I contribuenti possono monitorare il proprio piano di rateizzazione nel modulo e-Filing.

Una donna che legge un documento accanto a una tazza di caffè in un ufficio.
Punti chiave
  • L'accordo di pagamento rateale relativo a un debito fiscale in sospeso viene ora monitorato in tempo reale tramite il modulo e-Filing.
  • In base all'accordo, vengono corrisposti gli interessi di mora, ma non viene applicata alcuna penale per il ritardo nel pagamento.
  • La firma è subordinata al pagamento immediato del 20 per cento del valore dell'obbligazione.
  • L'accordo non si applica agli obblighi fiscali soggetti ad autoliquidazione, quali l'IVA, le ritenute alla fonte o i contributi previdenziali.
Aggiornato il 17 ottobre 2026. Pubblicato il 24 marzo 2019. Scopri inoltre come viene calcolata la rata iniziale con cifre concrete, quali rischi corri se salti una rata nel corso del pagamento e qual è l’ultimo momento in cui è possibile revocare il procedimento di recupero coatto. Comunicato ufficiale del DPT

I contribuenti che hanno stipulato un accordo di pagamento rateale con l'amministrazione fiscale possono ora monitorarne lo stato in tempo reale tramite il modulo e-Filing, secondo quanto comunicato dalla Direzione Generale delle Imposte.

Nel nostro lavoro quotidiano vediamo ripetersi lo stesso errore una volta firmato l’accordo. Molti contribuenti lo considerano una questione chiusa e se ne dimenticano fino all’ultima rata. In realtà, gli interessi continuano a maturare per tutto il periodo e il mancato pagamento puntuale di una rata mette a rischio l’accordo stesso, non solo l’importo residuo.

Leggi anche: Cosa succede se il debito non viene pagato?.

Come funziona l'accordo di pagamento rateale?

L'accordo di pagamento rateale suddivide il debito fiscale non pagato in diverse rate periodiche, gestite in tempo reale su e-Filing, dove continuano a maturare gli interessi di mora ma non viene applicata alcuna sanzione aggiuntiva semplicemente per il fatto di pagare a rate.

Come procedere nel modulo e-Filing

Nel conto individuale del contribuente, il menu “Contabilità” mostra immediatamente il piano di pagamento, dal quale è possibile generare un “Ordine di pagamento” dedicato esclusivamente a tale piano. Il pagamento copre solo il periodo o i periodi specificati nella rata successiva.

Il ritardo nel pagamento persiste, ma non la sanzione.

In caso di accordi di pagamento rateale, il contribuente è tenuto a pagare gli interessi di mora, mentre non viene applicata alcuna sanzione per il ritardo nel pagamento.

La distinzione tra i due casi è chiaramente logica. Il contribuente ha accettato l’obbligazione e ha acconsentito a estinguerla secondo un calendario prestabilito, pertanto la legge non impone più una sanzione aggiuntiva per il ritardo riconosciuto e pianificato. Gli interessi di mora, invece, continuano a maturare fintantoché l’importo dovuto non è ancora stato versato nelle casse dello Stato, indipendentemente dal fatto che il pagamento fosse programmato o meno.

In cosa differisce un ritardo standard da uno senza accordo?

In assenza di un accordo, un debito non pagato segue l’iter ordinario di esazione coattiva non appena siano stati esauriti i mezzi di ricorso e sia scaduto il termine di preavviso di pagamento. Una volta firmato l’accordo, tali misure vengono sospese fintantoché le rate vengono pagate puntualmente, sebbene le misure precedentemente imposte a garanzia del pagamento del debito non vengano automaticamente revocate. Pertanto, l’accordo non elimina il procedimento esecutivo, ma lo sospende, a condizione che ogni rata venga onorata.

Chi può trarne vantaggio e quali obblighi comporta?

La legge n. 9920 del 19 maggio 2008 “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche, all’articolo 77, riconosce al contribuente che si trovi temporaneamente in una situazione finanziaria difficile il diritto di pagare a rate il debito fiscale insoluto.

Una disposizione di legge, la situazione finanziaria temporanea.

Il diritto è espressamente legato a una difficoltà finanziaria temporanea, non permanente. Per questo motivo la richiesta deve illustrare le circostanze specifiche del momento, in modo che la Direzione regionale delle imposte possa valutare se la situazione sia effettivamente temporanea e se il contribuente abbia effettivamente la possibilità di far fronte alle rate proposte.

Obblighi esclusi

L'accordo non può avere efficacia vincolante sull'obbligazione fiscale autodichiarata dal contribuente, ovvero su quanto egli stesso abbia calcolato, riscosso o trattenuto, ivi compreso:

  • Imposta sul valore aggiunto
  • Ritenuta alla fonte
  • Contributi previdenziali e assistenziali
  • Qualsiasi altro tipo di imposta calcolata, riscossa o trattenuta dal contribuente stesso.

Perché questi obblighi sono esenti?

Tali importi non costituiscono fondi propri dell’impresa; si tratta infatti di somme riscosse o già detenute per conto dello Stato, dai clienti nel caso dell’IVA, oppure dai dipendenti nel caso delle ritenute fiscali e dei contributi. La legge non consente all’impresa di utilizzarli come fonte di finanziamento a lungo termine, pertanto l’accordo di rateizzazione rimane l’unica opzione per gli obblighi che ricadono direttamente sul contribuente.

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La base giuridica della detenzione coatta e il suo nesso con l’accordo

Il diritto di stipulare un accordo di rateizzazione è direttamente collegato al procedimento di riscossione coattiva del credito, e non solo all’articolo 77.

Articolo 88, esaurimento del diritto di ricorso

L’amministrazione fiscale esercita i propri poteri di riscossione coattiva solo dopo l’esaurimento dei mezzi di ricorso, ai sensi dell’articolo 88 della legge n. 9920/2008. Fintantoché il ricorso è ancora pendente, la procedura di riscossione coattiva non ha inizio per quanto riguarda la parte contestata del debito.

Articolo 89, Avviso e richiesta di pagamento

La prima fase della procedura di riscossione coattiva consiste nella notifica e nella richiesta di pagamento ai sensi dell’articolo 89. Tale notifica stabilisce il termine entro il quale il contribuente deve adempiere al proprio obbligo fiscale prima che vengano avviate ulteriori misure di riscossione coattiva.

L'ultimo momento in cui è possibile richiedere l'accordo.

È proprio la notifica ai sensi dell’articolo 89 il momento in cui è possibile interrompere il procedimento mediante un accordo di rateizzazione, prima che la procedura proceda ulteriormente. Se la domanda viene presentata dopo questa fase, quando sono già state adottate misure volte a garantire il pagamento dell’obbligazione, l’accordo impedisce l’imposizione di nuove misure ma non revoca automaticamente quelle già in vigore.

Procedura per la sottoscrizione dell'accordo

Il processo di sottoscrizione si articola in tre fasi, dalla richiesta iniziale al pagamento immediato che costituisce condizione per la stipula del contratto.

1. Richiesta scritta

La richiesta deve essere indirizzata alla Direzione regionale delle imposte presso la quale si è registrati, illustrando le circostanze e i motivi per cui si richiede l’accordo. Quanto più dettagliata sarà la descrizione delle difficoltà finanziarie, tanto più facile sarà valutare la richiesta.

2. Risposta entro 10 giorni

La Direzione regionale delle imposte comunicherà entro 10 giorni se la richiesta è stata accolta o respinta. Durante questo periodo, è consigliabile tenere a portata di mano la documentazione di supporto nel caso in cui fossero richieste ulteriori prove.

3. La firma è subordinata al pagamento del 20 per cento.

Se la richiesta viene accolta, l’accordo viene firmato dal contribuente e dal direttore della direzione regionale solo dopo che il contribuente ha versato immediatamente il 20 per cento dell’importo dovuto. In assenza di tale pagamento iniziale, l’accordo non verrà firmato, indipendentemente dall’accoglimento della richiesta.

Il modello della domanda

Il formato della richiesta non è definito da un unico modello ufficiale, ma la struttura riportata di seguito contiene gli elementi che la Direzione regionale delle imposte si aspetta di trovare:

Direzione fiscale regionale [Città]
Oggetto: Richiesta di stipula di un accordo di pagamento rateale

Io sottoscritto, [nome dell’amministratore], in qualità di rappresentante legale di [nome dell’ente], con codice NIPT [numero], richiedo la stipula di un accordo per il pagamento rateale del debito fiscale pari a [importo] lekë, relativo al periodo [periodo d’imposta].

Motivo della richiesta: [breve descrizione delle difficoltà finanziarie].

Dichiaro di essere disposto a versare immediatamente il 20 per cento dell’importo dovuto, in conformità alle condizioni stabilite dall’articolo 77 della legge n. 9920/2008.

[Data, firma e timbro dell'ente]

Esempio di rata iniziale

Per un debito fiscale di 2.000.000 di lekë, un pagamento immediato pari al 20% ammonta a 400.000 lekë, mentre i restanti 1.600.000 lekë vengono ripartiti in rate concordate con la Direzione regionale delle imposte. Gli interessi di mora continuano a essere calcolati sull’importo residuo fino al completo saldo, pertanto l’importo di ciascuna rata non rimane invariato dall’inizio alla fine.

La firma dell'accordo sospende le misure esecutive, ma l'amministrazione fiscale non revoca la misura precedentemente adottata per garantire il pagamento del debito. Gli interessi di mora continuano a maturare sulla parte del debito che rimane insoluta.

Leggi anche: Principali sanzioni fiscali e interessi di mora.

Perché è importante?

Il contratto di pagamento rateale non si conclude con la firma, ma prosegue fino all’ultima rata, e qualsiasi ritardo nel corso del pagamento mette a rischio il contratto stesso, non solo l’importo non pagato di quella rata.

Il rischio effettivo di non pagare una rata

Se una rata non viene pagata entro i termini previsti, l’amministrazione fiscale può considerare violato l’accordo e riprendere la riscossione coattiva dal punto in cui era stata sospesa, comprese eventuali misure precedentemente adottate per garantire il pagamento. Pertanto, il mancato pagamento di una singola rata può compromettere l’intero piano concordato, non solo quel pagamento specifico.

Come gestiamo il seguito con i nostri clienti

Proprio a causa di questo rischio, non consideriamo l’accordo di rateizzazione come un’operazione una tantum, ma come un obbligo da rispettare ogni mese, insieme alle altre scadenze fiscali dell’azienda, in modo che nessuna rata venga trascurata.

Domande frequenti

Cosa succede se non effettuo un pagamento?

Metti a rischio l’intero accordo, non solo l’importo della rata. Se ciò dovesse accadere, contatta immediatamente la Direzione regionale delle imposte, prima che la questione venga nuovamente deferita alle misure di riscossione coattiva.

Posso richiedere il pagamento a rate dell'IVA che ho riscosso dai clienti?

No. L’accordo non si applica agli obblighi di autoliquidazione quali l’IVA, le ritenute alla fonte o i contributi previdenziali, in quanto tali importi sono considerati già riscossi o trattenuti per conto dello Stato.

Il blocco sul conto corrente verrà revocato una volta firmato il contratto?

Le misure di riscossione coattiva sono sospese, ma le misure precedentemente adottate per garantire il pagamento del debito non vengono automaticamente revocate. Ogni singolo caso viene verificato con la Direzione regionale delle imposte prima di essere considerato risolto.

Cosa succede se la richiesta di accordo viene respinta?

La procedura di riscossione coattiva riprende dal punto in cui era stata interrotta, in conformità con l’avviso e la richiesta di pagamento precedentemente emessi. Il contribuente potrà presentare nuovamente la richiesta di accordo di rateizzazione in un secondo momento, qualora la sua situazione finanziaria lo giustifichi nuovamente.

Il testo completo del bando è disponibile sul sito web ufficiale della Direzione Generale delle Imposte. https://www.tatime.gov.al/d/8/45/45/928/tatimpaguesit-mund-te-ndjekin-ne-modulin-e-filing-marreveshjen-e-tyre-me-keste

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Informazioni sull'autore

Andi Haxhillari è un economista e fondatore di AlProfit Consult, uno studio di consulenza contabile, fiscale e di gestione finanziaria con sede a Tirana, fondato nel 2015. È titolare del titolo professionale di Dottore Commercialista, certificato n. 359, rilasciato dall’Autorità di Certificazione del Ministero delle Finanze il 4 luglio 2012. Ha conseguito la laurea magistrale in Contabilità e il titolo di Economista Generale presso la Facoltà di Economia dell’Università di Tirana. Da oltre dieci anni lavora come consulente economico esterno per le piccole e medie imprese in Albania.

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