA, ma anche per quanto riguarda le imposte dirette. Tali erano le precedenti esenzioni IVA per gli investitori nel settore energetico; in seguito, è stata concessa un’esenzione completa agli investitori con uno status turistico speciale che hanno introdotto un marchio alberghiero internazionale, una misura che è ancora in vigore.
Quest'ultima è una delle misure più criticate, poiché in numerose occasioni è stata definita uno strumento sfruttato dai costruttori per evitare di pagare le tasse sulle costruzioni non destinate al turismo. Nel corso degli anni, invece, le esenzioni sono state numerose e hanno interessato una vasta gamma di settori.
Fonte: Rivista Monitor.

