Giorno festivo collettivo

Scadenze, promemoria e scadenze

Consultazioni con i rappresentanti dei lavoratori durante una pausa collettiva.

Si ha un licenziamento collettivo quando, nell’arco di 90 giorni, vengono licenziati almeno 10 dipendenti nelle imprese con un organico fino a 100 dipendenti, 15 in quelle con un organico compreso tra 100 e 200 dipendenti e 20 in quelle con più di 200 dipendenti, per motivi non imputabili ai dipendenti stessi. In tal caso, la normale procedura di licenziamento è sostituita da un preavviso, da consultazioni della durata non inferiore a 30 giorni e dalla notifica al ministero competente in materia di occupazione.

Questa pagina illustra quando sorge l'obbligo, quali sono i contenuti della notifica, come si svolgono le consultazioni, quali sono le scadenze e quali sono le conseguenze in caso di mancato rispetto della procedura.

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Quando si verifica un’assenza collettiva dal lavoro

L'articolo 148, paragrafo 1, prevede che siano soddisfatti contemporaneamente tre requisiti: i licenziamenti devono essere avviati dal datore di lavoro, il motivo non deve essere correlato al lavoratore e il numero deve raggiungere la soglia entro 90 giorni.

Dimensioni dell'impresaEntro 90 giorni
Fino a 100 dipendentiAlmeno 10 dipendenti
Da oltre 100 a 200 dipendentiAlmeno 15 dipendenti
Oltre 200 dipendentiAlmeno 20 dipendenti

Le dimissioni collettive non richiedono che le dimissioni avvengano contemporaneamente. Il periodo di 90 giorni è un periodo che passa inosservato. È sufficiente che le dimissioni rientrino nella stessa finestra temporale affinché la soglia sia raggiunta.

Nota: il motivo non deve essere correlato al dipendente. Rientrano in questa categoria la riorganizzazione, la chiusura di un’unità o una diminuzione del volume di lavoro. Le dimissioni per motivi comportamentali o legati alle competenze non vengono conteggiate ai fini del raggiungimento di tale soglia, in quanto sono direttamente correlate alla persona.

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La festa collettiva ha inizio con l'annuncio.

L'articolo 148, paragrafo 2, specifica a chi deve essere indirizzata la notifica e quali elementi deve contenere.

La comunicazione viene inviata per iscritto al sindacato riconosciuto come rappresentante dei lavoratori. Qualora non esista un sindacato di questo tipo, il datore di lavoro ne dà comunicazione ai lavoratori stessi affiggendo la comunicazione in un luogo ben visibile sul luogo di lavoro. Una copia dell’avviso viene trasmessa al ministero competente in materia di lavoro.

  • Motivi di licenziamento.
  • Il numero di dipendenti che saranno licenziati.
  • Il numero di dipendenti normalmente in forza.
  • Il periodo in cui è previsto lo svolgimento di queste festività.

Si tratta di elementi minimi. Un avviso che non includa tutti e quattro non dà avvio al periodo di consultazione.

Consultazioni: non meno di 30 giorni.

L'articolo 148, paragrafo 3, rende la consultazione una fase obbligatoria, non una mera formalità.

Il datore di lavoro avvia consultazioni con il sindacato rappresentativo al fine di raggiungere un accordo. Qualora non si giunga a tale accordo, offre ai dipendenti la possibilità di partecipare alle consultazioni.

Viene definito lo scopo delle consultazioni. Misure volte a evitare o ridurre i licenziamenti collettivi e misure volte ad attenuarne gli effetti. Il termine non deve essere inferiore a 30 giorni dalla data di notifica, a meno che il datore di lavoro stesso non acconsenta a una durata più lunga.

Il ruolo del ministero

Una volta concluse le consultazioni, il datore di lavoro ne dà comunicazione scritta al ministero competente in materia di lavoro e ne invia copia alla parte interessata. Qualora le parti non abbiano raggiunto un accordo, il ministero le assiste nel raggiungimento di un accordo entro 30 giorni dalla suddetta comunicazione.

L'articolo 148, paragrafo 4, si conclude con una frase che dissipa ogni malinteso. Il ministero competente in materia di lavoro non può vietare le festività collettive. Il suo ruolo è di supporto, non di autorizzazione.

Come si svolge il congedo collettivo, dalla notifica alla partenza

È proprio in questo punto che le aziende spesso commettono errori, perché il termine di preavviso individuale non decorre dal momento in cui si pensa.

FaseScadenzaArticolo
Notifica al sindacato o affissione, con copia al ministero.All'inizio del processo148, punto 2
ConsigliNon meno di 30 giorni dalla notifica.148, punto 3
Comunicato del ministero relativo alla conclusione delle consultazioniAl termine delle consultazioni148, punto 4
L'intervento di assistenza del ministero in assenza di un accordoEntro 30 giorni148, punto 4
Notifica individuale ai dipendentiUna volta completate le fasi sopra indicate148, punto 5
Periodo di preavviso in base all'anzianità di servizioDa due settimane a tre mesi143, punto 1

Pertanto, il termine di preavviso individuale decorre solo una volta conclusa la fase collettiva. Qualora non sia stato raggiunto alcun accordo e il ministero intervenga, tale termine decorre dopo il periodo di 30 giorni di cui al paragrafo 4.

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La procedura individuale non trova applicazione.

L'articolo 144, paragrafo 6, esclude esplicitamente la procedura di incontro entro 72 ore nei casi di dimissioni collettive. Ciò non significa che il dipendente rimanga senza alcuna documentazione scritta.

Le motivazioni vengono comunque comunicate per iscritto al dipendente entro i termini previsti dal comma 5 dell’articolo 148. La procedura cambia, ma l’obbligo di motivare la decisione rimane.

Quando le ferie collettive diventano costose

L'articolo 148, comma 6, prevede una delle sanzioni più severe dell'intero Codice per un singolo procedimento.

VoceMessaArticolo
Mancato rispetto della procedura collettivaIndennità pari a un massimo di sei mesi di stipendio148, punto 6
Indennità di preavvisoGrazie ad anni di lavoro143, punto 1
Il premio per l'antichità15 giorni di stipendio per ogni anno completo.145, punto 2
Giorni di ferie non godutiPagamento per i giorni rimanenti94, punto 5

L'indennità relativa ai sei mesi viene aggiunta all'indennità di preavviso o all'indennità per il mancato rispetto di tale periodo di preavviso. Viene calcolata per ciascun dipendente, quindi nel caso di un congedo che coinvolga 15 persone l'importo viene immediatamente moltiplicato.

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Diritto di prelazione in caso di recupero del bene

L'articolo 148, paragrafo 7, prevede un obbligo che permane anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Il datore di lavoro deve dare la preferenza, in caso di riassunzione, ai lavoratori che sono stati licenziati per cause indipendenti dalla loro volontà, qualora si proceda all'assunzione di persone con qualifiche comparabili.

In pratica, ciò significa che l’elenco dei licenziati deve essere conservato e consultato prima di procedere a qualsiasi nuova assunzione per le stesse posizioni. È proprio questo aspetto che viene dimenticato sei mesi dopo, quando l’azienda torna a prosperare.

Ferie collettive, modello di notifica

Il presente modello è stato redatto da AlProfit Consult ai sensi dell'articolo 148, comma 2. Esso riguarda la notifica iniziale, che viene inviata anche al ministero competente in materia di lavoro.

Avviso di assenza collettiva dal lavoro

Da: nome dell'azienda, NUIS, indirizzo
Indirizzato al sindacato di categoria o affisso sul luogo di lavoro.
Invia copia al Ministero competente in materia di lavoro
Data di notifica

1. Motivi di licenziamento
Descrivi le ragioni di natura economica, tecnologica o organizzativa che non riguardano i dipendenti.

2. Il numero di dipendenti che saranno licenziati
Il numero e le posizioni interessate.

3. Il numero di dipendenti normalmente in forza
Il numero totale dei dipendenti dell'ente.

4. Termine previsto per la fruizione del congedo
Il periodo compreso tra una data e l'altra.

Ai sensi dell’articolo 148, comma 3, del Codice del lavoro, vi invitiamo a partecipare alle consultazioni volte a evitare o ridurre i licenziamenti collettivi e ad attenuarne gli effetti. Le consultazioni si svolgeranno per un periodo non inferiore a 30 giorni, a decorrere dalla data del presente avviso.

Firma del rappresentante legale
Data e ora

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Gli errori che riscontriamo nelle ferie collettive

  • Le partenze sono suddivise in piccoli gruppi, ma rientrano tutte nella stessa finestra temporale di 90 giorni e la soglia viene comunque raggiunta.
  • La comunicazione viene inviata esclusivamente ai dipendenti, senza che ne venga inviata copia al ministero competente in materia di lavoro.
  • La comunicazione non riporta né il numero totale dei dipendenti né la durata prevista del congedo.
  • Le consultazioni si chiudono entro dieci giorni, mentre il periodo minimo è di 30 giorni.
  • I dipendenti vengono informati individualmente, poiché la fase collettiva non è ancora stata completata.
  • Si applica la procedura di riunione di 72 ore, che in questo caso non è richiesta.
  • Non viene tenuto un elenco dei licenziati, pertanto non si applica il diritto di prelazione in caso di riassunzione.

Il numero dei dipendenti che figurano nel libro paga varia di momento in momento, pertanto è opportuno verificare la soglia prevista dall’articolo 148 proprio nel luogo in cui viene tenuto il libro paga. Documentazione mensile relativa alle retribuzioni e alle dichiarazioni.

Domande frequenti, ferie collettive

Quante partenze servono per formare una vacanza collettiva?

Almeno 10 dipendenti entro 90 giorni per le imprese con un organico fino a 100 dipendenti, 15 per quelle con un organico compreso tra 100 e 200 dipendenti e 20 per quelle con oltre 200 dipendenti.

Si tengono in considerazione le esclusioni dovute al comportamento o alle capacità?

No. L’articolo 148 prevede che i motivi siano estranei alla persona del dipendente, quali ad esempio una riorganizzazione o una diminuzione del volume di lavoro.

Chi dovrebbe essere informato per primo?

L'organizzazione sindacale rappresentativa o, in sua assenza, i lavoratori stessi mediante un avviso ben visibile. Una copia viene trasmessa al ministero competente in materia di lavoro.

Quanto durano le sedute di consulenza?

Non meno di 30 giorni dalla data di notifica, a meno che il datore di lavoro non acconsenta a un periodo più lungo.

Il ministero può vietare le ferie collettive?

No. L’articolo 148, comma 4, lo afferma esplicitamente. Il Ministero fornisce assistenza per il raggiungimento dell’accordo, ma non vieta le ferie.

Quando ha inizio il periodo di preavviso individuale?

Al termine della fase collettiva e in caso di intervento del Ministero, trascorso il termine di 30 giorni di cui al paragrafo 4. Successivamente, si applicano i termini previsti dall’articolo 143.

Quanto costa il mancato rispetto della procedura?

Un'indennità pari a un massimo di sei mesi di stipendio per ciascun dipendente, oltre alla retribuzione relativa al periodo di preavviso.

Esiste l'obbligo di reintegrare il lavoratore nel posto di lavoro?

Sì. Il datore di lavoro dà la preferenza ai disoccupati nell’assunzione di persone con qualifiche comparabili, ai sensi dell’articolo 148, comma 7.

Base giuridica

La maggior parte delle aziende non si rende conto di aver dato avvio a un licenziamento collettivo, poiché le dimissioni avvengono una alla volta nell’arco di tre mesi e la soglia viene raggiunta senza che ce ne si accorga, mentre per ciascun dipendente viene calcolata un’indennità pari a un massimo di sei mesi di stipendio. In qualità di economisti esterni, monitoriamo il numero di dimissioni nell’arco dei 90 giorni e prepariamo le comunicazioni e le scadenze previste dall’articolo 148 prima che venga raggiunta la soglia, come parte del servizio in abbonamento mensile.

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