
I termini di preavviso dipendono esclusivamente dalla durata del rapporto di lavoro. Due settimane per un'anzianità di servizio fino a sei mesi, un mese da sei mesi a due anni, due mesi da due a cinque anni e tre mesi per un'anzianità superiore a cinque anni. Durante il periodo di prova il termine di preavviso è di cinque giorni. Gli stessi termini di preavviso si applicano a entrambe le parti, sia al datore di lavoro che al lavoratore che dà il preavviso.
Questa pagina illustra come vengono calcolati i termini di preavviso, in quali casi vengono prorogati o sospesi e cosa succede se non vengono rispettati.
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L'articolo 143, paragrafo 1, le collega direttamente alla durata del rapporto di lavoro, senza alcuna distinzione basata sulla posizione ricoperta o sulla retribuzione.
| Durata della relazione | Preavviso |
|---|---|
| Durante il periodo di prova | Cinque giorni |
| Fino a 6 mesi | Due settimane |
| Da oltre 6 mesi a 2 anni | un mese |
| Da oltre 2 anni a 5 anni | due mesi |
| Oltre 5 anni | tre mesi |
Il periodo di prova di cinque giorni è previsto dall’articolo 142, comma 3, e ribadito dall’articolo 150, comma 2, per i contratti a tempo determinato.
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L'articolo 143, paragrafo 3, introduce una disposizione che, nella pratica, modifica l'ultima data utile. Il termine viene prorogato, a seconda dei casi, fino alla fine della settimana o fino alla fine del mese.
Ciò significa che un periodo di un mese non termina nella data corrispondente del mese successivo, bensì alla fine di quel mese. Allo stesso modo, un periodo di due settimane non termina a metà settimana, bensì alla fine della settimana.
Esempio. A un dipendente con tre anni di anzianità di servizio viene notificato il preavviso il 10 febbraio. Il suo periodo di preavviso è di due mesi, quindi scadrebbe il 10 aprile. Poiché il periodo di preavviso viene prorogato fino alla fine del mese, il rapporto di lavoro cessa il 30 aprile e la retribuzione viene corrisposta per l’intero periodo.
Il timer non funziona in determinati periodi. Si ferma e poi riparte senza essere annullato.
L'articolo 147, comma 1, va oltre. Il datore di lavoro non può rescindere il contratto durante il periodo in cui il lavoratore percepisce l'indennità di inabilità temporanea, per un massimo di un anno, né mentre il lavoratore si trova in congedo concesso dal datore di lavoro.
L'articolo 143, comma 5, riconosce un diritto che viene quasi sempre trascurato. Durante il periodo di preavviso, qualora il contratto venga risolto dal datore di lavoro, il lavoratore ha diritto ad almeno 20 ore di permesso retribuito alla settimana per cercare un nuovo impiego.
La durata del congedo e le modalità di fruizione sono stabilite nel contratto collettivo o individuale. Se nessuno dei due lo prevede, si applica il minimo previsto dalla legge, pari a 20 ore.
Questo permesso non viene detratto dalle ferie annuali e viene registrato separatamente nei registri delle presenze.
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L'articolo 143, paragrafo 4, considera questa fattispecie come una categoria a sé stante. Quando una delle parti risolve il contratto senza rispettare il termine previsto, la risoluzione ha effetto immediato.
| Situazione | Conseguenza | Articolo |
|---|---|---|
| Il datore di lavoro non rispetta il termine senza motivi giustificati. | Il dipendente riceve lo stipendio che avrebbe percepito fino alla scadenza del contratto. | 155, punto 1 |
| Soluzione immediata e ingiustificata | Indennità pari a un massimo di un anno di stipendio, oltre allo stipendio previsto dal contratto. | 155, punto 3 |
| Il dipendente si dimette senza preavviso. | Prevede un risarcimento economico non superiore alla retribuzione di una settimana, oltre al risarcimento dei danni. | 156, punto 1 |
| Una soluzione immediata e giustificata | Si perde il premio di anzianità; viene mantenuto il pagamento delle ferie non godute. | 154, punto 4 |
Un ricorso per licenziamento immediato ingiustificato deve essere presentato entro 180 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, oppure entro 30 giorni dalla scoperta del motivo, qualora quest’ultimo venga accertato in un momento successivo.
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In questo caso la logica è completamente diversa. Un contratto a tempo determinato cessa alla scadenza del periodo concordato, senza risoluzione anticipata e senza preavviso, ai sensi dell’articolo 149, comma 1.
In caso di risoluzione prima della scadenza del termine, si applica la procedura di cui all’articolo 144, come previsto dall’articolo 149, comma 3. Qualora il contratto venga tacitamente rinnovato oltre il termine, esso è considerato un contratto a tempo indeterminato.
L'articolo 151, comma 2, prevede una clausola di recesso speciale a favore del dipendente. Se il contratto è stato stipulato per una durata superiore a tre o cinque anni, il lavoratore può recedere dopo tre anni con un preavviso di due mesi, prorogabile fino alla fine del secondo mese. Se il contratto è stato stipulato per una durata superiore a cinque anni, il lavoratore può recedere dopo cinque anni con un preavviso di tre mesi.
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Il presente modello è stato redatto da AlProfit Consult per i casi in cui l'iniziativa provenga dal dipendente. Le scadenze sono le stesse previste per il datore di lavoro.
Comunicazione di dimissioni
A: [nome dell'azienda], NUIS
Da: nome e cognome, qualifica professionale
Data di notificaCon la presente vi comunico la mia decisione di risolvere il contratto di lavoro a partire dalla data di decorrenza dello stesso.
Il mio rapporto di lavoro dura da anni e mesi, pertanto il termine di preavviso è quello previsto dall’articolo 143 del Codice del lavoro.
Il periodo ha inizio alla data di inizio e, protrattosi fino alla fine della settimana o del mese, a seconda dei casi, termina alla data di fine. Questo è anche il mio ultimo giorno di lavoro.
La preghiamo di confermare la ricezione della presente comunicazione e di provvedere al pagamento dello stipendio relativo al periodo in questione e al compenso per i giorni di ferie maturati ma non goduti.
Firma del dipendente
Mi è stato comunicato il nome del datore di lavoro e la data.
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L'ultimo giorno di lavoro determina anche il periodo di paga e la dichiarazione di uscita, pertanto un errore nella data si ripercuote immediatamente sul… Modulo di pagamento e termini di presentazione.
Due mesi, poiché il rapporto rientra nell'intervallo compreso tra più di due anni e cinque anni, ai sensi dell'articolo 143, comma 1.
Sì. L'articolo 143 riguarda le parti, pertanto lo stesso termine si applica anche in caso di dimissioni del dipendente.
A partire dal momento in cui la decisione viene notificata per iscritto, ovvero tra 48 ore e una settimana dopo la riunione, ai sensi dell'articolo 144.
Sì. L'articolo 143, paragrafo 3, proroga il termine, a seconda dei casi, fino alla fine della settimana o alla fine del mese.
Ai sensi dell’articolo 143, paragrafo 4, la decisione ha effetto immediato e si applicano quindi le conseguenze previste dagli articoli 155 o 156.
Cinque giorni, ai sensi dell’articolo 142, paragrafo 3; lo stesso termine si applica anche ai contratti a tempo determinato di cui all’articolo 150, paragrafo 2.
No. Esso cessa alla scadenza del termine previsto, senza alcun rimedio preventivo, ai sensi dell’articolo 149, paragrafo 1.
Almeno 20 ore retribuite alla settimana per cercare un nuovo lavoro quando la decisione viene presa dal datore di lavoro.
Un preavviso calcolato con dieci giorni di meno comporta il pagamento di dieci giorni di retribuzione arretrata, oltre ai giorni di ferie corrispondenti, e solitamente viene alla luce solo mesi dopo. In qualità di economisti esterni, calcoliamo il periodo di preavviso in base all’anzianità effettiva, estendiamo l’eventuale proroga alla fine della settimana o del mese e redigiamo la comunicazione di preavviso con le date esatte, come parte dell’abbonamento mensile.
