Dove finiscono i tuoi soldi? I tre flussi di cassa.

La chiarezza dei numeri

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Il titolare dell'azienda tiene traccia del flusso di cassa tra incassi e pagamenti.

Il denaro entra ed esce dalla tua azienda attraverso tre canali: quello delle operazioni quotidiane, quello degli investimenti e quello dei finanziamenti. Il rendiconto finanziario mostra quanto è entrato e quanto è uscito attraverso ciascuno di questi canali. Quando li distingui, capisci immediatamente perché il saldo del tuo conto appare diverso dall’utile riportato in bilancio.

Le tre porte del denaro

La prima porta è quella delle operazioni, ovvero il tuo lavoro quotidiano. Qui entrano gli incassi dai clienti ed escono i pagamenti ai fornitori, gli stipendi, l’affitto e gli altri oneri. Questa porta mostra se l’azienda genera denaro o lo consuma. È la porta più importante, perché nel lungo periodo è l’unica che ti permette di sopravvivere.

La seconda porta è quella degli investimenti. Il denaro esce da qui quando si acquistano attrezzature, macchinari o si effettuano lavori di ristrutturazione, ed entra quando si vende un'attrezzatura usata. I flussi in uscita attraverso questa porta sono spesso un buon segno, perché l'azienda sta costruendo il proprio futuro. Ma devono essere coperti dalla prima porta.

La terza voce riguarda il finanziamento. È qui che il denaro entra quando si contrae un prestito o si investe capitale proprio, ed esce quando si pagano le rate del prestito o si prelevano gli utili in qualità di proprietario.

La somma delle tre voci spiega perché il tuo conto è cambiato dall'inizio alla fine del mese. Nessun mistero, solo tre addebiti sommati tra loro.

Perché hai dei profitti, ma non hai soldi?

Questa è la domanda che preoccupa la maggior parte dei proprietari. La risposta sta in tre mosse che il profitto non vede.

In primo luogo, le vendite a credito. Il profitto viene contabilizzato oggi come ricavo, ma il denaro arriva solo dopo due mesi.

In secondo luogo, le merci presenti nel magazzino. Le avete pagate oggi, ma diventano una spesa solo quando vengono vendute.

In terzo luogo, la rata del prestito. La quota di capitale non costituisce una spesa nel conto economico, ma viene interamente addebitata sul conto.

Pertanto, gli utili e il flusso di cassa possono evolversi in direzioni opposte per mesi e mesi. Berman e Knight lo sintetizzano nel libro *Financial Intelligence* con una frase che vale la pena ricordare: «L’utile è un concetto, il contante è un dato di fatto».

Un esempio di calcolo

Gestisci una piccola azienda di commercio all’ingrosso per un mese.

All'inizio del mese il saldo era di 500.000 LEK.

Risultato operativo. Crediti verso clienti: 900.000 LEK. Pagamenti ai fornitori: 600.000 LEK. Stipendi e contributi: 250.000 LEK. Flusso di cassa operativo più 50.000 LEK.

Operazione di investimento. Acquisto di un frigorifero industriale: 200.000 LEK. Esborso di cassa derivante dall'investimento: meno 200.000 LEK.

Finanziamento. Rate del prestito: 100.000 LEK. Esborso di finanziamento meno 100.000 LEK.

I soldi a fine mese. 500.000 più 50.000 meno 200.000 meno 100.000 fa 250.000 LEK.

Nel frattempo, il conto economico dello stesso mese riporta un utile di 150.000 LEK, poiché tiene conto delle vendite fatturate anziché degli incassi in contanti, e né il frigorifero né la rata del prestito costituiscono una spesa mensile. Un utile di 150.000 LEK e un credito di 250.000 LEK nello stesso mese: entrambi i dati sono corretti.

Tabella dei flussi mensili

Nel Centro risorse troverai un semplice diagramma di flusso mensile, con tre sezioni distinte e un riepilogo automatico. Bastano dieci minuti alla fine del mese per avere un quadro completo della situazione. Lo troverai nel Centro risorse. Centro risorse.

Per lo specialista

Il rendiconto finanziario viene redatto utilizzando il metodo diretto, con le entrate e le uscite classificate per natura, oppure il metodo indiretto, con il risultato rettificato per le voci non monetarie e le variazioni del capitale circolante. I requisiti di presentazione e il metodo adottato sono specificati nei relativi Principi contabili e di rendicontazione.

Per le attività di consulenza rivolte alle piccole imprese, il metodo diretto è quasi sempre più efficace, perché parla la lingua del titolare: ho incassato e ho pagato. Un rapido controllo indiretto può essere effettuato tramite la seguente formula: utile più ammortamenti, meno l’incremento dei crediti, meno l’incremento delle rimanenze, più l’incremento dei debiti. Se questo riepilogo non corrisponde al movimento bancario, la differenza individua esattamente la voce non registrata.

Domande frequenti

Basta controllare il saldo del mio conto ogni mattina invece di guardarmi allo specchio?

Il conto ti dice quanto hai, non perché lo hai. Senza distinguere tra le tre voci, non puoi capire se il calo sia dovuto a un rendimento scarso o a un buon investimento. È proprio questa distinzione che ti dà tranquillità.

Il mio flusso di cassa operativo è in negativo da tre mesi. Devo preoccuparmi?

È un segnale da prendere sul serio, ma con calma. Si verifica in una stagione di calo o durante una fase di rapida crescita. Se dovesse protrarsi oltre la stagione, sarebbe opportuno esaminare il ciclo di fatturazione e i livelli delle scorte insieme a un economista.

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