Il periodo di prova

Contratto di lavoro

Il periodo di prova previsto dal contratto di lavoro, ovvero i primi tre mesi ai sensi del Codice del lavoro.

Il periodo di prova è il periodo iniziale di rapporto di lavoro durante il quale ciascuna delle parti può risolvere il contratto con un preavviso di soli cinque giorni. Il Codice del lavoro lo definisce come i primi tre mesi, ma può essere abbreviato o escluso mediante accordo scritto. Durante il periodo di prova non si applica la procedura di licenziamento con preavviso, poiché questa ha inizio solo al termine del periodo di prova.

Questa pagina illustra la durata del periodo di prova in base al tipo di contratto, i casi in cui non è possibile rinunciarvi in alcun modo e quali obblighi rimangono vincolanti durante tale periodo.

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La prova sta nei primi tre mesi di lavoro.

L'articolo 142 stabilisce chiaramente che i primi tre mesi di rapporto di lavoro sono considerati un periodo di prova. Questa è la norma applicabile ai contratti a tempo indeterminato e si applica anche in assenza di specifiche disposizioni tra le parti.

Tipo di contrattoDurata del testArticolo
Ora non specificataI primi tre mesi, ancora prima che fossero scritti142
Fissata la scadenzaFino a tre mesi, ma solo se è previsto per iscritto.150

In un contratto a tempo determinato, il periodo di prova è specificato per iscritto oppure non esiste.

L'articolo 150 prevede che le parti concordino per iscritto il periodo di prova e che questo non superi i tre mesi. Questa è la principale differenza tra le due tipologie di contratto. Nel contratto a tempo indeterminato il periodo di prova è previsto dalla legge; nel contratto a tempo determinato deriva esclusivamente dal contratto stesso.

Il processo potrebbe essere abbreviato o archiviato.

L'articolo 142, paragrafo 2, prevede che il periodo di prova possa essere ridotto o soppresso mediante accordo scritto o contratto collettivo. Esso non può essere prorogato oltre i tre mesi.

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Quando non è possibile stabilire affatto il test

Esiste una sola eccezione, ma è piuttosto frequente. La disposizione non si applica qualora le stesse parti abbiano precedentemente stipulato un contratto di lavoro avente per oggetto lo svolgimento della stessa attività lavorativa.

Un dipendente ha lavorato per sei mesi con un contratto stagionale come cameriere. L'anno successivo è tornato a ricoprire la stessa mansione con un nuovo contratto. Il periodo di prova non può essere applicato poiché la natura del lavoro è la stessa. Se il datore di lavoro lo licenzia entro tre mesi invocando il periodo di prova, il licenziamento rimane impugnabile.

La stessa regola si applica quando un dipendente passa da un contratto a tempo determinato a un contratto a tempo indeterminato per la stessa mansione, oppure quando riprende il lavoro dopo una breve interruzione.

Il termine di preavviso durante il periodo di prova è di cinque giorni per entrambe le parti.

L'articolo 142, comma 3, recita espressamente: Durante il periodo di prova, ciascuna delle parti può risolvere il contratto dandone preavviso all'altra parte con almeno cinque giorni di anticipo.

Il termine si applica in egual misura sia al datore di lavoro che al dipendente. Non vi è più un termine per una delle parti e uno più breve per l’altra.

La notifica viene effettuata per iscritto.

La legge non lo prevede espressamente, ma l'onere della prova spetta a chi sostiene di aver dato comunicazione. Una comunicazione orale non può essere provata, pertanto, nella pratica, viene sempre effettuata per iscritto e confermata per iscritto.

Il processo non viene sospeso per motivi di malattia.

Il Codice non prevede la sospensione del periodo di prova in caso di inabilità temporanea. Se un dipendente è assente per due settimane per malattia, il periodo di prova termina comunque il novantesimo giorno. Quando il datore di lavoro valuta in modo obiettivo il dipendente, l’unica opzione è quella di risolvere il rapporto di lavoro, non di prorogare il periodo di prova.

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La procedura di rimozione non viene applicata durante il periodo di prova.

Ecco perché il periodo di prova riveste un valore concreto per il datore di lavoro e perché la sua assenza comporta costi elevati.

L'articolo 144 avvia la procedura con le parole che seguono il periodo di prova. Pertanto, la riunione preliminare con preavviso di 72 ore, l'esposizione dei motivi e la decisione scritta entro un termine compreso tra 48 ore e una settimana non si applicano durante il periodo di prova.

Analogamente, l’articolo 143 prevede termini di preavviso scalari solo dopo il periodo di prova. Pertanto, durante il periodo di prova il termine di preavviso rimane di cinque giorni, indipendentemente dalla durata del rapporto di lavoro fino a quel momento.

Nota: l’omissione della clausola nel contratto non la elimina da un contratto a tempo indeterminato, poiché in tal caso essa deriva dalla legge. In un contratto a tempo determinato, invece, esso viene completamente eliminato. In tal caso, il preavviso dato entro tre mesi segue l’intera procedura di cui all’articolo 144 e il mancato rispetto di tale procedura comporta il pagamento di due mesi di stipendio.

Ciò che rimane obbligatorio anche durante il processo.

Il periodo di prova agevola la risoluzione del contratto. Non sospende tuttavia alcun altro obbligo.

  • Il contratto è stipulato per iscritto e contiene tutti e dodici gli elementi.
  • Il dipendente deve presentarsi almeno un giorno prima dell'inizio del lavoro.
  • I contributi vengono versati fin dal primo giorno, in base alla retribuzione effettiva.
  • La retribuzione non può essere inferiore al salario minimo nazionale.
  • L'orario di lavoro, il riposo settimanale e le indennità si applicano come di consueto.
  • Gli obblighi in materia di salute e sicurezza sul lavoro si applicano fin dal primo giorno.
  • Il divieto di discriminazione e la tutela contro le molestie trovano piena applicazione.

Le dimissioni durante il periodo di prova non possono essere motivate da un motivo vietato. L'articolo 146 considera il licenziamento privo di giusta causa qualora sia motivato da ragioni discriminatorie, dall'appartenenza sindacale o dall'adempimento da parte del lavoratore di un obbligo di legge.

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Cosa succede al termine del test?

Non è richiesta alcuna azione. Il rapporto prosegue automaticamente e il contratto passa al regime ordinario.

Nel caso di un contratto a tempo determinato, l’articolo 150 apporta un chiarimento. Se il contratto non viene risolto durante il periodo di prova, tale periodo viene conteggiato nella durata del contratto. Pertanto, il periodo di prova non prolunga la durata concordata.

A partire dal novantunesimo giorno cambiano due cose. Il periodo di preavviso passa da due settimane a tre mesi a seconda degli anni di servizio, e per lasciare l’incarico è necessario un incontro preventivo ai sensi della Sezione 144.

Gli errori che notiamo

  • Il periodo di prova è fissato a sei mesi, in quanto si ritiene che sia liberamente determinato dalle parti. Il limite è di tre mesi e non può essere prorogato di comune accordo.
  • In un contratto a tempo determinato, il periodo di prova non è affatto specificato per iscritto, pertanto un licenziamento immediato risulta privo di fondamento.
  • Il periodo di prova viene imposto a un dipendente che ha già ricoperto la stessa posizione in precedenza, nonostante la legge lo vieti.
  • Il recesso durante il periodo di prova avviene senza alcun preavviso, ma anche in questo caso si applica il termine di cinque giorni.
  • La comunicazione viene effettuata verbalmente e non viene conservata alcuna registrazione della data.
  • Si ritiene che il processo sia sospeso in attesa della perizia medica. Il Codice non prevede tale eventualità.
  • Il dipendente in prova non viene assunto immediatamente, poiché si attende di vedere se rimarrà in azienda.

Domande frequenti

Quanto dura il periodo di prova?

I primi tre mesi di rapporto di lavoro, ai sensi dell’articolo 142. Essi possono essere abbreviati o omessi mediante accordo scritto, ma non possono essere prorogati oltre i tre mesi.

La prova deve essere inserita nel contratto?

In un contratto a tempo indeterminato, tale clausola deriva dalla legge anche se non è stata espressamente formulata per iscritto. In un contratto a tempo determinato, invece, deve essere prevista per iscritto; in caso contrario, non sussiste.

Qual è il termine di preavviso durante il periodo di prova?

Cinque giorni, sia per il datore di lavoro che per il dipendente, ai sensi dell’articolo 142, comma 3.

Posso licenziare un dipendente in prova senza un colloquio preliminare?

Sì. La procedura prevista dalla Sezione 144 ha inizio solo dopo il periodo di prova. Tuttavia, il preavviso di cinque giorni rimane obbligatorio.

Posso assegnare un test a un dipendente che ha già lavorato per me in passato?

No, quando il contratto precedente aveva per oggetto l'esecuzione dello stesso lavoro.

Il periodo di prova viene sospeso se il dipendente si ammala?

Il regolamento non prevede alcuna sospensione. Il processo si conclude all’ora prevista, indipendentemente da eventuali assenze.

Durante il periodo di prova vengono versati i contributi?

Sì, a partire dal primo giorno di lavoro e sull’importo effettivo dello stipendio. La prova non modifica alcun obbligo di dichiarazione o di pagamento.

Si ha diritto all'indennità di licenziamento se la cessazione del rapporto di lavoro avviene durante il periodo di prova?

No. Il premio di anzianità prevede che il rapporto di lavoro sia durato almeno tre anni, ai sensi dell’articolo 145.

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