Credito aziendale: sì o no?

Decisioni aziendali

La titolarità di un’impresa: valutare se il credito aziendale sia conveniente.

La risposta dipende da un unico confronto. Il credito è utile quando ciò che si acquista con esso frutta un guadagno superiore a quanto si spende in interessi. Il credito è dannoso quando viene utilizzato per coprire perdite ricorrenti, poiché la rata si aggiunge alla perdita. Questa pagina fornisce il metodo di ragionamento, non una risposta pronta, poiché ogni caso presenta cifre diverse.

Il confronto che spiega tutto

Confronta il prestito con ciò che finanzia. Se utilizzi il prestito per acquistare un’attrezzatura, un veicolo da lavoro o una merce di rotazione, la questione è quantificabile. Quanto margine aggiuntivo genera questo acquisto all’anno e quanto costa il prestito all’anno, compresi interessi e commissioni? Quando il rendimento di ciò che acquisti è significativamente superiore al costo del prestito, il prestito lavora a tuo vantaggio. Questo è l’uso corretto del debito.

La questione è completamente diversa nel caso di un prestito destinato a coprire le perdite. Quando ogni mese la cassa si svuota perché l’azienda vende sottocosto o spende più di quanto guadagna, un prestito non risolve il problema. Lo rimanda semplicemente e lo aggrava. Dopo qualche mese il vecchio problema è ancora lì, con in più una nuova rata da pagare. In quel caso, la prima cosa da fare è concentrarsi sui margini e sulle spese, non sulla banca. Keith Cunningham lo spiega in modo semplice in *The Road Less Stupid*. Un problema coperto con nuovi soldi non viene risolto, ma solo reso più costoso.

Quando si parla di fluidità, questo kit non fa distinzioni di stagione.

Anche un buon prestito presenta una caratteristica che va rispettata: la rata va pagata ogni mese, anche quando le vendite subiscono fluttuazioni. Il bar-ristorante registra un agosto forte e un novembre debole. L’impresa edile ha mesi con afflussi di liquidità e mesi con ritardi. La rata non tiene conto di nulla di tutto ciò. Pertanto, prima di contrarre un prestito, esamina il tuo flusso di cassa mese per mese, non la media annuale. Questa è la domanda giusta. Il mio mese più debole è in grado di pagare la rata, non il mio mese medio. Daniel Kahneman ci ricorda che i piani si basano su uno scenario ottimistico. Il flusso di cassa mensile reale è l’antidoto a quell’ottimismo.

Un esempio di calcolo

Una panetteria sta valutando l'acquisto di un nuovo forno del valore di 1.200.000 LEK, da finanziare con un prestito triennale. A titolo esemplificativo, ipotizziamo una rata mensile di 40.000 LEK. È sempre opportuno informarsi sulle condizioni effettive presso la propria banca, poiché queste variano a seconda del mercato e del caso specifico.

Il nuovo forno aumenta la produzione e dovrebbe generare un margine di contribuzione aggiuntivo di 60.000 LEK al mese. Sulla carta, rimangono 20.000 LEK al mese in più rispetto alla rata. Passiamo ora al test dei mesi di calo. Nei mesi di minor volume d’affari il margine aggiuntivo scende a 45.000 LEK. Anche in questo caso la rata è coperta e rimangono 5.000 LEK. Il prestito supera il test, di poco ma in modo stabile, e il titolare sa che nei mesi di minor volume d’affari non c’è spazio per ulteriori sorprese. Lo stesso forno con una rata di 55.000 LEK non supererebbe il test, poiché comporterebbe una perdita nel mese di calo. Questo ragionamento costituisce un’informazione generale sul metodo, non una raccomandazione per un prestito specifico.

Scheda di verifica del credito

Nel Centro risorse troverai un foglio di lavoro con tre righe: il margine aggiuntivo generato dall’acquisto, la rata mensile completa e il risultato nel mese più difficile. Queste tre righe sono sufficienti per capire se vale la pena avviare una trattativa con la banca.

Per lo specialista

L'indicatore standard è il rapporto di copertura del servizio del debito, ovvero il flusso operativo netto diviso per il servizio del debito annuale; le banche richiedono in genere che tale rapporto sia superiore a 1.2. Per una piccola impresa, è più utile calcolarlo sulla base del mese più debole dell’anno, anziché sulla media, poiché le crisi di liquidità si verificano nei mesi, non negli anni. Confrontate sempre il tasso di interesse effettivo, comprese le commissioni, non il tasso nominale. Verificate inoltre la struttura delle garanzie e le penali di estinzione anticipata prima di firmare. L’effetto della leva finanziaria sul rendimento del capitale proprio è positivo solo fintantoché il rendimento delle attività supera il costo del debito.

Domande frequenti

È meglio aspettare e mettere da parte dei soldi piuttosto che chiedere un prestito?

Dipende da quanto costa aspettare. Se il dispositivo genera all’anno un guadagno superiore al costo del prestito, l’attesa comporta un costo opportunità. Se il rendimento è incerto, risparmiare è la scelta più sicura. Il calcolo si basa sui tuoi dati, non su una regola generale.

La mia attività è in perdita; un prestito potrebbe aiutarmi a tirare avanti?

Di solito no, perché dopo qualche mese la rata viene aggiunta alla perdita. Il primo passo è individuare la causa della perdita, che sia legata al margine o alle spese. Effettuiamo spesso questa analisi con i nostri clienti e la situazione diventa chiara nel giro di poche ore di lavoro.

La decisione sul prestito spetta a te e alla tua banca. Se desideri esaminare i dati con calma prima di quel colloquio, siamo a tua disposizione. Scrivici all’indirizzo Pagina dei contatti oppure scopri i pacchetti disponibili su offerta.

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