
L’accisa è l’imposta che si distingue da tutte le altre, poiché non è gestita dall’amministrazione fiscale. È disciplinata dalla legge n. 61/2012, applicata dalla Direzione Generale delle Dogane e non dichiarata tramite e-Filing; pertanto, un debito in sospeso non compare nella dichiarazione fiscale ma blocca lo svincolo della spedizione successiva.
Questa pagina illustra il funzionamento dell’accisa, le categorie di prodotti soggette a tale imposta, il funzionamento del deposito fiscale e il regime di sospensione, per poi passare alla rendita mineraria e alle attività di gioco d’azzardo, che costituiscono due ulteriori imposte soggette a un regime amministrativo distinto. Le aliquote specifiche sono stabilite nella normativa pertinente al proprio caso.
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L’accisa è un’imposta sul consumo di determinate categorie di prodotti, calcolata in base alla quantità del prodotto piuttosto che al suo valore di mercato. L’obbligo fiscale sorge quando il prodotto viene fabbricato sul territorio nazionale o importato, e l’imposta diventa esigibile quando il prodotto viene immesso al consumo nel territorio della Repubblica di Albania.
L'amministrazione è affidata alla Direzione Generale delle Dogane, che tiene il registro dei contribuenti soggetti alle accise, autorizza i depositi e controlla la circolazione dei prodotti. Questa separazione comporta conseguenze dirette, poiché i termini, i moduli e il sistema di pagamento sono diversi da quelli previsti per le imposte.
Accise e obblighi fiscali
| La questione | Accisa | IVA e imposta sulle società |
|---|---|---|
| L'atto fondamentale | Legge n. 61 del 2012 | Leggi n. 92 del 2014 e n. 29 del 2023 |
| Istituzione | Direzione Generale delle Dogane | Direzione delle imposte |
| Il fondamento dell'obbligo | Quantità di prodotto per unità | Valore della transazione |
| Dove viene monitorata la situazione? | Nel sistema doganale | Nel sistema di deposito elettronico |
| La conseguenza di un obbligo non adempiuto | Lo sdoganamento successivo è bloccato | Misure coercitive di riscossione |
Questa tabella spiega perché le accise richiedono un monitoraggio particolare. Un’azienda che si limita a verificare la propria situazione fiscale pensa che sia tutto a posto, mentre la spedizione successiva viene bloccata in dogana a causa di un debito che non era stato rilevato sullo schermo.
La legge sulle accise disciplina determinati gruppi di prodotti, elencati in base ai codici della Nomenclatura Combinata. Nella prassi commerciale albanese, tali prodotti sono suddivisi in cinque famiglie.
✔ Prodotti energetici, ovvero petrolio, benzina, gas e lubrificanti
✔ Tabacco e prodotti del tabacco, compresi i prodotti a tabacco riscaldato e i liquidi per sigarette elettroniche
✔ Alcol e bevande alcoliche, birra, vino e distillati
✔ Bevande rinfrescanti ed energizzanti, secondo le categorie indicate nella legge.
✔ Altri gruppi espressamente definiti dalla legge, quali gli imballaggi e i sacchetti in plastica
La classificazione tariffaria è l’aspetto che dà origine al maggior numero di controversie. Lo stesso prodotto, con la stessa descrizione commerciale, può rientrare in due codici diversi, ed è proprio il codice a determinare se sia dovuta l’accisa e a quale aliquota.
È necessario verificare l'elenco completo dei prodotti e le aliquote delle accise per prodotto e per unità. Tali dati sono riportati nella legge n. 61/2012, e successive modifiche, nel relativo allegato e negli atti di attuazione della Direzione Generale delle Dogane.
La logica dell'accisa si basa su un unico principio: l'imposta segue il prodotto e diventa esigibile solo quando il prodotto viene immesso al consumo. Questo principio viene attuato attraverso il deposito fiscale.
Un deposito fiscale è un locale autorizzato dalle autorità doganali in cui le merci soggette ad accisa vengono prodotte, lavorate o immagazzinate senza che sia stata versata l'accisa. Il soggetto che lo gestisce, denominato "depositario autorizzato", tiene un registro delle quantità, comunica i movimenti e, di norma, garantisce l'adempimento di eventuali obblighi fiscali mediante una fideiussione.
Il prodotto può essere trasferito da un deposito fiscale a un altro senza che venga pagata l'accisa, poiché l'obbligo di pagamento rimane sospeso fino al momento dell'immissione in consumo del prodotto. Il vantaggio in termini di liquidità è significativo, poiché il capitale non rimane immobilizzato nelle scorte; a tal fine, tuttavia, è necessario un rigoroso sistema di rendicontazione e controllo.
Per un'azienda che importa beni soggetti ad accisa senza essere un deposito doganale autorizzato, l'accisa è dovuta al momento dello sdoganamento. In questo caso, essa viene immediatamente addebitata al costo delle scorte, pertanto il margine di vendita deve essere calcolato sul costo comprensivo dell'accisa, e non sul prezzo del fornitore.
L'accisa è una voce di costo nell'importazione, pertanto rientra nella base su cui viene calcolata l'IVA alla frontiera. L'effetto è duplice, poiché l'accisa aumenta il costo delle merci e, al contempo, fa aumentare l'IVA pagata all'importazione.
Per un'impresa che detrae l'IVA, il secondo effetto è temporaneo, poiché l'IVA all'importazione viene detraita nella dichiarazione fiscale del periodo. L'accisa, al contrario, rimane un costo permanente e viene trasferita al cliente esclusivamente attraverso il prezzo.
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La royalty mineraria è un'imposta sul valore del minerale estratto e venduto, prevista dalla Legge n. 9975/2008, come attuata dal Decreto governativo n. 7/2012. Non viene calcolata sull'utile, pertanto è dovuta anche quando l'attività mineraria chiude l'esercizio in perdita.
La base è rappresentata dal valore del minerale, determinato dai prezzi di riferimento piuttosto che dal prezzo contrattuale. I prezzi di riferimento sono fissati con delibera della Commissione AD-HOC, e questo è l'elemento che subisce le variazioni più frequenti nel corso dell'anno.
Per le entità operanti nel settore minerario e degli idrocarburi sussiste inoltre un secondo obbligo derivante dalla legge sull’imposta sul reddito. Ai sensi dell’articolo 55 della legge n. 29/2023, un cambiamento di proprietà, sia esso indiretto o diretto, superiore a 20% costituisce un fatto imponibile; la notifica deve essere effettuata entro 45 giorni e l’obbligo di notifica sorge a seguito di un cambiamento di proprietà pari a 10%.
Per le attività relative agli idrocarburi si applica il regime speciale previsto dalla Legge n. 153/2020 e dall’Istruzione n. 6/2022. Tale regime prevede norme specifiche in materia di costi riconosciuti e di calcolo delle passività e, pertanto, non può essere interpretato secondo la logica commerciale ordinaria.
Le aliquote della rendita mineraria per gruppi di minerali sono riportate nell’allegato alla legge n. 9975/2008 e nel decreto governativo n. 7/2012, unitamente all’ultima decisione della Commissione ad hoc sui prezzi di riferimento.
Le attività di gioco d’azzardo sono disciplinate dalla legge n. 155/2015, modificata dalla legge n. 18/2024, e sono soggette ad autorizzazione e vigilanza da parte dell’autorità competente in materia. Oltre agli obblighi relativi alla licenza, vi sono due aspetti fiscali che si applicano anche alle persone fisiche.
In primo luogo, le vincite derivanti dal gioco d’azzardo sono tassate al 15%, ai sensi dell’articolo 60 della legge n. 29/2023, nel capitolo relativo alle successioni, alle donazioni e al gioco d’azzardo.
In secondo luogo, i pagamenti relativi ai giochi d’azzardo sono soggetti a ritenuta alla fonte ai sensi dell’articolo 58, con l’aliquota del 15% prevista dall’articolo 59. L’operatore provvede alla ritenuta e alla dichiarazione dell’imposta, mentre il vincitore riceve l’importo al netto.
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Quando un’azienda commercia in prodotti soggetti ad accisa, non è sufficiente limitarsi a verificare la situazione fiscale. Il lavoro di routine richiede diverse fasi prestabilite.
✔ Verifica lo stato dei tuoi obblighi nel sistema doganale prima di ogni nuova spedizione.
✔ Verificare la classificazione tariffaria del prodotto prima dell'importazione, poiché il codice determina l'accisa.
✔ Conservate la documentazione relativa ai movimenti e alle quantità, poiché il controllo doganale parte proprio dai registri.
✔ Registrare l’accisa pagata nel costo delle rimanenze, non come costo del periodo.
✔ Verificare le aliquote dopo ogni pacchetto fiscale, poiché l’allegato relativo alle accise è spesso soggetto a modifiche.
I dazi doganali devono essere indicati nella dichiarazione elettronica, anche se non compaiono, e vengono rilevati solo quando lo sdoganamento viene bloccato.
L'accisa pagata all'importazione non è inclusa nei costi di magazzino e il margine risulta distorto.
La classificazione tariffaria viene ricavata dalla fattura del fornitore estero, senza verificare la corrispondenza del codice con la nomenclatura albanese.
L'azienda ritiene che il deposito fiscale elimini il dazio, mentre in realtà lo sospende semplicemente fino a quando il prodotto non viene immesso al consumo.
La rendita mineraria viene calcolata in base al prezzo contrattuale, facendo riferimento alla decisione della Commissione ad hoc.
I cambiamenti di proprietà relativi alle società operanti nel settore minerario e degli idrocarburi non vengono comunicati entro 45 giorni.
L'operatore di giochi d'azzardo versa al vincitore la vincita lorda e dimentica di trattenere l'imposta alla fonte.
Le aliquote delle accise sono tratte da pagine web obsolete, mentre l’allegato è stato modificato dal pacchetto fiscale.
La Direzione Generale delle Dogane, ai sensi della Legge n. 61/2012. L'accisa non viene dichiarata tramite e-Filing e non figura nella posizione fiscale dell'impresa.
Prodotti energetici, tabacco, alcolici, bevande indicate nella legge e altre categorie espressamente definite, identificate tramite codici di nomenclatura. L'elenco completo è riportato nell'allegato alla legge n. 61/2012.
Un deposito doganale autorizzato in cui le merci soggette ad accisa vengono prodotte, lavorate o immagazzinate senza che sia stata pagata l'accisa. L'obbligo di pagamento rimane sospeso fino al momento dello svincolo delle merci per il consumo.
Al momento dello sdoganamento, qualora non si disponga dello status di depositario autorizzato, l’accisa viene immediatamente addebitata ai costi di magazzino e inclusa nel calcolo del margine.
Secondo la prassi consolidata, sì, poiché l’accisa costituisce un elemento di costo nell’importazione. La disposizione esatta della legge n. 92/2014 relativa al valore imponibile all’importazione viene verificata prima della pubblicazione.
Per quanto riguarda il valore del minerale, ai sensi della Legge n. 9975/2008 e del Decreto governativo n. 7/2012, si fa riferimento ai prezzi di riferimento stabiliti con le decisioni della Commissione ad hoc, anziché al prezzo contrattuale.
Sì. Ai sensi dell’articolo 55 della legge n. 29/2023, la notifica deve essere effettuata entro 45 giorni e l’obbligo di notifica sorge a partire da una variazione della quota di partecipazione pari a 10%, mentre qualsiasi variazione superiore a 20% costituisce un fatto generatore di imposta.
15%, ai sensi dell'articolo 60 della legge n. 29/2023. L'operatore effettua la ritenuta alla fonte, in conformità agli articoli 58 e 59, e il vincitore riceve l'importo al netto.
Poiché si applicano agli allegati interessati da quasi tutti i pacchetti fiscali, un’aliquota non aggiornata comporta calcoli errati. Nel tuo caso specifico, l’aliquota applicabile è ricavata dal testo ufficiale e recante la data.
Legge n. 61/2012 “Sulle accise nella Repubblica di Albania”, e successive modifiche, di competenza della Direzione Generale delle Dogane, unitamente all’allegato relativo ai prodotti e alle norme doganali di attuazione.
Legge n. 9975 del 28 luglio 2008 “Sulle imposte nazionali”, e successive modifiche, relativa alla royalty mineraria
Decreto governativo n. 7 del 4 gennaio 2012 relativo al canone minerario, unitamente alle decisioni della Commissione ad hoc sui prezzi di riferimento.
Legge n. 153/2020 e Direttiva n. 6/2022 in materia di attività relative agli idrocarburi
Legge n. 155/2015 “sul gioco d’azzardo”, modificata dalla Legge n. 18/2024
Legge n. 29/2023 “sull’imposta sul reddito”, e successive modifiche, articoli 55, 58, 59 e 60
AlProfit Consult si occupa inoltre degli adempimenti doganali che non figurano nell'e-Filing, verifica la classificazione dei prodotti prima dell'importazione e registra le accise nel costo di magazzino corrispondente, nell'ambito dell'abbonamento mensile.
