Commento
LEGGE N. 25/2018 Per la contabilità e il bilancio
La legge n. 25 del 10 maggio 2018 “In materia di contabilità e bilanci” stabilisce i principi e le norme generali relativi alla redazione e alla composizione dei bilanci, alla determinazione dei principi contabili applicabili e alla tenuta dei registri contabili. La presente legge si applica a tutte le entità economiche a scopo di lucro (indipendentemente dalla loro forma giuridica, che si tratti di una persona fisica, di una società a responsabilità limitata o di una società per azioni) nonché a tutte le entità economiche senza scopo di lucro (salvo nei casi in cui i loro bilanci e la loro contabilità siano soggetti a leggi o regolamenti speciali, come ad es.ad esempio, nel caso delle organizzazioni straniere operanti in Albania che, in conformità con gli accordi tra il governo albanese e i loro paesi di origine, sono state esentate dall’obbligo di redigere e depositare i bilanci).Articolo 3 e definizione di unità economica
Capitolo uno Disposizioni generali
Articolo 3 Definizioni Il termine „unità economica“ comprende le persone giuridiche e fisiche, pubbliche e private, a scopo di lucro e senza scopo di lucro, che svolgono attività e dispongono di stabili organizzazioni nella Repubblica di Albania. Le unità economiche pubbliche comprendono tutte le società di cui lo Stato è l’unico azionista, quali le imprese di servizi di pubblica utilità (approvvigionamento idrico, energia, ecc.). La presente legge non si applica alle unità economiche dell’Amministrazione pubblica, ovvero all’insieme delle unità amministrative centrali, locali e dei fondi speciali (cfr. Legge n. 9936 del 26 giugno 2008 “Sulla gestione del sistema di bilancio nella Repubblica d’Albania“, come modificata). Il termine ”entità economica senza scopo di lucro“ corrisponde al significato e alla definizione di ONG forniti dalla Legge n. 8788 del 7 maggio 2001 ”Sulle organizzazioni senza scopo di lucro„, nonché alla definizione fornita nei GFS per le ONG. Il presente Standard fornisce un elenco non esaustivo di entità economiche considerate senza scopo di lucro, quali fondazioni, associazioni, centri, partiti politici, istituzioni religiose, sindacati e qualsiasi altra organizzazione non menzionata nel presente Standard ma che abbia lo status di organizzazione senza scopo di lucro (costituite per svolgere attività specifiche di natura caritatevole o altruistica; esenti da imposta (nella misura in cui non svolgano attività economiche a scopo di lucro); a cui è vietato distribuire le eccedenze derivanti dalle proprie attività ai fondatori e/o ai membri; e non è di proprietà né sotto il controllo del Governo), ad eccezione di quelle ONG o di alcune delle loro attività che, in virtù di una normativa specifica, sono esenti dall’obbligo di redigere e presentare il proprio bilancio. Non sono considerate organizzazioni senza scopo di lucro, ai fini della presente legge e del Codice delle ONG, le varie agenzie governative o gli organismi di regolamentazione che, pur non svolgendo attività a scopo di lucro, sono comunque controllati dal governo. In quanto tali, non godono dello status di ONG. Il termine “entità economica di interesse pubblico” si riferisce a entità economiche, pubbliche o private, che per loro natura, dimensioni o numero di dipendenti sono di interesse pubblico. La definizione di “unità economica di interesse pubblico” è quella fornita dalla Legge n. 10091 del 5 marzo 2009 “Sulla revisione legale dei conti, l’organizzazione della professione di revisore legale dei conti e di contabile autorizzato”, articolo 2, paragrafo 23, nonché dal Decreto del Governo n. 17 del 16 gennaio 2019 „Relativo all’individuazione di altre società pubbliche o private, rilevanti per l’interesse pubblico in ragione della natura della loro attività, delle dimensioni o del numero di dipendenti“. Questo gruppo di entità economiche comprende: 1. tutte le entità economiche quotate in borsa; 2. le banche e le filiali di banche estere, nonché altri istituti finanziari non bancari, autorizzati dalla Banca d’Albania; 3. le compagnie di assicurazione e di riassicurazione, le società di gestione di organismi di investimento collettivo e le società di gestione di fondi pensione volontari; 4. altre società statali o private che rivestono importanza per l’interesse pubblico, in ragione della natura della loro attività, delle loro dimensioni o del numero dei loro dipendenti, come stabilito da una decisione del Governo. Ai sensi della decisione del Consiglio dei ministri, nel quarto gruppo della suddetta classificazione sono considerate imprese statali anche quelle entità economiche che soddisfano contemporaneamente i seguenti criteri: a) i criteri relativi alla sottoposizione a revisione contabile; e b) uno o più criteri relativi alla natura, alle dimensioni o al numero di dipendenti (è sufficiente un solo criterio): i. le società in cui lo Stato detiene una partecipazione azionaria; ii. le società che ricavano più del 50% del proprio fatturato da fondi pubblici; iii. le società che operano come filiale, la cui società madre è quotata in borsa; iv. le società che forniscono un bene pubblico nell’ambito della loro attività commerciale e sono soggette alle autorità di regolamentazione settoriali competenti. L’elenco delle autorità di regolamentazione è approvato e aggiornato dal Consiglio di Vigilanza Pubblica entro il mese di ottobre di ogni anno. v. le società che, per due anni consecutivi, hanno registrato ricavi totali derivanti dall’attività economica (fatturato) in quel periodo contabile pari o superiori a 1.500.000.000 di lek (un miliardo e cinquecento milioni di lek); vi. un’impresa che, per due anni consecutivi, abbia registrato nel bilancio alla fine dell’esercizio un totale delle attività pari o superiore a 750.000.000 di lek (settecentocinquanta milioni di lek); vii. le società che, alla chiusura dell’esercizio contabile, contano più di 250 dipendenti; viii. le società che, per l’intero esercizio contabile, hanno un numero medio di dipendenti superiore a 250. Per ”partecipazione azionaria» si intendono i diritti sul capitale di altre unità economiche. Tuttavia, si presume che la detenzione di una quota del capitale di un’altra unità economica costituisca una partecipazione azionaria quando supera la soglia del 20 per cento. Il possesso di una quota inferiore implica «altri investimenti finanziari» in titoli e strumenti di capitale. La valuta funzionale è la valuta del principale contesto economico in cui opera l’unità economica. Ai sensi della Legge 25/2018, le entità economiche sono autorizzate a tenere la propria contabilità nella valuta in cui si svolge la maggior parte della loro attività economica, indipendentemente dal fatto che questa sia diversa dalla valuta di presentazione. Per quanto riguarda la persona responsabile della redazione del bilancio, l’unità economica può tenere la contabilità e redigere il bilancio internamente tramite il proprio personale tecnico assunto con contratto di lavoro, oppure può affidare tale servizio a soggetti esterni. Nel primo caso, a una persona assunta con un contratto di lavoro dall’unità economica per tenere la contabilità e redigere il bilancio non è vietato svolgere un secondo lavoro. L’unica restrizione in questo caso è il limite previsto dal Codice del lavoro sul numero di ore che è consentito lavorare ogni settimana. Nel secondo caso, l’unità stipula un contratto di prestazione di servizi contabili con una persona fisica o giuridica autorizzata a fornire tale servizio. I servizi contabili possono essere forniti da persone fisiche o giuridiche autorizzate in qualità di contabili certificati/società di revisione contabile o revisori legali/società di revisione. Le disposizioni che disciplinano i diritti e gli obblighi dei KM e degli AL sono sancite dalla Legge n. 10091 del 5 marzo 2009 «Sulla revisione legale dei conti, l’organizzazione della professione di revisore legale dei conti e di contabile autorizzato», e successive modifiche. Articolo 4 – Categorie di unità economiche e gruppi Nell’ambito del recepimento della direttiva contabile dell’UE (Dir. 34/2013), la nuova legge contabile stabilisce le soglie per la classificazione delle entità economiche ai fini dell’informativa finanziaria. Tali soglie differiscono da quelle fissate a fini fiscali (normativa sull’imposta sul reddito) o a fini macroeconomici (Legge n. 10.042 del 22 dicembre 2008 recante alcune modifiche e integrazioni alla Legge n. 8.957, del 17.10.2002 sulle piccole e medie imprese, e successive modifiche). La legge prevede che, ai fini della classificazione delle unità, siano sufficienti due delle tre soglie specificate, il che significa che ciascuna di esse ha lo stesso peso. Va ricordato che nella precedente classificazione ai sensi della Legge n. 10.042 “Sulla classificazione delle piccole e medie imprese”, il limite relativo al numero di dipendenti era uno dei criteri determinanti, mentre l’altro criterio era il limite di fatturato o il limite del totale di bilancio. Inoltre, ai fini della classificazione dell’unità economica, le soglie stabilite dalla presente legge devono essere soddisfatte per due anni consecutivi. Ad esempio, se alla fine dell’esercizio 20X0 l’unità economica è classificata, in base agli indicatori di fatturato, attivo e dipendenti, come piccola unità economica, ma nel 20X1 e nel 20X2 soddisfa i criteri per essere classificata come microimpresa“classificazione come microentità economica”, allora nel 20X1 e nel 20X2 continuerà a redigere il bilancio secondo gli IFRS per le PMI (1-14), mentre nel 20X3 terrà la contabilità e redigerà il bilancio in conformità agli IFRS per le PMI 15 «Per la contabilità e la rendicontazione delle microentità». Lo stesso principio si applica in altri casi, ad esempio nel caso di un’entità economica che abbia applicato gli IFRS negli anni dal 20X0 al 20X5 e che negli anni 20X6-20X7 soddisfi i criteri per l’applicazione dei GAAP, in conformità con i requisiti previsti dalla legge, continuerà ad applicare gli SNRF anche nel periodo 20X6–20X7 al fine di passare all’applicazione degli SKK a partire dal 20X8. Il passaggio dagli IFRS ai GAAP richiederà note esplicative che illustrino le differenze derivanti dal passaggio ai GAAP. Poiché non esiste uno standard nazionale specifico per la prima applicazione degli IFRS, i principi contabili previsti dagli IFRS saranno applicati in modo prospettico. La nuova legge prevede inoltre la classificazione dei gruppi economici. Tuttavia, nel caso dei gruppi, la classificazione è soggetta a un requisito specifico. Se la classificazione del gruppo viene effettuata prima dell’eliminazione delle operazioni infragruppo (nell’ambito della redazione del bilancio consolidato del gruppo), le soglie previste dalla presente legge devono essere aumentate di 20%. Se l’eliminazione delle operazioni infragruppo è stata completata (nell’ambito della redazione del bilancio consolidato del gruppo), le soglie di classificazione sono quelle stabilite all’articolo 4, paragrafo 2, della legge sulla contabilità. La legge stabilisce che le soglie di classificazione per le entità aziendali/i gruppi saranno adeguate proporzionalmente ogni tre anni fino a quando, entro il 2028, raggiungeranno i livelli previsti dalla Direttiva UE 2013/34. Ciò significa che l’entità aziendale/il gruppo dovrà essere riclassificato nuovamente all’inizio del 2022, del 2025 e del 2028. In tali date, non si applica la norma prevista dal comma 5 dell’articolo 4 della Legge sulla contabilità. La classificazione sarà effettuata utilizzando le informazioni ricavate dai bilanci del 2021, 2024 e 2027, rispettivamente, relative al fatturato, al patrimonio e al numero di dipendenti. Articolo 5 – Principi contabili applicabili alla redazione del bilancio Le entità economiche, nella maggior parte dei casi, applicano gli IFRS nella redazione dei propri bilanci. I principi contabili nazionali si applicano alle microimprese e alle piccole e medie imprese, salvo nel caso in cui si tratti di entità di interesse pubblico operanti in determinati settori, come previsto dalla presente legge. Gli IFRS sono applicati dagli enti di interesse pubblico e dalle autorità di regolamentazione di determinati enti di interesse pubblico (quelli che operano nel settore creditizio, ad esempio la Banca d’Albania, e nel settore assicurativo, ad esempio l’Autorità di vigilanza finanziaria). Le grandi imprese applicano gli SNRF in quanto sono considerate imprese di interesse pubblico. Tutte le imprese designate come di interesse pubblico con una decisione del Consiglio dei Ministri sono esentate dall’obbligo di rendicontazione secondo gli SNRF. (NCEIP) in ragione della natura della loro attività, delle dimensioni o del numero di dipendenti, MA che non superano almeno due dei criteri stabiliti nell’articolo 4, paragrafo 1.3, della legge sulla contabilità: a) patrimonio, 750 milioni di lek; b) ricavi da attività economica (fatturato), 1.500 milioni di lek; c) numero medio di dipendenti nel periodo di riferimento, 250. Non rientrano nel gruppo dei soggetti esenti dall’obbligo di applicare gli IFRS, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal numero di dipendenti: a) tutti i soggetti economici quotati in borsa; b) le banche e le filiali di banche estere, nonché altri istituti finanziari non bancari, autorizzati dalla Banca d’Albania; c) le compagnie di assicurazione e di riassicurazione, le società di gestione di organismi di investimento collettivo, le società di gestione di fondi pensione volontari; Tutte le unità economiche, ad eccezione di quelle tenute per legge ad applicare gli IFRS, possono applicarli su base volontaria nella redazione dei propri bilanci. Pertanto, la legge consente, ma non impone, l’applicazione degli IFRS anche da parte di entità obbligate ad applicare i GAAP.Capitolo II e tenuta della contabilità
Capitolo II
Disposizioni generali relative ai documenti contabili e ai bilanci
Articolo 6 – Tenuta dei libri contabili Le unità economiche, a seconda dei principi contabili che applicano nella redazione dei propri bilanci, fanno riferimento alla BSNK o alla KKK per quanto riguarda i principi, i metodi e le linee guida contabili da applicare. Il KKK non è autorizzato a emettere interpretazioni degli IFRS. Le entità economiche si rivolgono al KKK per le interpretazioni di eventi o operazioni esclusivamente ai fini dei GAAP. Articolo 8 – Conservazione dei documenti contabili La legge prevede che i documenti contabili debbano essere conservati per un periodo di dieci anni. Il calcolo di tale periodo decorre dal periodo successivo alla data di chiusura del bilancio in cui sono inclusi i documenti contabili. I bilanci dell’unità economica sono conservati presso la sede in cui essa svolge la propria attività o presso la propria sede centrale, salvo diversa disposizione di legge. I bilanci dei gruppi sono conservati presso la sede legale dell’unità economica capogruppo. Il termine “sede legale” si riferisce alla definizione fornita dalla normativa fiscale. Poiché il periodo di conservazione dei documenti ha inizio nell’anno successivo alla data del documento, non sussiste alcun conflitto con la prassi delle imprese che, nel corso dell’anno, possono conservare i documenti presso gli uffici del soggetto incaricato della redazione del bilancio, qualora tale servizio sia fornito esternamente all’unità economica. Articolo 9 – Periodo di riferimento Il periodo di riferimento ha una durata di 12 mesi, con inizio il 1° gennaio e termine il 31 dicembre. Le deroghe relative ad attività speciali, su proposta del Consiglio nazionale di contabilità, sono approvate dal ministro responsabile delle finanze. In alcuni casi la durata può essere superiore o inferiore a 12 mesi, ma non inferiore a tre mesi e non superiore a 15 mesi. Se la durata dell’attività è inferiore a tre mesi, le informazioni relative a tale periodo vengono allegate al periodo successivo o a quello precedente, a seconda dei casi. Ad esempio, un’unità economica viene registrata come entità presso la QKB all’inizio dell’ultimo trimestre dell’anno 20X0. Per questo periodo di rendicontazione di 3 mesi, l’entità non redige il bilancio 20X0, ma combina le informazioni relative a tale periodo con quelle finanziarie del 20X1, presentando un bilancio combinato. Le informazioni contenute nel bilancio 20X1 si riferiscono a un periodo di 15 mesi. Per analogia, se l’unità economica dovesse cessare le proprie attività nel primo trimestre del 20X1, le informazioni finanziarie relative a tale trimestre non verrebbero presentate separatamente, ma verrebbero combinate con quelle dell’anno precedente per essere incluse nel bilancio del 20X0. Sebbene la normativa fiscale abbia stabilito un periodo di 12 mesi (da gennaio a dicembre) come periodo di riferimento fiscale, una richiesta di un periodo di rendicontazione finanziaria più lungo o più breve non è in contrasto con quanto sopra. Ai fini del calcolo dell’utile imponibile, l’entità economica effettua i calcoli e le rettifiche necessari per passare dall’utile contabile all’utile imponibile. Articolo 10 – Lingua e unità monetaria dei libri contabili e dei bilanci I registri contabili sono tenuti in lingua albanese e gli importi sono espressi nella valuta funzionale, indipendentemente dal fatto che questa sia la stessa o diversa dalla valuta di presentazione. I bilanci sono presentati in albanese e gli importi sono espressi esclusivamente nella valuta di presentazione, che è l’unità monetaria nazionale (leka). Se l’entità intrattiene rapporti commerciali o riceve donazioni da entità economiche estere, il che significa che dispone di documenti in lingua straniera che attestano i suoi rapporti con tali entità, tali documenti devono essere tradotti in albanese. La contabilità, ovvero la registrazione delle operazioni nei registri contabili, viene effettuata in uno dei due modi seguenti: – nell’unità monetaria nazionale o in un’unità monetaria estera, quando quest’ultima è la valuta funzionale; nel caso in cui i registri siano tenuti nella valuta estera in quanto questa costituisce la valuta funzionale, alla fine del periodo di riferimento le informazioni vengono convertite nella valuta di presentazione, l’unità monetaria nazionale, in conformità con i requisiti dei principi contabili (gli IFRS – IFRS 12, pag. 30 o i SIC – SIC 21, pag. 39). Secondo gli IFRS, i risultati e la situazione patrimoniale-finanziaria di un’entità economica, la cui valuta funzionale non sia la valuta di un’economia iperinflazionata, devono essere convertiti¹ in una valuta di presentazione diversa seguendo le procedure di seguito indicate: (a) le attività e le passività di ciascun prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria presentato (ovvero, compresi gli importi comparativi) devono essere convertite utilizzando il tasso di cambio di chiusura alla data di tale prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria; (b) i ricavi e i costi di qualsiasi conto economico e di altre componenti del risultato complessivo (compresi gli importi comparativi) devono essere convertiti al tasso di cambio alla data dell’operazione; e (c) tutte le differenze derivanti dalla conversione saranno rilevate nel prospetto del risultato complessivo. – in unità monetarie estere, convertendole nell’unità monetaria nazionale o nella valuta funzionale, qualora la valuta funzionale sia diversa dall’unità monetaria nazionale e dalla valuta estera; in questo caso l’entità economica registra ciascuna operazione in valuta estera nella valuta nazionale o nella valuta funzionale applicando il tasso di cambio a data di transazione tra la valuta nazionale/funzionale e la valuta estera. Nella corretta applicazione di tale requisito normativo, l’entità economica tiene conto di quanto previsto dai principi contabili (IAS 12, pag. 11 o IFRS 21, pag. 21) per la rendicontazione delle operazioni in valuta estera nella valuta funzionale. I bilanci possono essere presentati con cifre arrotondate, a condizione che non si verifichi alcuna perdita di informazioni che possa influire sugli utenti di tali bilanci.Articolo 12 sul bilancio consolidato
Capitolo III Componenti del bilancio
Articolo 12 – Bilancio consolidato Al punto 3 del presente articolo si stabilisce che l’unità economica capogruppo e tutte le unità da essa controllate debbano essere incluse nel consolidamento, indipendentemente dal luogo in cui operano le unità controllate o dall’ubicazione delle loro sedi. Inoltre, nello IAS 9, alle pagine 33–43 (2015), e nell’IFRS 10, a pagina 33, il principio è lo stesso, ovvero che i principi contabili non prevedono alcun caso in cui un’entità controllata possa essere esclusa dal consolidamento nel bilancio della capogruppo. Nel frattempo, nella direttiva contabile dell’UE, Dir. 34/2013, l’articolo 23, paragrafo 9, lettera c), prevede l’esenzione delle imprese madri dall’obbligo di consolidare le controllate che operano in giurisdizioni in cui sussistono restrizioni sostanziali e di lungo periodo sui diritti relativi ai beni o alla loro gestione. Tale requisito della direttiva è stato preso in considerazione nella modifica apportata allo IAS 9, adottata con decreto n. 28 del 30 gennaio 2019 del ministro responsabile delle finanze. Articolo 13 Elementi costitutivi del bilancio Le entità economiche classificate come „piccole„ redigono la situazione patrimoniale-finanziaria, il conto economico e le note esplicative al bilancio. Per la redazione di tali prospetti, le piccole entità economiche fanno riferimento agli IFRS per le piccole entità (IFRS per le piccole entità). Nel caso in cui l’entità economica, classificata come piccola, sia un’entità di interesse pubblico tenuta ad applicare gli IFRS o che scelga volontariamente di applicarli, allora per la redazione del proprio bilancio fa riferimento a tali principi. Le entità economiche classificate come „medie„, “grandi” e “di interesse pubblico”, oltre ai prospetti richiesti al paragrafo 1 del presente articolo, redigono anche il prospetto del risultato complessivo, il rendiconto finanziario e il prospetto delle variazioni del patrimonio netto. A seconda dei principi applicati (nazionali o internazionali), vengono redatti e presentati i bilanci annuali. Le entità economiche classificate come “micro” redigono il prospetto sintetico della situazione patrimoniale-finanziaria e il prospetto sintetico dei ricavi e dei costi in conformità ai requisiti dell’IFRS 15. «Sulla contabilità e la rendicontazione per le micro-entità», come modificato (2019). Tali prospetti sono inoltre accompagnati dalle relative note esplicative. In riferimento all’IFRS per le microentità, paragrafo 5, le microentità con un fatturato annuo fino a 5 milioni di lekë sono esentate dall’obbligo di redigere il bilancio annuale in conformità ai requisiti del presente principio. Tali microentità si attengono alle disposizioni della normativa fiscale applicabile per i propri adempimenti. Qualora un’entità economica, in virtù dei criteri, sia classificata come microentità ma sia una holding finanziaria, non applica l’IFRS 15 ma è disciplinata dalla normativa vigente per gli istituti finanziari non bancari. Entità economiche senza scopo di lucro (NPE), definite nella presente legge come entità economiche che non hanno lo scopo di realizzare profitti dalle proprie attività da distribuire agli investitori nel proprio patrimonio netto, redigono lo stato patrimoniale, il conto economico, il rendiconto finanziario e le note integrative a tali prospetti. Con riferimento al paragrafo 26 dello SKK per le OJF, le OJF il cui patrimonio o reddito superi i 5 milioni di lekë applicano la contabilità per competenza e redigono tutti i bilanci in conformità al presente paragrafo del presente Principio, mentre le OJF- quelle che non soddisfano tale criterio applicano la contabilità di cassa e redigono solo il rendiconto finanziario, corredato da note esplicative relative al tipo di attività o servizi che forniscono. Articolo 14 Rettifiche speciali al prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria Punto 1 – Secondo gli IFRS, le spese di sviluppo, se non fanno parte del costo di un’altra attività che soddisfa i criteri di iscrizione, sono contabilizzate come spese nel periodo in cui sono sostenute. Ai sensi degli IFRS, invece, tali spese, se soddisfano i criteri di cui ai paragrafi da 54 a 62 dello IAS 38, sono trattate come una voce dell’attivo. Quando i costi di sviluppo sono inclusi tra le attività, l’entità economica, nel decidere in merito alla distribuzione degli utili, tiene conto del fatto che tale elemento patrimoniale sia stato o meno completamente ammortizzato. Se tale elemento patrimoniale non è stato completamente ammortizzato, la distribuzione degli utili viene effettuata fino all’importo per cui la quota residua degli utili portati a nuovo, sommata alle riserve, eguaglia il costo non ammortizzato di tale attività (Dir. 34/2013, articolo 12, paragrafo 11, terzo comma). Esempio L’unità economica A ha rilevato nel luglio 20X1 un’attività immateriale (costi di sviluppo) pari a 1,8 milioni di lek, in conformità con i requisiti dell’IFRS 38. Nel bilancio relativo all’esercizio 20X1 non figurano riserve né utili portati a nuovo da esercizi precedenti. L’entità economica ha deciso di ammortizzare l’attività su un periodo di dieci anni con il metodo lineare. Negli anni 20X1 e 20X5 gli utili dell’entità economica sono stati rispettivamente di 4, 5, 3, 3 e 2 milioni di lek. L’aliquota fiscale è del 15%. La politica dei dividendi è stata quella di distribuire l’intero utile. Come sono state calcolate le distribuzioni e le riserve per gli anni 20X1 e 20X5? Nota! Per questo esempio, si ipotizza che l’utile contabile e quello fiscale siano uguali. Calcolo dell’ammortamento dell’attività immateriale (costi di sviluppo) per gli anni 20X1 e 20X5 N. Saldo iniziale Ammortamento Saldo finale 1 1.800.000 90.000 1.710.000 2 1.710.000,180.000 1.530.000 3 1.530.000,180.000 1.350.000 4 1.350.000,180.000 1.170.000 5 1.170.000,180.000,990.000 Distribuzioni e riserve per gli esercizi 20X1, 20X5 N. Utile ante imposte Imposte Utile netto distribuibile Costi di sviluppo (AAJM) non ancora ammortizzati Dividendo Calcolo dell’utile distribuibile (dividendo pagato) 0 1 2=1*15% 3=1-2 4 5 6 1 4.000.000,600.000 3.400.000 1.710.000 1.690.000 1.690.000 = 3.400.000 -1.710.000 2 5.000.000 750.000 4.250.000 1.530.000 4.430.000 4.430.000 = 1.710.000 + 4.250.000, 1.530.000 3 3.000.000 450.000 2.550.000 1.350.000 2.730.000 2.730.000 = 1.530.000 + 2.550.000, 1.350.000 4 3.000.000 450.000 2.550.000 1.170.000 2.730.000 2.730.000 = 1.350.000 + 2.550.000, 1.170.000 5 2.000.000, 300.000 1.700.000, 990.000 1.880.000 1.880.000 = 1.170.000 + 1.700.000, 900.000 Utile netto realizzato in 5 anni: 14.145.000 (3.400.000 + 4.250.000 + 2.550.000 + 2.550.000 + 1.700.000) Dividendi distribuiti (cumulativi) nell’arco di 5 anni: 13.460.000 (1.690.000 + 4.430.000 + 2.730.000 + 2.730.000 + 1.880.000) Differenza tra l’utile netto e i dividendi distribuiti nel quinquennio: 990.000 (14.450.000 – 13.460.000). Tale differenza è pari al valore residuo dei costi di sviluppo (AAJM) alla fine del quinto anno (990.000 lekë). Punto 2 – Nei casi in cui l’entità economica detenga partecipazioni in capitale proprio e utilizzi il metodo del patrimonio netto per la loro rilevazione e valutazione, è probabile che il provento rilevato nel conto economico derivante dalla partecipazione sia superiore al dividendo ricevuto o a quello"da ricevere dalla partecipazione. Nei casi in cui il provento rilevato come interesse derivante dalla partecipazione superi l’importo del dividendo ricevuto o da ricevere, la differenza viene accreditata alle riserve, ovvero non viene distribuita agli azionisti. Esempio L’unità economica A detiene partecipazioni nel capitale dell’unità economica B, per un importo di 35%. L’unità A ha scelto il metodo del patrimonio netto per la valutazione delle proprie partecipazioni. Per l’esercizio 20X1, l’unità economica B ha registrato un utile di 200.000 lek. L’unità economica A effettua la rettifica contabile rilevando nel proprio conto economico un provento da partecipazioni pari a 35% dell’utile riportato dall’unità economica B, ovvero 70.000 lek. Il dividendo ricevuto dall’unità economica A dalle proprie partecipazioni nell’unità economica B ammonta a 40.000 lek, ovvero un importo inferiore al provento che tale unità ha rilevato come utile da partecipazioni. La differenza di 30.000 lekë sarà trasferita alle riserve. Pertanto, nel PASH sarà riportato un ricavo derivante dalla partecipazione azionaria per un importo di 40.000 lekë e la parte restante, pari a 30.000 lekë, sarà riportata tra gli altri utili e perdite non di bilancio. Un altro esempio a supporto dell’applicazione del paragrafo 2 dell’articolo 14 è riportato nell’Allegato 2 del presente commento. Articolo 15: Prospetto delle attività e delle passività Le entità economiche, almeno una volta nel corso del periodo di riferimento (principalmente alla sua conclusione), verificano l’esistenza e il valore delle proprie attività, passività e patrimonio netto. L’inventario delle attività materiali viene effettuato non solo mediante il loro conteggio, ma anche confrontando le giacenze fisiche con le registrazioni contabili, che sono state documentate nei relativi registri contabili. Nel contempo, l’inventario delle attività e delle passività non fisiche viene effettuato verificandone l’esistenza tramite conferme da parte delle parti coinvolte o con altri mezzi ritenuti appropriati dalla direzione dell’unità economica. La valutazione delle voci dell’attivo, del passivo e del patrimonio netto viene effettuata in conformità con i requisiti dei principi contabili e di rendicontazione finanziaria nazionali o internazionali. Al fine di standardizzare le procedure di verifica dell’esistenza e di valutazione delle voci dell’attivo, del passivo e del patrimonio netto, la KKK ha redatto il regolamento sull’inventario. La responsabilità di attenersi alle procedure di inventario spetta all’organo di gestione, di cui fanno parte tutti i capi dipartimento, compreso il responsabile del dipartimento contabile. Nelle unità economiche in cui i servizi contabili sono forniti da persone fisiche o giuridiche autorizzate nell’ambito di un contratto di prestazione di servizi, le responsabilità sono stabilite nel contratto tra le parti. Nota! 1. L’organo esecutivo è l’organo incaricato della gestione/amministrazione della società, a seconda della forma giuridica della stessa; 2. Per «organi di governo» si intendono gli organi responsabili della gestione/amministrazione della società o che detengono poteri decisionali a beneficio della stessa, a seconda della forma giuridica o dell’organizzazione della società. Spesso l’organo di governo può coincidere con l’organo esecutivo; 3. L’organo di controllo è l’organo incaricato della supervisione delle attività della società. Articolo 16 – Note esplicative Nei bilanci redatti in conformità all’IFRS 2, nonché ai requisiti stabiliti dai Principi contabili internazionali, le voci di bilancio sono presentate in un ordine specifico, accompagnate dai numeri delle categorie principali e delle relative sottocategorie. In linea con tale disposizione delle voci di bilancio, sono organizzate anche le note esplicative relative a tali voci. Tutte le unità economiche, indipendentemente dalla loro classificazione, devono indicare nelle note esplicative il numero medio di dipendenti nel corso del periodo di riferimento. Per le entità economiche a scopo di lucro, la fornitura di tali informazioni serve, tra l’altro, anche ai fini del monitoraggio dei bilanci, poiché il numero dei dipendenti è uno dei tre criteri per la classificazione delle entità. La classificazione dell’entità determina i principi contabili e di rendicontazione finanziaria applicabili, salvo nel caso in cui l’entità economica sia un’entità di interesse pubblico. Le entità economiche a scopo di lucro, escluse quelle micro e piccole (a meno che queste ultime non siano entità di interesse pubblico), devono presentare nelle note esplicative al bilancio, oltre a quanto richiesto dai principi contabili e di rendicontazione finanziaria, le seguenti informazioni: 1) se la fornitura di tali informazioni non comportasse l’identificazione della situazione finanziaria di un membro specifico di tali organi, l’entità deve indicare: a) l’importo delle remunerazioni corrisposte ai membri degli organi esecutivi, di gestione e di vigilanza per il periodo di riferimento, indicando l’importo totale corrisposto a ciascuno di tali organi; b) eventuali impegni assunti dall’unità economica in materia di pensioni a favore di ex membri di tali organi; 2) Per quanto riguarda i dipendenti, l’unità economica fornisce tali informazioni specificando: a) il numero medio di dipendenti, presentato suddiviso per categorie di dipendenti; b) i costi del personale nel periodo di riferimento, presentati suddivisi in stipendi, oneri previdenziali e oneri pensionistici (nei casi in cui il conto economico sia redatto secondo il metodo funzionale, ovvero i costi del personale non siano presentati separatamente nel conto economico relativo al periodo di riferimento). 3) la denominazione e l’indirizzo di ciascuna delle imprese in cui l’impresa, direttamente o tramite una persona che agisce per suo conto, detiene una partecipazione, indicando la percentuale del capitale detenuto, l’ammontare del capitale e delle riserve e l’utile o la perdita dell’ultimo periodo di riferimento di detta unità economica per il quale il bilancio è stato approvato. Si presume che la detenzione di una quota del capitale di un’altra unità economica costituisca una partecipazione quando supera la soglia del 20 per cento. Quanto sopra non si applica all’unità economica capogruppo nei casi in cui: i) l’entità in cui l’entità capogruppo detiene una partecipazione sia inclusa nel bilancio consolidato dell’entità capogruppo o nel bilancio consolidato di un gruppo più ampio di entità; ii) tale partecipazione sia stata contabilizzata dall’impresa capogruppo nel proprio bilancio d’esercizio; c) l’esistenza di eventuali certificati di partecipazione, debiti convertibili, diritti di acquisto di azioni, opzioni o titoli o diritti simili, indicandone il numero e i diritti che conferiscono; d) la denominazione, la sede legale e la forma giuridica di ciascuna delle imprese in cui l’entità economica è socio accomandatario; dd) la denominazione e la sede legale dell’impresa che redige il bilancio consolidato del gruppo più ampio di imprese, al quale l’impresa appartiene in qualità di impresa controllata; e) la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo di entità economiche, al quale l’entità economica appartiene in qualità di entità controllata, che è incluso, inoltre, nel gruppo di entità economiche di cui al paragrafo (dh) del presente punto; e) la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo di entità economiche a cui l’entità economica appartiene in qualità di entità controllata, che è inclusa, Le entità economiche di medie e grandi dimensioni e quelle di interesse pubblico, oltre ai requisiti previsti dai punti 2 e 3 del presente articolo o dai principi contabili, devono inoltre: (a) per le entità economiche di medie e grandi dimensioni e per quelle di interesse pubblico, la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo di entità economiche a cui l’entità economica appartiene in qualità di entità controllata, che è inclusa, (b) per le entità economiche di medie e grandi dimensioni e per quelle di interesse pubblico, la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo di entità economiche a cui l’entità economica appartiene in qualità di entità controllata, che è inclusa, (c) per le entità economiche di medie e grandi dimensioni e per quelle di interesse pubblico, la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo di entità economiche a cui l’entità economica appartiene in qualità di entità controllata, che è inclusa, (d) per le entità economiche di medie e grandi dimensioni e per quelle di interesse pubblico, la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo di entità economiche a cui l’entità economica appartiene in qualità di entità controllata, che è inclusa, (e) per le entità economiche di medie e grandi dimensioni e per quelle di interesse pubblico, la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo di entità economiche a cui l’entità economica appartiene in qualità di entità controllata, che è inclusa, (f) per le entità economiche di medie e grandi dimensioni e per quelle di interesse pubblico, la denominazione e la sede legale dell’entità economica che redige il bilancio consolidato del gruppo più piccolo Le entità di medie e grandi dimensioni e quelle di interesse pubblico, oltre ai requisiti previsti dai paragrafi 2 e 3 del presente articolo o dai principi contabili applicabili, devono presentare nelle note esplicative l’importo complessivo degli onorari per il periodo di riferimento, addebitati da ciascun revisore legale o da ciascuna società di revisione a titolo della revisione legale del bilancio d’esercizio, nonché l’importo complessivo degli onorari addebitati da ciascun revisore legale o da ciascuna società di revisione per servizi di attestazione, per servizi di consulenza fiscale e per altri servizi non di revisione. Articolo 17 Relazione sullo stato di avanzamento delle attività L'obbligo di redigere la relazione sulla gestione e le altre relazioni integrative è illustrato schematicamente come segue: Relazione sulla performance Relazione non finanziaria Relazione sulla governance Enti di interesse pubblico √ √ (oltre 500 dipendenti) √ (escluse le piccole e medie imprese) Grandi imprese √ √ (oltre 500 dipendenti) √ Medie imprese √ Piccole imprese – (a condizione che forniscano informazioni sull’acquisto delle proprie azioni nelle note esplicative) – – Microentità – – – Entità senza scopo di lucro √ – – 3. Sono esenti dall’obbligo di redigere un rendiconto delle attività: a) le microentità; b) le piccole unità economiche, a condizione che forniscano nelle note esplicative i dati relativi all’acquisto delle proprie azioni; c) le unità economiche senza scopo di lucro, per le quali l’importo delle attività e dei ricavi nel bilancio non superi il valore di 30 milioni di lekë. Articolo 21 – Rendicontazione dei pagamenti effettuati a favore delle istituzioni statali Il presente articolo prevede che siano tenute a redigere e pubblicare una relazione annuale sui pagamenti effettuati a favore delle istituzioni statali: 1. tutte le grandi unità economiche; e 2. quelle unità economiche di interesse pubblico che operano nel settore estrattivo o nello sfruttamento del legname forestale. Tale relazione deve essere presentata insieme alle altre relazioni previste dalle disposizioni della presente legge. Un’entità di interesse pubblico economicamente rilevante, attiva nel settore estrattivo o nello sfruttamento del legname, è considerata un’entità di grande rilevanza economica, indipendentemente dal proprio fatturato, dal proprio patrimonio o dal numero medio di dipendenti nel periodo di riferimento. La relazione deve presentare, sia in forma aggregata che dettagliata, per ciascuna tipologia di pagamento effettuato a favore delle istituzioni statali, come previsto dall’articolo 21, punto 4, lettera b). Articolo 22 – Deposito e pubblicazione dei bilanci Tutte le entità economiche a scopo di lucro sono tenute a presentare alla QBK, in conformità con la normativa vigente, i propri bilanci e le altre relazioni (come previsto dalla legge), entro e non oltre il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento del bilancio. Le entità economiche di medie e grandi dimensioni di interesse pubblico sono tenute a pubblicare, entro sette mesi dalla chiusura dell’esercizio successivo, i propri bilanci e le relazioni di accompagnamento (come previsto dalla legge) sui propri siti web ufficiali. Le entità economiche controllanti presentano alla QKB e pubblicano sui propri siti web ufficiali i bilanci consolidati, accompagnati dalle relazioni consolidate, ai sensi degli articoli 17, 18 e 19 della presente legge. Le entità economiche senza scopo di lucro (NPO) presentano i propri bilanci alle autorità fiscali entro i termini previsti dalla legge “Sulle procedure fiscali nella Repubblica di Albania”. Nei casi in cui il totale delle attività e delle entrate nei bilanci superi i 30 milioni di lekë, le OJ devono pubblicare i propri bilanci sul proprio sito web ufficiale entro e non oltre il 31 luglio dell’anno successivo a quello di riferimento del bilancio. Le ONG pubblicano sul proprio sito web, insieme al bilancio, la relazione sulla gestione, il cui modello è redatto dal KKK. Appendice 1 Esempio: conversione del bilancio nella valuta di presentazione L’unità economica ABC è stata costituita il 1° gennaio 20X0. La sua valuta funzionale è l’euro. Poiché i suoi proprietari intendono aumentare il proprio indebitamento presso una banca con sede in un paese estero, redigono il bilancio nella valuta del paese in cui opera tale banca, ovvero il dollaro statunitense. I bilanci dell’unità economica relativi agli esercizi 20X0 e 20X1, redatti nella valuta funzionale, l’euro, sono i seguenti: Situazione patrimoniale-finanziaria al 31 dicembre 20X0 Descrizione 20X1 20X0 Euro Euro Disponibilità liquide e mezzi equivalenti 494 200 Crediti 300 200 Rimanenze 150 250 Terreni, fabbricati, macchinari e attrezzature 840 870 Totale attivo 1.784 1.520 Debiti commerciali 160 100 Accantonamenti per imposte 99 126 259 226 Capitale sociale 1.000 1.000 Utili portati a nuovo 525 294 1.525 1.294 Totale passività e patrimonio netto 1.784 1.520 Prospetto del risultato complessivo al 31 dicembre 20X0 Descrizione 20X1 Euro 20X0 Euro Ricavi 700 800 Costo dei beni venduti (200) (250) Utile lordo 500 550 Costi di distribuzione (90) (80) Spese amministrative (80) (50) Utile ante imposte 330 420 Oneri fiscali (99) (126) Utile netto 231 294 Rendiconto finanziario al 31 dicembre 20X0 Descrizione 20X1 Euro 20X0 Euro Flussi di cassa derivanti dall’attività operativa Incassi da clienti 600 600 Pagamenti a fornitori e dipendenti (180) (500) Flussi di cassa generati dall’attività operativa 420 100 Imposte sul reddito pagate (126) – Flussi di cassa netti dall’attività operativa 294 100 Flussi di cassa dall’attività di investimento Importo pagato per l’acquisizione di un IAS – (900) Nessun flusso di cassa derivante dall’attività di finanziamento Aumento (diminuzione) netto delle disponibilità liquide e mezzi equivalenti 294 (800) Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all’inizio del periodo 200 1.000 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti alla fine del periodo 494 200 Prospetto delle variazioni del patrimonio netto al 31 dicembre 20X0 Descrizione Capitale sociale Utili portati a nuovo Totale Euro Euro Saldo al 1° gennaio 20X0 1.000 – 1.000 Utile dell’esercizio 20X0 294 294 Saldo al 31 dicembre 20X0 1.000.294 1.294 Utile dell’esercizio 20X1 231 231 Saldo al 31 dicembre 20X1 1.000.525 1.525 Informazioni aggiuntive: I tassi di cambio a pronti sono stati i seguenti: Data Tasso 1° gennaio 20X0 1 euro = 2 USD 31 dicembre 20X0 1 euro = 1,95 USD 31 dicembre 20X1 1 euro = 2,1 USD Tasso medio 20X0 1 euro = 2,11 USD Tasso medio 20X1: 1 euro = 1,79 USD Alla data del pagamento dell’imposta sul reddito: 1 euro = 2,05 USD Alla data di acquisto e pagamento di AAM: 1 euro = 1,9 USD Attività nette di apertura, 1° gennaio 20X0 = 1.000 euro Per semplicità, si utilizza lo stesso tasso medio per la conversione dei conti economici e dei rendiconti finanziari consolidati (escluse le imposte sul reddito pagate e l’importo pagato per l’acquisizione dell’AAM). Richiesta: Convertire i bilanci 20X0 e 20X1 dell’entità economica ABC dalla valuta funzionale, l’euro, alla valuta di presentazione, il dollaro statunitense (USD). Risposta, Conversione del prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria nella valuta di presentazione Descrizione della voce Euro USD Tasso Euro USD Tasso 20X1 20X0 Immobilizzazioni 840 2,1 1.764.870 1,95 1.696.500 Rimanenze 150 2,1 315 250 1,95 487,5 Crediti 300 2,1 630 200 1,95 390 Disponibilità liquide 494 2,1 1.037,4 200 1,95 390 Totale attivo 1.784 3.746,4 1.520 2.964,0 Debiti 160 2,1 336 100 1,95 195 Accantonamenti per imposte 99 2,1 207,9 126 1,95 245,7 Totale passivo 259 543,9 226 440,7 Capitale sociale 1.000 2 2.000 1.000 2 2.000 Riserva per differenze di conversione n/d 169 n/d (97) Utili portati a nuovo 525 1.033,8 294 2,11 620,3 Totale patrimonio netto 1.525 3.202,5 1.294 2.523,3 Totale passività e patrimonio netto 1.784 3.746,4 1.520 2.964 Conversione nella valuta di presentazione del conto economico complessivo Descrizione della voce Euro USD Tasso Euro USD Tasso 20X1 20X0 Ricavi 700 1,79 1.253.800 2,11 1.688 Costo del venduto (200) 1,79 (358) (250) 2,11 (528) Utile lordo 500 895 550 1.161 Costi di distribuzione (90) 1,79 (161,1) (80) 2,11 (168,8) Spese amministrative (80) 1,79 (143,2) (50) 2,11 (105,5) Utile ante imposte 330 590,7 420 886,2 Oneri fiscali (99) (177,2) (126) (265,9) Utile netto 231 413,5 294 620,3 Altre componenti del risultato complessivo Differenze di conversione valutaria n/d 265,7 n/d (97) Totale reddito complessivo 231 679,2 294 523,3 Riconciliazione delle differenze di conversione valutaria Descrizione 20X1 20X0 Euro Euro Ricalcolo del patrimonio netto dal tasso di apertura al tasso di chiusura del bilancio Patrimonio netto all’apertura convertito al tasso di chiusura 2.523,3 2.000 Patrimonio netto iniziale convertito al tasso di chiusura 2.717,4 1.950 Differenza (194,1) 50 Conversione dell’utile dal tasso medio al tasso di chiusura Utile convertito al tasso medio 413,5 620,3 Utile convertito al tasso di chiusura 485,1 573,3 Differenza (71,6) 47 Totale differenze di cambio (265,7) 97 Conversione nel rendiconto finanziario delle voci monetarie nella valuta di presentazione del bilancio Descrizione della voce Euro USD Tasso Euro USD Tasso 20X1 20X0 Flusso di cassa dalle attività operative Incassi da clienti 600 1,79 1.074.600 2,11 1.266 Pagamenti a fornitori e dipendenti (180) 1,79 (322,2) (500) 2,11 (1.055) Flussi di cassa generati dalle attività operative 420 751,8 100 211 Imposte sul reddito pagate (126) 2,05 (258,3) Flussi di cassa netti da attività operative 294 493,5 100 211,0 Flussi di cassa da attività di investimento Cassa versata per l’acquisizione di un AAM (900) 1,9 (1.710) Flussi di cassa netti da attività di investimento (900) (1.710) Flussi di cassa dalle attività di finanziamento Emissione di azioni 1.000 2 2.000 Flussi di cassa netti dalle attività di finanziamento 1.000 2.000 Aumento (diminuzione) netto di disponibilità liquide o mezzi equivalenti 294 494 200 501 Disponibilità liquide e mezzi equivalenti all’inizio del periodo 200 1,95 390 Perdite non realizzate da variazioni dei tassi di cambio, in disponibilità liquide o mezzi equivalenti n/d 153,9 n/d (111) MM e loro equivalenti alla fine del periodo 494 2,1 1.037,4 200 1,95 390 Capitale sociale Riserva per differenze di cambio Utili portati a nuovo Totale USD USD USD USD Saldo al 1° gennaio 20X0 2.000 2.000 Risultato complessivo 20X0 (97) 620,3 523,3 Saldo al 31 dicembre 20X0 2.000 (97) 620,3 2.523,3 Risultato complessivo 20X1 265,7 413,5 679,2 Saldo al 31 dicembre 20X1 2.000.168,7 1.033,8 3.202,5 Allegato 2, di cui all'articolo 14, punto 2 Si ipotizza che l’unità economica A detenga una partecipazione azionaria nel capitale dell’unità economica B pari a 25%. Il capitale dell’unità B è valutato a 20.000 €. Pertanto, la partecipazione iniziale è pari a 5.000 € (20.000 × 25%). L’entità A classifica questa voce tra le partecipazioni azionarie. I singoli stati patrimoniali delle entità A e B al 31 dicembre 20X0 Entità A Entità B Euro Euro Attività correnti 50.000 0 Investimenti finanziari (presso B) 5.000 0 AAM 60.000 20.000 Totale attivo 115.000 20.000 Debiti 75.000 0 Capitale e riserve 40.000 20.000 Capitale sociale 24.000 20.000 Riserva 0 0 Utili portati a nuovo 16.000 0 Totale passivo e patrimonio netto 115.000 20.000 Dati di apertura del conto economico delle unità aziendali A e B per l’anno 20X1 Unità aziendale A Euro Unità aziendale B Euro Ricavi delle vendite 100.000 40.000 Costo del venduto 80.000 28.000 Proventi da partecipazioni 3.000 0 Utile netto 23.000 12.000 Dati iniziali relativi al conto economico delle unità aziendali A e B nell’anno 20X2 Unità aziendale A Euro Unità aziendale B Euro Ricavi delle vendite 120.000 50.000 Costo del venduto 100.000 30.000 Proventi da partecipazioni valutate con il metodo del patrimonio netto 5.000 0 Utile netto 25.000 20.000 Anno 20X1 – Unità economica A Alla chiusura dell’anno 20X1, l’unità economica A rettifica il valore della propria partecipazione finanziaria in B in base alla percentuale dell’utile di B. (Tale adeguamento può essere effettuato facendo riferimento al bilancio pubblicato dell’Entità B, oppure al verbale dell’assemblea degli azionisti dell’Entità B in cui è stato approvato il bilancio, oppure ad altri mezzi di comunicazione concordati tra le Parti A e B). Supponendo che i bilanci dell’Unità economica B siano pubblicati prima di quelli dell’Unità economica A, quest’ultima effettua l’adeguamento nell’anno successivo, ma tale adeguamento incide sui bilanci del 20X1. 1) Rettifica della partecipazione nel bilancio dell’unità economica A in base alla percentuale dell’utile dichiarato dall’unità economica B D Partecipazioni 3.000 (12.000 * 25%) K Proventi da partecipazioni 3.000 2) Nel corso dell’anno 20X1, l’entità A non riceve dividendi dalla propria partecipazione nell’entità B, pertanto il provento rilevato dalle partecipazioni sarà iscritto dall’entità A come riserva e non sarà disponibile per la distribuzione agli azionisti. D Utile non distribuito 3.000 K Riserva 3.000 Conto economico dell’unità economica A al 31 dicembre 20X1 Descrizione delle voci Euro Ricavi delle vendite 100.000 Costo del venduto 80.000 Utile lordo 20.000 Proventi da joint venture 3.000 Utile netto 23.000 Prospetto della situazione patrimoniale-finanziaria dell’unità economica A al 20X1 dicembre Euro Attività correnti 70.000 Investimenti finanziari (5.000 + 3.000) 8.000 Passività correnti 60.000 Totale attivo 138.000 Debiti 75.000 Capitale e riserve 63.000 Capitale sociale 24.000 Riserva 3.000 Utili portati a nuovo (16.000 + 23.000, 3.000) 36.000 Totale passivo e patrimonio netto 138.000 Pertanto, gli utili portati a nuovo dell’entità aziendale A per l’anno 20X1 sono costituiti dagli utili portati a nuovo da esercizi precedenti pari a 16.000 €, più l’utile dell’esercizio corrente pari a 23.000 € e meno l’importo destinato alle riserve pari a 3.000 €, rappresentato dalla differenza tra i proventi da partecipazioni e i dividendi ricevuti da tali partecipazioni. Anno 20X2, Unità economica A Si ipotizzi che nel luglio 20X2 l’unità economica B abbia dichiarato dividendi pari a 60% dell’utile dichiarato per il 20X1. Dai calcoli risulta che il dividendo da distribuire da parte dell’unità economica B ammonterà a 7.200 € (12.000 × 60%). Il dividendo dichiarato è stato pagato per intero da B nel 20X2 e l’unità economica effettua la seguente registrazione contabile per il dividendo ricevuto: 3) Rilevazione dei dividendi derivanti dalla partecipazione in una joint venture, dichiarati per l’esercizio 20X1 per un importo di 1.800 € (7.200 * 25%) sulla base del verbale dell’assemblea dei soci dell’unità economica B. D Altri crediti 1.800 K Partecipazioni finanziarie 1.800 4) Registrazione dei dividendi ricevuti D Disponibilità liquide 1.800 K Altri crediti 1.800 5) Riduzione delle riserve per l’importo del dividendo ricevuto D Riserve 1.800 K Utile non distribuito 1.800 Il valore della partecipazione finanziaria verrà quindi rettificato in base all’utile realizzato nel 20X2 dall’unità economica B. Ipotizziamo la stessa situazione: l’unità economica B pubblica il proprio bilancio prima che venga pubblicato quello dell’unità economica A, pertanto A registra le operazioni relative alla partecipazione nel proprio bilancio dell’esercizio 20X2. 6) Il valore della partecipazione viene rettificato in base alla percentuale dell’utile dell’unità economica B nel 20X2 (20.000 * 25%) D Partecipazioni finanziarie 5.000 K Proventi da partecipazioni 5.000 7) Poiché i dividendi non sono ancora stati incassati, tale importo viene accreditato alle riserve nel bilancio di situazione patrimoniale. D Utile non distribuito (20X2) 5.000 K Riserva 5.000 Pertanto, il valore della partecipazione al 31.12.20X2 sarà pari a 11.200 euro (5.000 + 3.000, 1.800 + 5.000) e la riserva sarà pari a 6.200 € (3.000, 1.800 + 5.000). Conto economico dell’unità aziendale A per dicembre 20X2 Unità aziendale A Euro Ricavi delle vendite 120.000 Costo del venduto 100.000 Utile lordo 20.000 Proventi da partecipazioni 5.000 Utile netto 25.000 Situazione patrimoniale-finanziaria dell’unità economica A al 31 dicembre 20X2 Euro Attività correnti 91.800 Investimenti finanziari (5.000 + 3.000) 11.200 Utili portati a nuovo 60.000 Totale patrimonio netto 163.000 Debiti 75.000 Capitale e riserve 88.000 Capitale sociale 24.000 Riserve 6.200 Utili non distribuiti (36.000 + 25.000 + 1.800, 5.000) 57.800 Totale passivo 163.000 Fonte: Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti.Ogni volta che si verifica un cambiamento fiscale o finanziario che riguarda la tua attività, ti avvisiamo immediatamente via e-mail fornendoti una spiegazione chiara.
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