
Le ferie annuali non devono essere inferiori a 22 giorni lavorativi nell’anno lavorativo di riferimento. Tale disposizione è stata introdotta dalla Legge n. 91/2024 e ha sostituito la precedente norma delle quattro settimane di calendario. I giorni festivi non sono inclusi nelle ferie annuali e, qualora un giorno festivo cada in un giorno di ferie, il giorno di ferie viene riprogrammato.
Questa pagina illustra come vengono calcolati i giorni, chi stabilisce la data, quando vengono riportati all'anno successivo e quando vengono pagati in contanti.
Leggi anche: Orari, festività e ferie: la guida completa
L'articolo 92, paragrafo 2, stabilisce il limite minimo. La durata delle ferie annuali non deve essere inferiore a 22 giorni lavorativi nell'anno lavorativo di riferimento.
| Regola | Indice | Articolo |
|---|---|---|
| Minimo annuale | Non meno di 22 giorni lavorativi | 92/2 |
| Giorni festivi | Non compreso nelle ferie annuali | 92/2 |
| L'anno incompiuto | Per quanto riguarda la durata della relazione | 92/3 |
| Annuncio della data | Con almeno 30 giorni di anticipo | 93/1 |
| Data di scadenza | Entro la fine del primo trimestre dell'anno successivo. | 93/3 |
| Prescrizione | Tre anni dalla data in cui sorge il diritto. | 93/4 |
L'unità di misura è il giorno lavorativo. I sabati e le domeniche non vengono conteggiati, a meno che non siano giorni lavorativi secondo l'orario di lavoro del dipendente.
La vecchia formulazione basata su quattro settimane di calendario non è più valida. È ancora presente in molti contratti e regolamenti e, nella pratica, prevede un numero di giorni inferiore a quello previsto dalla legge.
L'articolo 92, comma 3, prevede una ripartizione in base all'anzianità di servizio. Un dipendente assunto il 1° luglio ha diritto alla metà, ovvero a 11 giorni lavorativi fino alla fine dell'anno.
I periodi di inabilità temporanea al lavoro sono considerati come giorni lavorativi. Pertanto, il certificato medico non comporta una riduzione dei giorni di ferie annuali.
Leggi anche: I giorni festivi ufficiali e il loro trattamento in busta paga
L'articolo 93, paragrafo 1, attribuisce tale responsabilità al datore di lavoro, ma non in modo incondizionato. Il datore di lavoro stabilisce la data tenendo debitamente conto delle preferenze del dipendente e ne dà comunicazione con almeno 30 giorni di anticipo.
Il periodo di trenta giorni è l'aspetto che viene più spesso trascurato. Un preavviso di una settimana non soddisfa i requisiti di legge.
L'articolo 93, paragrafo 2, prevede un unico caso. Il congedo viene rinviato qualora il dipendente, durante tale periodo, sia stato ricoverato in ospedale o sia rimasto a casa a causa di malattia o infortunio, come attestato da un certificato medico.
Il secondo caso è previsto dall'articolo 92. Quando una festività ufficiale cade in un giorno di ferie annuali retribuite, le ferie annuali vengono posticipate a quel giorno.
L'articolo 93, paragrafo 3, è chiaro. Le ferie annuali devono essere concesse nel corso dell'anno lavorativo o entro la fine del primo trimestre dell'anno successivo.
Pertanto, i giorni del 2026 vengono riportati al 31 marzo 2027. Si tratta dell’unico riporto espressamente previsto dalla legge.
Il punto 4 dello stesso articolo aggiunge un elemento che viene spesso frainteso. Il diritto alle ferie non concesso dal datore di lavoro o non goduto dal lavoratore si estingue per prescrizione entro tre anni dalla data in cui matura.
Ciò non significa che i giorni possano essere accumulati nell’arco di tre anni. Significa invece che il dipendente può richiederli entro tre anni, mentre l’obbligo del datore di lavoro di concederli rimane valido entro il primo trimestre.
Attenzione: l’accumulo dei giorni di ferie di anno in anno costituisce una violazione dell’articolo 93 e non un vantaggio per il dipendente. In caso di ispezione, un dipendente con trenta giorni di ferie non goduti accumulati nell’arco di due anni dimostra che il datore di lavoro non ha concesso le ferie entro il termine previsto.
L'articolo 94 è articolato in sei punti. Quattro di questi rivestono un'importanza pratica.
L'articolo 94, comma 5, lo consente solo in un caso. Le ferie non vengono sostituite con un'indennità, salvo nei casi in cui il rapporto di lavoro sia cessato e il lavoratore non abbia goduto delle ferie a cui ha diritto.
Pertanto, durante il rapporto di lavoro, non è consentito il pagamento in sostituzione del riposo, anche qualora il dipendente ne faccia richiesta per iscritto.
Un dipendente con uno stipendio di 90.000 LEK va in ferie il 30 settembre con 8 giorni di ferie non retribuite. I giorni dell’anno trascorsi fino a quel momento sono 22 divisi per 12 e moltiplicati per 9, ovvero circa 16 giorni. Di questi, 8 non sono stati utilizzati. Con 22 giorni lavorativi al mese, ogni giorno costa circa 4.091 LEK, quindi il pagamento ammonta a circa 32.728 LEK.
Leggi anche: Contributi e massimale dei redditi a partire da gennaio 2026
L'articolo 95 lo rende obbligatorio. Il datore di lavoro è tenuto a tenere un registro in cui siano riportati, per ciascun dipendente, la data di inizio del rapporto di lavoro, la durata del congedo a cui ha diritto, le date in cui il congedo è stato fruito e la retribuzione corrisposta a tale titolo.
Lo stesso articolo prevede inoltre che i registri relativi alle retribuzioni e al versamento dei contributi siano aggiornati mensilmente e presentati ogni volta che ne facciano richiesta gli ispettori del lavoro o i funzionari dell'amministrazione fiscale.
Leggi anche: Fascicolo del dipendente e documenti obbligatori
Non meno di 22 giorni lavorativi nel corso del prossimo anno lavorativo, ai sensi dell’articolo 92, comma 2, come modificato dalla legge n. 91/2024.
No. L'articolo 92 li esclude espressamente. Quando un giorno festivo coincide con un giorno di ferie annuali retribuite, le ferie vengono posticipate.
Per quanto riguarda la durata del rapporto di lavoro: per sei mesi di lavoro, 11 giorni lavorativi.
Con almeno 30 giorni di anticipo, ai sensi dell’articolo 93, comma 1.
Fino alla fine del primo trimestre dell'anno successivo, ovvero fino al 31 marzo.
Solo quando il rapporto di lavoro è cessato e rimangono giorni non retribuiti. Durante il rapporto di lavoro ciò non è consentito.
No. I periodi di inabilità temporanea sono considerati orario di lavoro ai sensi dell’articolo 92, comma 3.
Sulla base dello stipendio in vigore al momento della nomina. Qualora lo stipendio sia variabile, sulla base della media mensile indicizzata dell’anno precedente.
Leggi anche: Modifiche all'articolo 92 apportate dalla legge n. 91/2024
Le ferie annuali maturate che si accumulano di anno in anno vengono considerate una violazione continuativa e, quando vengono godute, vengono retribuite a una tariffa stimata, solitamente superiore a quella dovuta. In qualità di economisti esterni, teniamo traccia del diritto alle ferie di ciascun dipendente, vi avvisiamo con 30 giorni di anticipo e calcoliamo i giorni non goduti applicando la corretta retribuzione, il tutto incluso nell’abbonamento mensile.
