Ritenute sullo stipendio

Cosa consente e cosa vieta l'articolo 117

Un dipendente che controlla le trattenute sullo stipendio riportate sulla busta paga mensile.

Le trattenute sullo stipendio sono limitate dalla legge. Senza il consenso del dipendente, il datore di lavoro può trattenere solo l’imposta sul reddito e i contributi previdenziali e assistenziali. Le quote sindacali richiedono un'autorizzazione scritta, che può essere revocata in qualsiasi momento. Sono vietate le multe, ad eccezione di quelle previste dal contratto collettivo, e nessuna trattenuta può intaccare la parte inviolabile della retribuzione.

Questa pagina illustra cosa è consentito conservare, cosa è vietato, come vengono gestiti i danni causati dal dipendente e cosa deve essere documentato.

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Ritenute sullo stipendio consentite dalla legge

L'articolo 117 del Codice del lavoro suddivide la questione in due punti brevi e concisi.

FidelizzazioneCondizioneArticolo
Imposta sul reddito da lavoro dipendenteObbligo di legge, senza consenso117, punto 1
Contributi previdenziali e sanitariObbligo di legge, senza consenso117, punto 1
Periodi di conservazione previsti dal contrattoQuando derivano dalla legge, dalla normativa secondaria o da un contratto.117, punto 1
Quote sindacaliSolo previa autorizzazione scritta e revocabile.117, punto 2
Il deposito versato in precedenzaDetratto il giorno di paga116, punto 3

Al di fuori di tale elenco, qualsiasi conservazione dei dati richiede una base giuridica specifica, un provvedimento giudiziario o il consenso scritto esplicito del dipendente.

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Ritenute salariali vietate

Il codice considera invalide alcune pratiche, sebbene queste siano ancora diffuse sul campo.

  • È vietato l'imposizione di sanzioni pecuniarie da parte del datore di lavoro, ad eccezione di quelle previste dal contratto collettivo, ai sensi dell'articolo 122, comma 3.
  • Gli accordi che prevedono l'utilizzo delle retribuzioni a vantaggio del datore di lavoro sono nulli ai sensi dell'articolo 122, comma 4.
  • La costituzione in garanzia dei futuri stipendi non è valida, salvo che ai fini dell’esecuzione di una sentenza del tribunale, ai sensi dell’articolo 122, comma 1.
  • I contratti che prevedono il rimborso delle spese nell'ambito della retribuzione sono nulli, ai sensi dell'articolo 126, comma 3.
  • I contratti che impongono ai dipendenti di sostenere le spese di lavoro non sono validi, ai sensi dell'articolo 126, comma 4.
  • La rinuncia alla retribuzione durante il rapporto di lavoro o entro un mese dalla sua cessazione è nulla, ai sensi dell’articolo 121, comma 2.

Attenzione: i ritardi, le chiamate private o i danni a un dispositivo non costituiscono motivo valido per trattenere somme dallo stipendio. Tali casi vengono gestiti mediante misure disciplinari previste dal regolamento interno, non tramite detrazioni dalla busta paga. Qualsiasi detrazione ingiustificata dovrà essere interamente rimborsata e, se rilevata nel corso di una verifica, sarà considerata una detrazione illegittima.

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Quando un dipendente provoca un danno

È proprio in questo caso che si commettono più spesso degli errori, perché in realtà esiste una responsabilità, ma questa non viene adempiuta tramite trattenute dallo stipendio.

La responsabilità esiste, ma a determinate condizioni.

L'articolo 27 riconosce la responsabilità del lavoratore per i danni causati intenzionalmente o per negligenza. Lo stesso articolo stabilisce inoltre chiari limiti. I danni intrinsecamente connessi allo svolgimento del lavoro sono a carico del datore di lavoro. Il tribunale può esonerare il lavoratore, in tutto o in parte, qualora questi abbia agito con colpa lieve, qualora anche il datore di lavoro abbia commesso un errore nell’organizzazione e nella supervisione del lavoro, oppure qualora il risarcimento integrale non possa essere coperto dalla retribuzione del lavoratore.

Il risarcimento deve avere dei limiti.

L'articolo 122, comma 2, consente al datore di lavoro di compensare la retribuzione del lavoratore con un debito da questi contratto, ma solo a condizione che non venga intaccata la parte inviolabile della retribuzione. L'unica eccezione riguarda i debiti derivanti da danni causati intenzionalmente, che vengono compensati senza alcuna limitazione.

In pratica, ciò significa che un credito contestato non viene detratto unilateralmente dallo stipendio mensile. Esso viene infatti accettato per iscritto dal dipendente oppure portato avanti in sede giudiziaria.

Lo stipendio intoccabile, il limite che non va superato.

L'articolo 123 impone un limite a tutte le trattenute. La retribuzione è considerata inviolabile nella misura necessaria al sostentamento del lavoratore e della sua famiglia.

Il tribunale stabilisce la soglia caso per caso, tenendo conto delle spese per il vitto, l’affitto e l’abbigliamento, nonché degli obblighi fiscali e dei contributi. Qualora il tribunale non valuti tutti questi elementi, il salario inviolabile è pari a il salario minimo nazionale.

Ogni trattenuta deve figurare sulla busta paga.

L'articolo 118, comma 1, punto 1, impone al datore di lavoro di mettere a disposizione del lavoratore, prima o immediatamente dopo il pagamento, un prospetto che riporti tutte le componenti della retribuzione, le indennità percepite e le eventuali trattenute effettuate.

L'articolo 119 disciplina tale materia. Per ogni retribuzione viene fornito un calcolo che indica l'importo, le basi di calcolo qualora queste varino e tutte le relative detrazioni. Qualora la retribuzione non sia stata calcolata tempestivamente, il dipendente ha il diritto di richiedere tali informazioni e, se del caso, di consultare la documentazione pertinente.

Le retribuzioni vengono corrisposte esclusivamente tramite il sistema bancario, ai sensi dell’articolo 118, comma 1. Ciò significa che ogni trattenuta lascia una doppia traccia: sul cedolino e nel bonifico. Nel report è possibile visualizzare rapidamente la relazione tra retribuzione lorda, trattenute e importo netto. Calcolatore dello stipendio.

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Quando lo stipendio viene pagato in ritardo

L'articolo 116 prevede il pagamento ogni due settimane qualora la retribuzione sia calcolata su base oraria, giornaliera o settimanale, e alla fine di ogni mese qualora sia calcolata su base mensile, salvo diverso accordo scritto.

L'articolo 120 stabilisce le conseguenze. In caso di ritardo nel pagamento, l'interesse annuale non potrà essere inferiore al 10 per cento dell'importo dovuto e, in ogni caso, non potrà essere inferiore al 150 per cento del tasso di inflazione registrato durante il periodo di ritardo.

Ritenute sullo stipendio, modello di autorizzazione

Il presente modello è stato redatto da AlProfit Consult per i casi in cui la legge richieda un consenso scritto, come nel caso delle quote sindacali o di un importo accettato volontariamente dal dipendente.

Autorizzazione alla trattenuta sullo stipendio

Io, il sottoscritto, nome e cognome, in qualità di [posizione lavorativa], presso la società [nome della società], NUI/S,

Autorizzo il datore di lavoro a trattenere dalla mia retribuzione mensile l'importo di LEK (in cifre e per esteso) a tale scopo, a partire dal mese mese dell'anno e fino al mese mese dell'anno.

Dichiaro di essere stato informato che la presente autorizzazione è concessa volontariamente, che posso revocarla in qualsiasi momento mediante comunicazione scritta al datore di lavoro e che la revoca avrà effetto a partire dalla busta paga del mese successivo.

Dichiaro inoltre che tale trattenuta non sostituisce né comprende l’imposta sul reddito e i contributi obbligatori.

Luogo e data
Firma del dipendente
Firma del datore di lavoro

L'autorizzazione viene conservata nel fascicolo del dipendente e l'importo viene indicato separatamente sulla busta paga.

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Quando le trattenute sullo stipendio diventano illegali

L'articolo 202, comma 2, del Codice comprende anche gli articoli 116 e 119. Pertanto, il pagamento irregolare delle retribuzioni e la mancata consegna al dipendente di un prospetto di calcolo sono punibili con una multa fino a 30 volte il salario minimo mensile, ovvero fino a 1.500.000 LEK, con un salario minimo di 50.000 LEK.

Per quanto riguarda gli articoli 117, 122 e 123, l’articolo 202 non prevede una sanzione pecuniaria diretta. La conseguenza in tali casi è di natura civile. L’importo trattenuto illegittimamente viene restituito per intero, la clausola in questione è nulla ab initio e il termine di prescrizione per la presentazione di un ricorso è di tre anni ai sensi dell’articolo 203.

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Errori riscontrati nelle trattenute salariali

  • Vengono inflitte sanzioni pecuniarie in caso di ritardi o comportamenti scorretti, sebbene l’articolo 122 le vieti al di fuori del contratto collettivo.
  • Il costo dei danni causati a un dispositivo viene detratto direttamente dallo stipendio, senza consenso scritto e senza un’ordinanza del tribunale.
  • Le quote sindacali non possono essere riscosse senza l'autorizzazione scritta del dipendente.
  • Il deposito viene detratto per intero in un mese e lo stipendio scende al di sotto del salario di sussistenza.
  • Le trattenute non figurano affatto sulla busta paga, quindi non vengono verificate nemmeno dal datore di lavoro.
  • Le spese di lavoro, come il carburante o gli attrezzi, sono considerate parte dello stipendio.
  • Lo stipendio viene pagato in contanti, quindi nessuna trattenuta risulta registrata in banca.

Ogni ritenuta incide anche sulla dichiarazione, poiché la base contributiva rimane lo stipendio lordo e non l'importo netto corrisposto. Ciò deve essere riportato con precisione nella dichiarazione. Dichiarazione mensile dei dipendenti e delle retribuzioni.

Domande frequenti sulle trattenute salariali

Cosa può trattenere il datore di lavoro senza il consenso del dipendente?

Solo l’imposta sul reddito e i contributi previdenziali e sanitari, nonché le ritenute espressamente previste dalla legge, dai regolamenti o dal contratto, ai sensi dell’articolo 117, comma 1.

Posso infliggere una multa per i ritardi nel lavoro?

No. L’articolo 122, comma 3, vieta l’applicazione di multe da parte del datore di lavoro, ad eccezione di quelle previste dal contratto collettivo. I ritardi sono oggetto di provvedimenti disciplinari.

Il dipendente ha danneggiato un dispositivo. Devo detrarne il costo dalla sua busta paga?

Non direttamente. La responsabilità sussiste ai sensi dell’articolo 27, ma il risarcimento sotto forma di stipendio è consentito solo nei limiti previsti dall’articolo 122 e senza intaccare la parte dello stipendio non pignorabile. Deve essere accettato per iscritto oppure richiesto in sede giudiziaria.

Che cos’è lo “stipendio intoccabile”?

La parte della retribuzione del lavoratore necessaria al suo sostentamento e a quello della sua famiglia. Il tribunale stabilisce la soglia e, qualora non sia in grado di determinarla, essa viene equiparata al salario minimo nazionale.

Le trattenute sullo stipendio devono essere indicate sulla busta paga?

Sì. Gli articoli 118, paragrafo 1, punto 1, e 119 prevedono che il dipendente riceva un prospetto in cui siano indicati tutti gli elementi della retribuzione, le indennità e le detrazioni.

È possibile detrarre un acconto già versato?

Sì. L'articolo 116, paragrafo 3, consente la detrazione degli anticipi alla data del pagamento, a condizione che non superino il limite dello stipendio non vincolato.

A quanto ammonta la sanzione per il ritardo nel pagamento dello stipendio?

L'interesse annuale non è inferiore al 10 per cento dell'importo residuo e, in ogni caso, non è inferiore al 150 per cento del tasso di inflazione del periodo, ai sensi dell'articolo 120.

Entro quale termine è possibile impugnare una detenzione illegittima?

Entro tre anni dalla data in cui sorge il diritto, ai sensi dell’articolo 203 del Codice del lavoro.

Base giuridica

Una sanzione inflitta per un ritardo può sembrare esigua al momento dell’applicazione, ma si tratta di una trattenuta illegittima che viene interamente recuperata e, in sede di verifica, viene controllata per ogni dipendente e per ogni mese di arretrato. In qualità di economisti esterni, esaminiamo ogni trattenuta prima che venga inserita nel libro paga e la riportiamo chiaramente sulla busta paga come parte del canone mensile.

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