
I tirocinanti non costituiscono una categoria a sé stante nel Codice del lavoro. La legge riconosce solo due status: la formazione professionale e il rapporto di lavoro. Quando un tirocinante svolge un’attività lavorativa effettiva nell’ambito delle disposizioni e delle direttive dell’organizzazione, il rapporto è da considerarsi di lavoro ai sensi dell’articolo 12, indipendentemente dalla sua denominazione. L’unica eccezione alla retribuzione è quella prevista dall’articolo 111, comma 3, per la formazione professionale duale.
Questa pagina illustra quando un incarico rimane tale, quando si trasforma in un rapporto di lavoro, quali documenti sono necessari e quali obblighi si applicano in ogni caso.
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La differenza non sta nella durata né nell'età. Sta nello scopo e nei benefici.
| Elemento | Esercitazioni di allenamento | Rapporto di lavoro |
|---|---|---|
| Obiettivo | Imparare il mestiere dal tirocinante | Conclusione dei lavori relativi alla materia |
| Il vantaggio principale | All'stagista | I datori di lavoro |
| Supervisione | Orientamento didattico e valutazione | Disposizioni relative all'esercizio delle funzioni |
| Compiti | Osservazione ed esercizio, in linea con il programma. | Attività produttive sul posto di lavoro |
| Sostituzione | Non sostituisce un posto di lavoro. | Svolge il lavoro che farebbe un dipendente. |
Quando il tirocinante svolge le stesse mansioni di un dipendente e l’ente ne trae beneficio, il rapporto è di lavoro subordinato. L’articolo 12 consente espressamente di determinare la vera natura del rapporto sulla base dei fatti.
Nota: il test più semplice è questo. Se lo stagista se ne va domani e devi trovare qualcun altro che svolga il suo lavoro, allora non era uno stagista. Era un dipendente senza contratto.
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Il Codice contiene un'unica disposizione che riguarda direttamente questo argomento, ovvero l'articolo 111, comma 3.
In base a tale disposizione, il Consiglio dei Ministri può fissare una retribuzione inferiore al salario minimo nazionale nei casi di formazione sul posto di lavoro nell'ambito del sistema duale di istruzione e formazione professionale.
Da ciò derivano due conclusioni pratiche. La prima è che una retribuzione inferiore al salario minimo è consentita solo in quel caso specifico e solo in conformità alle norme stabilite con decisione del Consiglio dei Ministri. In secondo luogo, al di fuori di tale caso si applica l’articolo 111, paragrafo 1, in base al quale la retribuzione non può essere inferiore al salario minimo fissato con decisione del Consiglio dei ministri.
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Per i minorenni, le regole sono più severe e si applicano anche quando l’attività viene definita “allenamento”.
L'articolo 98, paragrafo 6, chiude la questione. Le disposizioni speciali relative ai minori di 18 anni si applicano a qualsiasi rapporto giuridico volto a garantire un impiego o un'attività lavorativa in qualsiasi professione. La denominazione "tirocinio" non costituisce un'eccezione.
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A prescindere da come si definisca tale rapporto, alcuni obblighi derivano semplicemente dalla presenza della persona sul posto di lavoro.
Questi non sono facoltativi e non dipendono dall’esistenza di un pagamento o di un contratto di lavoro.
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Una pratica ben documentata tutela il soggetto proprio perché dimostra che non si trattava di lavoro dissimulato.
1. Il contratto di tirocinio, comprensivo dell’obiettivo formativo, della durata e del programma di formazione.
2. Il programma di tirocinio, incentrato sugli argomenti e sulle competenze da acquisire, non su attività produttive.
3. Il nome del mentore o del supervisore che lo guida e lo valuta.
4. Attestato delle ore di frequenza, in particolare se il tirocinante ha meno di 18 anni.
5. Attestato di partecipazione al corso di formazione sulla sicurezza e di qualifica, firmato.
6. Una valutazione o un attestato al termine del percorso, che ne certifichi il carattere formativo.
Quando questi elementi vengono a mancare e rimangono solo l’orario e i compiti, ciò che resta è solo la forma del lavoro.
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Le conseguenze sono le stesse di qualsiasi riclassificazione e vengono calcolate per l'intero periodo.
| Voce | Cosa nasce? | Articolo |
|---|---|---|
| Stipendio | Non inferiore all'attuale salario minimo. | 111, punto 1 |
| Contratto scritto | Con tutti gli elementi obbligatori | 21, terzo comma |
| Vacanze | Proporzionale alle ore lavorate | 92, punto 3 |
| Componenti aggiuntivi | Per gli straordinari, il lavoro notturno e i giorni festivi | 81, 87, 91 |
| Contributi | Per il periodo appena trascorso, ai sensi della normativa fiscale | Al di fuori del codice |
| Periodo di ricerca | Tre anni dalla nascita della destra | 203, punto 1 |
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Dipende dalla natura dell’attività. Quando svolgono un’attività lavorativa effettiva nell’ambito dell’organizzazione e secondo le direttive dell’ente, il rapporto è da considerarsi di lavoro subordinato ai sensi dell’articolo 12, indipendentemente dalla denominazione.
Quando si tratta di un rapporto di lavoro, sì, e non inferiore al salario minimo. La retribuzione minima è consentita solo nel caso previsto dall’articolo 111, comma 3, relativo alla formazione professionale duale.
Non più di sei ore al giorno, ai sensi dell’articolo 78, paragrafo 3, e nessun lavoro notturno ai sensi dell’articolo 101.
Per un tirocinio è necessario stipulare un accordo di tirocinio con un programma di formazione. Quando il rapporto è di lavoro subordinato, è necessario un contratto di lavoro che contenga gli elementi di cui all’articolo 21.
Sì. Le misure relative all’informazione, alla formazione e alla protezione si applicano a tutti i lavoratori sul luogo di lavoro, ai sensi degli articoli 40, 42 e 43.
Il Codice non prevede un limite di tempo. Più le mansioni sono di lunga durata e produttive, maggiore è il rischio che vengano considerate come un rapporto di lavoro.
No. La copertura di un posto vacante è uno dei segni più evidenti che si tratti di un rapporto di lavoro.
Entro tre anni dalla nascita del diritto, ai sensi dell’articolo 203, paragrafo 1.
Un tirocinio di sei mesi che comporta le mansioni di una posizione a tutti gli effetti non è un vero e proprio tirocinio, e ciò risulta evidente proprio quando il tirocinante lascia l’incarico e richiede un compenso per il periodo svolto. In qualità di economisti esterni, distinguiamo chiaramente il tirocinio formativo dal rapporto di lavoro e documentiamo correttamente ciascuno di essi, nell’ambito dell’abbonamento mensile.
