
Si considera straordinario qualsiasi ora lavorata oltre le otto ore giornaliere o le quaranta ore settimanali. Il ricorso agli straordinari non è facoltativo, poiché il Codice del Lavoro ne limita la durata contrattuale, ne vieta l’effettuazione oltre le cinquanta ore settimanali e, in casi urgenti, ne subordina l’effettuazione all’autorizzazione dell’Ispettorato. Il lavoro notturno, dalle 22:00 alle 6:00, è soggetto a norme specifiche e a restrizioni particolari per alcune categorie di lavoratori.
Questa pagina spiega in quali casi può essere richiesto il lavoro fuori orario, quali sono i limiti, chi è esente dal lavoro notturno e come tale lavoro venga compensato con periodi di riposo anziché con una retribuzione.
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L'articolo 88 definisce come straordinario qualsiasi ora di lavoro prestata oltre l'orario di lavoro giornaliero normale o l'orario di lavoro settimanale massimo.
La soglia è quindi duplice: otto ore al giorno ai sensi dell’articolo 78 e quaranta ore alla settimana ai sensi dell’articolo 83. È sufficiente superare una delle due.
| Regola | Indice | Articolo |
|---|---|---|
| Soglia giornaliera | Oltre 8 ore | settantotto e ottantotto |
| La soglia settimanale | Oltre 40 ore | ottantatre e ottantotto |
| Limite della domanda | Non sono richieste più di 50 ore lavorative alla settimana. | 90/2 |
| Massimo | Da stabilire nel contratto collettivo o individuale. | 90/1 |
| Casi di emergenza | Autorizzazione da parte dell'Ispettorato del lavoro | 90/4 |
| Pagamento | Non meno di 25% e 50% durante i giorni di riposo settimanali o nei giorni festivi. | 91 |
L'articolo 90, paragrafo 1, prevede che il numero massimo di ore di straordinario sia specificato nel contratto collettivo o nel contratto individuale di lavoro. Se nessuno dei due contiene una disposizione in tal senso, il datore di lavoro non ha alcun fondamento su cui basare la richiesta.
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Il codice impone tre vincoli che operano congiuntamente.
L'articolo 90, comma 2, lo stabilisce chiaramente: non è possibile richiedere al dipendente di prestare ore settimanali aggiuntive una volta che questi abbia lavorato 50 ore alla settimana.
Si tratta di un divieto relativo alla richiesta, non al lavoro stesso. Il dipendente può acconsentire, ma il datore di lavoro non può imporglielo.
L'articolo 90, comma 4, attribuisce tale competenza all'Ispettorato del lavoro. Per il lavoro al di fuori dell'orario normale in casi di forza maggiore o di urgenza, l'autorizzazione è rilasciata da quest'ultimo.
Si tratta di un servizio speciale che deve essere richiesto in anticipo, non dopo il completamento del lavoro.
L'articolo 84 consente al Consiglio dei Ministri di stabilire un orario di lavoro settimanale ridotto per i lavori gravosi o nocivi per la salute. Nei casi in cui ciò si applichi, la soglia per le ore di straordinario viene ridotta in linea con l'orario di lavoro normale.
L'articolo 91, paragrafo 2, lo consente, ma a due condizioni imprescindibili.
Il riposo deve essere di almeno il 25 per cento più lungo delle ore lavorate. Quattro ore di servizio danno diritto al lavoratore ad almeno cinque ore di riposo.
Il pagamento deve essere effettuato entro due mesi dalla data di completamento dei lavori. Trascorso tale termine, il diritto al pagamento decade.
Il risarcimento richiede un accordo con il dipendente. Non può essere imposto unilateralmente dal datore di lavoro.
Un dipendente effettua sei ore di straordinario durante la settimana. Il datore di lavoro propone di compensarle con un permesso e il dipendente accetta per iscritto. Il permesso deve avere una durata di almeno sette ore e mezza e deve essere fruito entro due mesi. Se vengono concesse solo sei ore, o se il permesso viene concesso nel quarto mese, la compensazione non è valida e le ore devono essere retribuite.
L'articolo 87 si applica quando il lavoro viene svolto in un giorno di riposo settimanale o in un giorno festivo. In tali casi, il riposo compensativo è pari alle ore lavorate più una maggiorazione del 25 per cento e deve essere goduto entro una settimana prima o una settimana dopo.
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L'articolo 80 definisce il lavoro notturno come il lavoro svolto dalle ore 22:00 alle ore 06:00.
La durata del lavoro notturno non deve superare le otto ore consecutive e deve essere immediatamente preceduta o seguita da un periodo di riposo giornaliero di almeno undici ore.
L'articolo 81 stabilisce due livelli che vengono costantemente confusi.
Questi supplementi non presuppongono che l’ora in questione sia un’ora di straordinario. Si applicano anche durante il normale orario di lavoro, a condizione che l’ora ricada all’interno dell’intervallo.
L'articolo 108 prevede una tutela speciale. Il datore di lavoro non può imporre alle donne in stato di gravidanza e alle puerpere di svolgere lavoro notturno fino al compimento del primo anno di età del bambino, qualora ciò possa compromettere la loro sicurezza e salute, come attestato da un certificato medico.
Quando una donna non è più idonea al lavoro notturno ma lo è per quello diurno, viene trasferita a una mansione diurna analoga. Se il trasferimento non è fattibile, riceve le prestazioni previste dalla normativa in materia di previdenza sociale.
Per i lavoratori di età inferiore ai 18 anni, l’orario di lavoro giornaliero non deve superare le sei ore, ai sensi dell’articolo 78, paragrafo 3, e le norme specifiche a loro applicabili sono stabilite con decisione del Consiglio dei Ministri.
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Questo è il passaggio che viene omesso più spesso e che comporta i costi di controllo più elevati.
Le ore di straordinario vengono registrate in un registro mensile, in cui vengono indicati la data, le ore lavorate, il motivo e la modalità di compensazione, sia essa sotto forma di retribuzione o di permessi. Il registro viene firmato dal dipendente e conservato nel suo fascicolo personale.
In assenza di tali prove, un’ispezione non può stabilire né che le ore siano state retribuite né che siano state compensate con permessi entro il termine previsto.
Nota: qualora il contratto non preveda alcun limite alle ore di straordinario e non vi sia alcuna registrazione, la violazione si considera in corso. L'articolo 202, comma 2, sanziona le violazioni degli articoli 90 e 91 con una multa fino a trenta volte il salario minimo mensile, ovvero fino a 1.500.000 lek.
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Qualsiasi ora lavorata in eccesso rispetto all'orario di lavoro giornaliero normale di otto ore o all'orario di lavoro settimanale massimo di quaranta ore, ai sensi dell'articolo 88.
Il limite massimo è specificato nel contratto. In ogni caso, non sono dovute una volta che il dipendente abbia già lavorato 50 ore in quella settimana.
In caso di forza maggiore o di lavori urgenti, l’autorizzazione viene concessa dall’Ispettorato del lavoro ai sensi dell’articolo 90, comma 4.
Dalle ore 22:00 alle ore 06:00, ai sensi dell’articolo 80. Il supplemento per tale periodo non può essere inferiore al 50 per cento.
Sì, non meno del 20 per cento, ai sensi dell’articolo 81. Ciò vale anche quando tale periodo rientra nel normale orario di lavoro.
Sì, previo accordo. Il periodo di ferie deve essere di almeno il 25% superiore alle ore lavorate e deve essere concesso entro due mesi.
Il datore di lavoro non può imporle di farlo qualora ciò sia dannoso per la sua salute, come dimostrato da un certificato medico. In tal caso, le viene assegnato un lavoro diurno.
Almeno 11 ore senza interruzioni, ai sensi dell’articolo 78, comma 4.
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Gli straordinari non registrati e non soggetti a limiti massimi sono considerati un’infrazione continuata e sono punibili con una multa fino a 1.500.000 lek. In qualità di economisti esterni, stabiliamo il limite nel contratto, teniamo un registro mensile delle ore e calcoliamo eventuali straordinari o riposi compensativi entro il periodo concordato, come parte dell’abbonamento mensile.
