Procedura di licenziamento

Le tre fasi e le scadenze previste dall’articolo 144

Incontro tra il datore di lavoro e il dipendente nel corso della procedura di licenziamento.

La procedura di licenziamento prevede tre fasi obbligatorie ai sensi dell’articolo 144 del Codice del lavoro. Avviso scritto con almeno 72 ore di anticipo rispetto alla riunione, durante la quale il datore di lavoro espone i motivi e il lavoratore viene ascoltato, e notifica scritta della decisione entro 48 ore e comunque entro una settimana dalla riunione. Il mancato rispetto di tale procedura comporta il pagamento di due mensilità, indipendentemente dal motivo del licenziamento.

Questa pagina illustra le fasi, le scadenze, la documentazione richiesta, i casi in cui la procedura non si applica e i modelli per le due comunicazioni.

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Procedura di prelievo in tre fasi

L'articolo 144 lo definisce come una sequenza di azioni con scadenze misurate in ore, non in giorni lavorativi.

PassoAzioneScadenza
1Avviso scritto della riunioneAlmeno 72 ore prima della riunione
2La riunione in cui vengono esposti i motivi e il dipendente viene ascoltato.Alla data annunciata
3Notifica scritta della decisione, corredata di motivazione dettagliata.Da 48 ore fino a una settimana dopo la riunione.
4Il periodo di preavviso decorre in base all'anzianità di servizio.Da due settimane a tre mesi, ai sensi dell'articolo 143

Il periodo di notifica decorre solo dopo la terza fase. Si tratta di due scadenze distinte, e confonderle è uno degli errori più costosi.

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Primo passo: dare preavviso di 72 ore.

Il datore di lavoro ne dà comunicazione scritta al dipendente almeno 72 ore prima dell'incontro. La comunicazione indica la data, l'ora e il luogo dell'incontro, nonché il fatto che lo stesso si svolge nell'ambito di una possibile decisione di risoluzione del contratto.

La comunicazione verbale non soddisfa tale requisito. Ai sensi dell’articolo 144, comma 5, punto 1, l’onere della prova spetta al datore di lavoro; pertanto, la comunicazione deve essere effettuata per iscritto o tramite un altro mezzo verificabile.

Fase due: l’incontro e il diritto di esprimersi

Nel corso del colloquio, il datore di lavoro espone le motivazioni della decisione che intende adottare e offre al lavoratore la possibilità di essere ascoltato. Questo è il significato del comma 2 dell’articolo 144.

L'incontro non è una mera formalità. È il momento in cui il dipendente può fornire spiegazioni che potrebbero modificare la decisione. Pertanto, raccomandiamo di redigere un breve verbale, firmato da entrambe le parti, in cui siano riportate le date, i partecipanti, le motivazioni addotte e la posizione del dipendente.

Nota: la mancata partecipazione del dipendente alla riunione non equivale all’accettazione del licenziamento né sostituisce la procedura. In caso di mancata partecipazione, il datore di lavoro registra l’assenza nel verbale e procede alla terza fase entro gli stessi termini.

Fase tre: notifica scritta della soluzione

La decisione viene comunicata per iscritto entro un lasso di tempo compreso tra 48 ore e una settimana dalla riunione. Si tratta di un intervallo di tempo, non di una scadenza precisa. Una comunicazione effettuata immediatamente dopo la riunione è prematura, mentre quella effettuata dopo una settimana è tardiva.

Nella comunicazione, il datore di lavoro specifica i motivi alla base della decisione, che riguardano fattori quali le capacità del dipendente, la sua condotta o le esigenze operative dell’azienda. Un motivo generico, come ad esempio una riorganizzazione, non è sufficiente a meno che non venga spiegato cosa sia cambiato nello specifico.

Durante il periodo di preavviso, qualora la cessazione del rapporto di lavoro sia avviata dal datore di lavoro, il lavoratore ha diritto ad almeno 20 ore di permesso retribuito alla settimana per cercare un nuovo impiego, ai sensi dell’articolo 143, comma 5.

Quando non viene seguita la procedura di rimozione

L'articolo 144, paragrafo 5, ne prescrive direttamente la conseguenza.

ViolazioneConseguenzaArticolo
La procedura non viene rispettata.Indennità pari a due mesi di stipendio144, punto 5
Mancano le prove procedurali.L'onere della prova spetta al datore di lavoro.144, punto 5/1
Le motivazioni non vengono fornite per iscritto.La soluzione si chiama "assenza di motivi ragionevoli".146, punto 1, lettera g)
Soluzioni prive di fondamento ragionevoleIndennizzo pari a un massimo di un anno di stipendio146, punto 3
Il termine per la notifica non è stato rispettato.Viene considerata una soluzione con effetto immediato.143, punto 4

L'indennità pari a due mesi di stipendio si aggiunge alle altre indennità; non le sostituisce. Qualora il licenziamento avvenga inoltre senza giusta causa, tali importi vengono sommati alla retribuzione relativa al periodo di preavviso e all'indennità di licenziamento.

Il reclamo deve essere presentato entro 180 giorni dalla scadenza del termine di notifica, oppure entro 30 giorni dalla sua scoperta qualora il motivo abusivo emerga in un momento successivo.

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Quando la procedura di rimozione non viene applicata

Esistono tre casi in cui l’articolo 144 non viene applicato, ciascuno con una propria regola.

  • Durante il periodo di prova, ciascuna delle parti è tenuta a dare un preavviso di almeno cinque giorni, ai sensi dell’articolo 142, comma 3.
  • Durante una sospensione collettiva del lavoro, in cui si applica la procedura di cui all’articolo 148, ma i motivi vengono comunque comunicati per iscritto al dipendente.
  • Nella risoluzione immediata per motivi giustificati, ai sensi degli articoli 153 e 154, in cui il tribunale accerta se tali motivi fossero effettivamente giustificati.

Nel caso di un contratto a tempo determinato, qualora esso venga risolto prima della scadenza del termine, si applica integralmente la procedura di cui all’articolo 144, ai sensi dell’articolo 149, comma 3.

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Quando la partenza non è consentita in alcun caso

L'articolo 147 prevede due limiti temporali. Il datore di lavoro non può risolvere il contratto mentre il lavoratore percepisce l'indennità di inabilità temporanea per un periodo massimo di un anno, né mentre il lavoratore si trova in congedo concesso dal datore di lavoro.

Quando la soluzione è già stata avviata e il periodo di notifica non è ancora terminato, essa viene sospesa durante tale periodo e riprende successivamente.

Procedura di recesso, due modelli di comunicazione

Questi due modelli sono stati redatti da AlProfit Consult ai sensi dell'articolo 144. Riguardano la prima e la terza fase.

Avviso di convocazione dell'assemblea

Avviso di convocazione dell'assemblea

A: nome e cognome del dipendente, qualifica professionale
Da: nome dell'azienda, NUIS, rappresentata da nome e carica
Data e ora della notifica

Desideriamo informarLa che il [data] alle [ora], presso [indirizzo], si terrà un incontro per discutere dell'andamento del Suo rapporto di lavoro e della possibilità di risolvere il Suo contratto.

Nel corso della riunione vi saranno illustrate le motivazioni alla base della decisione proposta e vi sarà data la possibilità di esprimere il vostro parere al riguardo.

La presente comunicazione Le viene inviata con almeno 72 ore di anticipo rispetto alla riunione, ai sensi dell’articolo 144, comma 1, del Codice del lavoro.

Firma del datore di lavoro
Sono stato informato della firma del dipendente e della data.

Avviso di risoluzione del contratto

Avviso di risoluzione del contratto di lavoro

A: nome e cognome del dipendente, qualifica professionale
Da: nome dell'azienda, NUIS
Data di notifica

A seguito della riunione tenutasi in data indicata, con la presente La informiamo della decisione di risolvere il Suo contratto di lavoro, con effetto a partire dalla data di stipula del contratto.

Le motivazioni alla base della soluzione sono descritte in termini concreti, in relazione alle capacità, al comportamento o alle esigenze operative dell'azienda.

Il periodo di preavviso è quello previsto dall’articolo 143 e decorre dalla data di inizio. Il rapporto di lavoro cessa alla data di cessazione.

Durante il periodo di preavviso hai diritto ad almeno 20 ore di permesso retribuito alla settimana per cercare un nuovo lavoro, ai sensi dell’articolo 143, comma 5.

Alla cessazione del rapporto di lavoro, ti saranno corrisposti l’ultimo stipendio, le ferie non godute e, qualora siano soddisfatte le condizioni di cui all’articolo 145, il premio di anzianità.

Firma del datore di lavoro
Sono stato informato della firma del dipendente e della data.

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Cosa succede dopo la partenza?

L'ultimo giorno di lavoro vengono liquidati tre importi: la retribuzione relativa al periodo lavorato, il pagamento per i giorni di ferie non goduti ai sensi dell'articolo 94, comma 5, e l'indennità di anzianità qualora il rapporto di lavoro sia durato almeno tre anni.

La partenza viene inoltre comunicata all'amministrazione fiscale tramite l'apposito modulo, e ciò si riflette in Dichiarazione mensile dei dipendenti e delle retribuzioni.

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Gli errori che riscontriamo nella procedura di rimozione

  • La riunione si tiene lo stesso giorno in cui viene annunciata, senza il preavviso di 72 ore.
  • La notifica della decisione viene comunicata immediatamente dopo la riunione, entro 48 ore.
  • L'avviso si limita a menzionare una "riorganizzazione", senza fornire alcuna motivazione concreta.
  • Le comunicazioni vengono fornite verbalmente e non viene lasciata alcuna traccia scritta, mentre l'onere della prova spetta al datore di lavoro.
  • Il periodo di preavviso viene confuso con il termine procedurale e il dipendente se ne va il giorno successivo.
  • Le 20 ore settimanali di permesso retribuito per la ricerca di un impiego durante il periodo di preavviso non vengono concesse.
  • Il contratto viene risolto mentre il dipendente è in congedo per malattia o in ferie.
  • La mancata partecipazione alla riunione equivale all'accettazione del licenziamento.

Domande frequenti sulla procedura di rimozione

Con quante ore di anticipo deve essere comunicata la riunione?

Preavviso scritto di almeno 72 ore, ai sensi dell'articolo 144, comma 1, del Codice del lavoro.

Quando deve essere notificato il preavviso di risoluzione?

Da 48 ore fino a una settimana dopo l'appuntamento. Qualsiasi anticipo o ritardo compromette l'esito della procedura.

Quanto costa se non si rispetta la procedura di rimozione?

Un indennizzo pari a due mesi di stipendio, oltre a qualsiasi altro eventuale indennizzo.

Chi è tenuto a dimostrare che la procedura di rimozione è stata rispettata?

Il datore di lavoro. L’articolo 144, paragrafo 5, comma 1, attribuisce esplicitamente a quest’ultimo l’onere della prova.

È necessario indicare i motivi nell'avviso?

Sì. I motivi riguardano le capacità o la condotta del dipendente oppure le esigenze operative dell’azienda. La loro assenza rende la decisione irragionevole.

La procedura si applica durante il periodo di prova?

No. Durante il periodo di prova, è sufficiente un preavviso di cinque giorni, ai sensi dell’articolo 142, comma 3.

Un dipendente in congedo per malattia può assentarsi dal lavoro?

No. L’articolo 147 vieta il licenziamento durante un periodo di inabilità temporanea della durata massima di un anno e durante un congedo concesso dal datore di lavoro.

Entro quale termine è possibile presentare ricorso contro la rimozione?

Entro 180 giorni dalla scadenza del termine di preavviso, oppure entro 30 giorni dalla scoperta del motivo abusivo, qualora questo emerga in un momento successivo.

Base giuridica

Il licenziamento di un dipendente viene raramente respinto in sede di giudizio nel merito, ma molto spesso per motivi procedurali, ad esempio perché la riunione si è tenuta con un giorno di anticipo o perché la comunicazione non è stata lasciata per iscritto da nessuna parte. In qualità di economisti esterni, gestiamo ogni cessazione del rapporto di lavoro nel rispetto delle scadenze e degli obblighi di documentazione previsti dall’articolo 144 e chiudiamo il conto finale del dipendente senza alcun saldo in sospeso, come parte dell’abbonamento mensile.

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